Nutanix, l'iperconvergenza cloud è cosa da partner

Pubblicato il: 18/04/2019
Barbara Torresani

Fa tappa a Milano Nutanix .Next On Tour, con focus su strategia e roadmap di prodotti. Tra le novità presentate la disponibilità a breve in Italia del cloud aziendale powered by Sparkle – il provider globale di TIM. Sempre al centro le partnership - tecnologiche e di canale. Il punto sull’allineamento al nuovo Partner Program

A Milano Nutanix mostra tutta la sua valenza a .Next On Tour, la parte conclusiva dell’evento istituzionale annuale del vendor .Next che dagli Usa si dipana in tutto il mondo nel corso di un anno. Lo scorso novembre da Londra è partita la versione europea per declinarsi nel format ‘on tour’ nelle 50 città più importanti a livello europeo. In Italia l’evento ha toccato tre città - Roma, Padova e Milano  - di fronte a una platea totale di oltre 500 persone. Al centro di .Next On Tour strategia aziendale, roadmap di prodotto, partnership e scenari futuri. img 6423
Greg Muscarella, VP Products, Nutanix


L’innovazione porta lontano
E’ Greg Muscarella, VP Products, Nutanix a illustrare la strategia aziendale nel viaggio verso ‘l’Enterprise Cloud’: “E’ un momento particolarmente sfidante per le aziende alle prese con la Trasformazione Digitale: o ci si adatta o si rischia l’estinzione. Bisogna investire continuamente per non rischiare di fallire: si pensi che dal 2000 a oggi il 52% delle aziende Fortune 500 è stato acquisita o è fallita;  solo il 12% di queste aziende Fortune che esisteva nel 1955 è attivo ancora oggi e il 50% delle startup fallisce entro il primo anno”. 
Uno scenario in cui l’IT diventa sempre più strategica, trasversale a tutte le industry: "Per accelerare la crescita aziendale, infatti, ogni Ceo ha bisogno di fare leva sull’innovazione IT con nuovi modelli architetturali più agili, che superano i limiti delle infrastrutture a silos. Ancora oggi però si spende molto tempo in attività ‘operazionali’ e non abbastanza in innovazione: l’80% sulla parte infrastrutturale e il 20% sulle applicazioni, vero elemento critico su cui concentrarsi”. img 6447
Alberto Filisetti, Country Manager e Christian Turcati, System Engineer Manager - Nutanix Italy

Il cloud ibrido è la scelta ideale
Secondo Nutanix il modello vincente è quello del cloud ibrido e Muscarella porta alcune evidenze del primo report globale annuale Enterprise Cloud Index di Nutanix, che prende in esame i progetti delle aziende per l’adozione di soluzioni di cloud privato, pubblico e ibrido da cui emerge che il cloud ibrido è il modello IT ideale per il 91% delle aziende, evidenziando altresì che il cloud pubblico non sia una panacea. Il 91% (90% in Italia) del campione vede infatti nella forma ibrida il modello IT ideale ma, ad oggi, solo il 18% (24% in Italia) conferma di aver adottato tale modello. I risultati rivelano, inoltre, che la mobilità delle applicazioni su qualsiasi cloud è una priorità per il 97% (96% in Italia) degli intervistati e l’88% di essi (86% in Italia) afferma che tale soluzione contribuirebbe a risolvere molti dei problemi attuali. I responsabili delle decisioni in ambito IT evidenziano che la possibilità di utilizzare l’ambiente cloud corretto per le varie applicazioni è fondamentale e come il 35% (18% in Italia) delle aziende che utilizza il cloud pubblico abbia speso più del budget annuale assegnato.  Tra i vantaggi principali del cloud ibrido rientrano l’interoperabilità tra diversi tipi di cloud (23% a livello globale - 29% in Italia) e la possibilità di spostare le applicazioni tra diversi cloud (16% globalmente - 10 % in Italia), fattori che hanno superato nettamente il costo (6% sia a livello globale che in Italia) e la sicurezza (5% globalmente – 9% in Italia). img 6402
Matteo Uva, Sales Manager per il business Commercial, Nutanix Italia
Di fronte a un panorama così delineato, Nutanix mette in campo un’offerta per aiutare i clienti a trasformare i propro data center, in grado di gestire tutti i tipi di cloud e realizzare appieno il concetto dell’enterprise cloud, lasciandoli liberi di scegliere la piattaforma preferita ed eseguire le applicazioni IT in modo trasparente tra le diverse piattaforme per focalizzarsi sulla crescita della propria azienda grazie ad un’infrastruttura cloud resa invisibile dai servizi Nutanix. Un approccio che consente di applicare i benefici del cloud pubblico - tra cui scalabilità on-demand e risparmio - al proprio data center, approcciando in modo agile l'elaborazione dei dati per competere grazie alla piattaforma di edge computing intelligente di Nutanix, proteggendo la rete e le applicazioni con un solo clic attraverso una sicurezza application-centric e una protezione dalle minacce interne ed esterne che supera la logica di protezione del perimetro tradizionale.

