Juniper Networks: la sicurezza è una priorità nella scelta di smartphone e tablet

Pubblicato il: 04/11/2010
Autore: Redazione ChannelCity

Uno studio presentato da Juniper Networks, condotto su seimila persone in 16 Paesi, evidenzia la preoccupazione per il livello di sicurezza di smartphone e tablet Pc. Ma 3 intervistati su 4 utilizzano i dispositivi per consultare informazioni aziendali o dati sensibili.

Juniper Networks ha presentato i risultati di uno studio globale sul mercato consumer dal quale emerge che 4 utenti su 5 considerano il "livello di sicurezza" tra le massime priorità quando acquistano o utilizzano smartphone e tablet Pc.
Più della metà degli intervistati ha inoltre manifestato preoccupazione per la possibilità di smarrire il dispositivo mobile e attenzione alla tutela dell'identità e alla protezione dei familiari tramite le funzioni di parental control. Allo stesso tempo, 3 intervistati su 4 utilizzano i loro dispositivi mobili per condividere o consultare informazioni aziendali o dati personali sensibili.
Commissionato da Juniper e condotto da KRC Research e Synovate intervistando oltre seimila utenti di smartphone e tablet in 16 Paesi, lo studio ha mostrato un assottigliamento della barriera che separa l'utilizzo dei dispositivi a scopi personali da quelli lavorativi, secondo una tendenza che impone necessariamente misure di sicurezza ancora più rigide e integrate.
Il 44% circa degli intervistati utilizza infatti questi dispositivi per motivi sia personali che professionali. Solo un limitato 4% ne riserva l'uso esclusivamente a ragioni di lavoro. Se i responsabili IT ritengono di riuscire a tenere sotto controllo i dispositivi mobili, l'81% ammette di accedere alle proprie reti aziendali a insaputa delle imprese e senza autorizzazione e il 58% lo fa su base quotidiana.
"Smartphone e tablet sono diventate le nuove vie di accesso a informazioni, applicazioni e commercio, ma fungono anche da ingresso per le minacce alla sicurezza", ha spiegato Mark Bauhaus, Executive Vice President e General Manager del Service Layer Technologies Business Group di Juniper Networks. "Fortunatamente aspetti come sicurezza, identità e privacy sono presi sempre più in considerazione dagli utenti. Ora il settore deve rispondere e proporre la sicurezza come elemento integrato dell'esperienza mobile, e non come accessorio opzionale" – ha concluso Bauhaus. 

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L'importanza di identità, privacy e parental control
Oltre il 58% degli utenti di smartphone e tablet teme di perdere il dispositivo e di non poter più recuperare dati e informazioni. Di poco superiore (64%) la percentuale di coloro che si dicono estremamente o molto preoccupati per le possibilità di furti di identità conseguenti l'uso dei dispositivi.
Tenuti in grande considerazione anche i controlli parentali, che per il 53% di tutti gli intervistati risultano estremamente o molto importanti.
Non sorprende dunque che per il 41% degli intervistati il livello di sicurezza costituisca una "massima priorità" e il 40% una "alta priorità" al momento dell'acquisto o dell'utilizzo di uno smartphone o un tablet.
Lo studio mette però in luce il divario fra il livello di sicurezza che gli utenti desiderano e quello che loro stessi implementano direttamente: solo il 24% modifica infatti di frequente le impostazioni di sicurezza del proprio dispositivo mobile, il 35% lo fa solo quando se ne presenta la necessità, il 31% raramente se non addirittura mai, e il 9% non ha nemmeno dimestichezza con questo tipo di settaggi. Infine, il 14% degli intervistati ammette di non avere nemmeno impostato alcuna password a protezione dell'apparecchio.


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Altri risultati di rilievo
Più del 76% dei consumatori interpellati utilizza smartphone o tablet per accedere a informazioni confidenziali, personali e aziendali: il 51% per inserire o modificare password, il 43% per accedere a estratti conto bancari e di carte di credito, il 30% per consultare le bollette, il 20% per condividere dati finanziari come numeri di carte di credito, il 18% per accedere a informazioni riservate della propria azienda, il 17% per consultare documenti di natura medico-sanitaria, il 16% per condividere codici fiscali e dati simili.
Dei 16 Paesi coinvolti nello studio, l'India (90%) ha registrato il numero maggiore di utenti preoccupati per le questioni legate alla sicurezza, seguita da Brasile e Russia (88%), Germania (86%), Cina e Italia (85%). Gli utenti di Hong Kong (70%), Belgio/Paesi Bassi (74%) e Stati Uniti e Giappone (77%) si sono rivelati i meno preoccupati al riguardo.
L'utilizzo professionale e personale varia in base alla regione geografica e al Paese: l'uso personale è dominante in Canada (72%), Giappone (70%), Francia (67%) e nella maggioranza delle altre nazioni. Cina, Russia e Brasile costituiscono le principali eccezioni con un uso combinato professionale/personale rispettivamente del 75%, 65% e 61%. Il Belgio e i Paesi Bassi hanno invece registrato la percentuale maggiore di utilizzo a fini lavorativi (12%).
Le risposte sono state ancora più diversificate alla domanda relativa agli accessi alle reti aziendali senza autorizzazione e all'insaputa del datore di lavoro: gli utenti statunitensi si sono rivelati i più prudenti con un 52% di accessi non autorizzati; i più aggressivi invece Brasile, Russia, Giappone e Italia con percentuali rispettivamente del 94%, 93%, 90% e 90%.
I livelli di protezione delle password si sono rivelati abbastanza uniformi nei diversi Paesi, con una limitata percentuale di utenti (fra il 10% e il 20%) privi di password – ad eccezione degli Stati Uniti, dove il 25% ha riferito di non essere protetto da password; percentuali che per India e Singapore si abbassano all'8% e al 6%.
Omogenea anche la preoccupazione circa minacce specifiche, fatta eccezione per due Paesi in cui le percentuali si sono rivelate sopra la media: India e Brasile evidenziano infatti una forte preoccupazione per la perdita del dispositivo e dei dati (84% India, 75% Brasile), per i controlli parentali (77% India, 72% Brasile) e per il furto di identità (87% India, 82% Brasile). Anche gli utenti di Russia e Singapore hanno ammesso grande preoccupazione per la perdita del dispositivo e dei dati (68% Russia, 79% Singapore) e per il furto di identità (82% ciascuno); più in linea con l'andamento generale invece l'attenzione verso i controlli parentali (55% Russia, 47% Singapore).
Gli intervistati statunitensi hanno registrato il livello di preoccupazione minore: 43% per la perdita di dati e dispositivo, 43% per i controlli parentali e 46% per il furto di identità. Belgio e Paesi Bassi hanno registrato il livello di preoccupazione minore per la perdita di dati e dispositivo con il 41%, mentre il Giappone quello per i controlli parentali con il 40%.
Il sondaggio è stato realizzato nel mese di ottobre 2010 mediante interviste telefoniche e online con più di seimila utenti di smartphone e tablet selezionati su un totale di 17mila consumatori in 16 nazioni: Stati Uniti, Canada, Brasile, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Belgio, Russia, Cina, India, Australia, Hong Kong, Singapore e Giappone.

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