Giappone, il mare diventa radioattivo

Pubblicato il: 02/04/2011
Redazione ChannelCity

La Tepco, la società che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, ha reso noto di aver individuato una crepa al reattore numero due e che da questa viene riversata in mare acqua radioattiva.

 La Tepco, Tokyo Electric Power, la società che gestisce la centrale nucleare di Fukushima, ha reso noto di aver individuato una crepa al reattore numero due e che da questa viene riversata in mare acqua radioattiva.
Dunque dopo che governo giapponese aveva valutato come "assolutamente possibile" la fuoriuscita di plutonio dalla centrale nucleare di Fukushima e dopo che è stato registrato un inquinamento radioattivo 10.000 volte superiore a quello consentito dalla legge nella falda sottostante la centrale, la situazione del disastro ambientale giapponese si fanno sempre più critiche.
I livelli di radiazione altissimi rilevati nell'acqua presente nel seminterrato dell'edificio delle turbine del reattore 2, nella centrale di Fukushima, sono causate dalla parziale fusione delle barre di combustibile nucleare. Lo ha ammesso il portavoce del governo, Yukio Edano, il quale ha anche aggiunto che è possibile che ci sia stata la fusione parziale- temporanea - in due reattori.


 La Tokyo Electric Power (Tepco) si è tra l'altro sbagliata nella misurazione della radioattività dell'acqua dentro l'unità, inizialmente affermando  che era di 10 milioni di volte superiore al normale, giappone-il-mare-diventa-radioattivo-2.jpgquando in realtà era di 100mila volte. Il governo giapponese ha duramente rimproverato la Tepco per l'errore, definendo "inaccettabile" la gestione dell'informazione da parte della società. Nel frattempo questa notte si è registrata una violenta scossa che ha scatenato un altro allarme tsunami.
In questo video viene rappresentata la situazione della centrale:



Il terremoto in Giappone e i successivo disastro provocato dallo tsunami lo scorso 11 marzo potrebbero costare all'economia giapponese qualcosa come 235 miliardi di dollari (circa 165 miliardi di euro), pari al 4% del PIL giapponese.
Lo ha reso noto oggi la Banca mondiale nel suo ultimo rapporto sull'economia dell'Asia orientale e del Pacifico, sottolineando tuttavia che la ricostruzione potrebbe agevolare una rapida ripresa dell'economia del paese del Sol Levante dopo una stagnazione in corso da diversi anni.
Iniziano alcuni importanti segnali di avvio alla normalità nel paese: oggi Nissan Motor riparte con la produzione di componenti in sei dei suoi impianti in Giappone. Nissan, si legge in una nota, inizierà a produrre i pezzi di ricambio per il mercato locale e per le parti necessarie agli stabilimenti all'estero.












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