Sul palco il management italiano
Alberto Filisetti e Christian Turcati,
rispettivamente Country Manager e System Engineer Manager di Nutanix Italy (a loro va l’apertura della filiale nel 2014 a Milano a cui hanno fatto seguito l’apertura a Roma e nel Nord-Est) dettagliano ulteriormente la strategia aziendale: “Siamo all’inizio di un cammino cominciato solo alcuni anni fa ma destinato a proseguire ed accelerare nei prossimi anni”, dice Filisetti.
Il mantra aziendale punta a rendere semplice la complessità: semplicità per esser veloci sul mercato nell’adozione di nuove tecnologie, nel proporre nuove soluzioni e prodotti,  per ridurre i costi e portare innovazione e focalizzazione sul business. “Il concetto di ‘user experience one click‘ è qualcosa di cui andiamo fieri. Mettiamo i clienti nella condizione di focalizzarsi sul proprio  business per incrementare la produttività aziendale”, prosegue Filisetti.
Nutanix lo fa proponendo un modo innovativo di computing, che ha messo in discussione le basi stesse del modello tradizionale, a partire dallo storage, trasformandolo da fisico a software defined, fruibile facilmente come un’app. Si è poi spinta oltre la virtualizzazione dello storage inventando un nuovo mercato, quello dell’iperconvergenza, come alternativa all’architettura tradizionale data center, sganciandosi completamente da qualsiasi hypervisor, dando così flessibilità di scelta ai clienti. E oggi il mercato riconosce in Nutanix il vendor di riferimento di questo segmento di mercato. Nel tempo però le esigenze dei clienti sono evolute con richieste di nuovi servizi e funzionalità, e la ‘cosiddetta one click experience’ è piaciuta così tanto che da un semplice workload - quello VDI - si è via via espansa verso molti altri workload complessi aggiungendo una serie di servizi come automazione, orchestrazione e capacity planning con innesti di Intelligenza Artificiale che hanno cambiato l’approccio dell’utilizzo della tecnologia. “Nutanix ha sviluppato un nuovo hypervisor non per fare concorrenza alla tecnologia esistente ma adatto alle nuove generazioni di tecnologie e applicazioni.  Numeri alla mano, oggi oltre il 40% delle vendite realizzate da Nutanix  sui clienti utilizza l’ hypervisor aziendale”, spiega Turcati.
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Lo standard dell’Enterprise cloud: è tutto invisibile
Invisibilità a tutti i livelli:
prima lo storage, poi l’infrastruttura con il concetto di iperconvergenza, e, successivamente, il data center integrando servizi di monitoring, controllo e gestione;  la sfida più grande per Nutanix è stata quella di elevare il concetto di data center tradizionale verso quello di cloud on premise mentre contemporaneamente si andava affermando il cloud pubblico. Ed ecco che si fa spazio il paradigma multi-cloud, e anche in questo caso Nutanix si fa spazio tra le ‘nuvole’ multiple, rendendo il tutto invisibile all’utente, mediante lo sviluppo di servizi per aiutare i clienti sia nell’evoluzione del concetto di multicloud sia nell’offrire soluzioni e servizi in modalità cloud, garantendo i benefici di entrambi i mondi – il massimo in termini di semplicità, velocità, gestione, controllo, sicurezza dell’on premise e di flessibilità, velocità di rilascio e innovazione continua del public cloud. “Cloud e on premise sono complementari e devono essere considerati non dal punto di vista tecnologico ma a supporto e al servizio delle applicazioni”, afferma Turcati. In questa direzione un paio di anni fa il vendor ha quindi lanciato la nuova suite Xi Cloud Services di erogazione servizi, progettati per creare un’infrastruttura unificata tra diversi ambienti cloud, che permettono ai team IT di scegliere la piattaforma più adatta per eseguire le applicazioni, senza vincoli tecnologici. Un cloud targato Nutanix, quindi, oggi già disponibile sul mercato Usa, e in Europa a Londra. A breve lo sarà anche in Italia (Xi EU-Italy, verosilmente nell’estate 2019) a partire dal servizio Xi Leap (Cloud DR) attraverso Sparkle, il service provider globale del Gruppo TIM, proprietario di un backbone di circa 530 mila km di fibra a livello mondiale.

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E’ tempo di iperconvergenza di cloud
La sfida attuale di Nutanix è quindi quella di fare l’iperconvergenza dei cloud.
L’innovazione di Nutanix prosegue quindi in questa direzione; gli annunci più recenti dell’offerta aziendale introducono funzionalità di enterprise storage per migliorare e accelerare le performance con l’aggiunta di nuovi servizi, per esempio servizi di NAS con supporto anche del multiprotocollo, tecnologie Nvme, servizi di rilascio immediato come l’object storage, ma anche storage di nuova generazione per applicazioni cloud native (container) e una versione di ottimizzazione e semplificazione per il mondo Kubernates. In termini di hypervisor, pur continuando a lavorare coi principali player di hypervisor, il vendor investe fortemente nel rendere il proprio hypervisor sempre più efficace, potenziando per esempio l’aspetto dei container e delle applicazioni di nuova generazione. In quest’ambito rientra il rilascio della certificazione SAP HANA per l’hypervisor aziendale. “La chiave della tecnologia non è l’infrastruttura ma le applicazioni: l’infrastruttura deve aderire alle applicazioni e l’offerta Nutanix è stata concepita proprio in questa logica, mettendo al centro la sicurezza e la protezione,” illustra Turcati.

Un lavoro di squadra coi partner
Se l’invisibilità dell’infrastruttura è una connotazione dell’offerta Nutanix, ciò che invece è molto visibile è il lavoro di squadra che il vendor porta avanti con l’ecosistema di partner – tecnologici e di canale al fine di aderire alle richieste dei clienti. “E’ un lavoro di ecosistema, soprattutto in Italia”.
La filiale vanta infatti un team interno in continua crescita, così come un numero crescente di clienti e un ecosistema di partner allineati in un percorso comune all’insegna dell’innovazione. Il tutto tenendo sempre ben presenti i quattro valori aziendali fondanti, le quattro H: humble, honest, hungry e heart. 
Sul palco a Milano due partner tecnologici come Veritas (stessa vision e focus sulla semplificazione di ambienti variegati e complessi con focus su data governance) e HYCU (un completamento ideale con Nutanix in ambito backup/data protection) e alcuni utenti aderenti al Nutanix User Group – Brennercom, GruppoMutuiOnline, Inali, Istat (aziende utenti che hanno sperimentato la bontà della tecnologia Nutanix), come facilitatore della relazione con Nutanix e dello scambio costruttivo e collaborativo tra membri in una logica community driven.
Sul fronte canale, Matteo Uva, Sales Manager per il business Commercial, Nutanix Italia, incontrato a margine dell’evento, racconta del momento particolarmente positivo per il canale dei partner alle prese con le nuove sfide del mercato: “E’ un ottimo momento storico per Nutanix, molto favorevole per essere al fianco dei nostri partner. A loro mettiamo a disposizione un portafoglio di opportunità molto più ricco del passato che si spinge oltre l’iperconvergeza e traguarda scenari di cloud ibrido e multiplo”.
Con un team interno potenziato con due profili di Channel Sales Manager, uno per il Nord (Est ed Ovest, Massimo Moles) e uno per il Sud (Michele Lacriola), a fine gennaio 2019 il vendor ha allineato i partner ai nuovi requisiti del Partner Program (denominato Power to the Partner)annunciato lo scorso agosto. “Abbiamo registrato un forte interesse da parte dei partner verso la nuova impostazione del programma, che non li ha spaventati ma, al contrario, molto coinvolti, in quanto rimuove l’obbligo del raggiungimento di un valore di fatturato annuo a favore di un numero di deal annuale, tenendo conto del sistemo economico del paese in cui si opera. Molti partner si sono allineati alle nuove impostazioni dimostrando interesse e commitement e le defezioni sono state esigue e fisiologiche”.
E da queste basi e premesse che prosegue il cammino del 2019 dei partner Nutanix.

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