Finix Technology Solutions fa Digital Transformation con i partner

Pubblicato il: 28/10/2019
Barbara Torresani

Pierfilippo Roggero racconta il nuovo corso aziendale della ex filiale italiana di Fujitsu Technology Solutions. Hub di innovazione di AI, cybersecurity e IoT che fa leva sulla tecnologia Fujitsu TS e casi utente verticali da replicare. Baricentrico il ruolo dell'ecosistema di partner; a breve un nuovo Partner Program.

Finix Technologies Solutions è il nuovo capitolo della filiale italiana Fujitsu Technology Solutions Italia guidata da Pierfilippo Roggero nel ruolo di Ceo: “Dalle discontinuità nascono sempre nuove opportunità”, afferma raccontando la sfida abbracciata lo scorso settembre quando Livia Corporate Development ha acquisito al 100% l'azienda.
Un ‘player inedito della Digital Transformation’, forte di competenze e soluzioni tecnologiche costruite nel tempo e aperta a nuovi orizzonti: un hub di innovazione, punto di riferimento e raccordo di vari attori: “E’ l’inizio di una nuova era. Una sfida interessante e altresì opportuna in questo momento di mercato”, dichiara Roggero nel ripercorrere le tappe principali del percorso aziendale partito parecchi anni fa. pierfilippo roggero  ceo finix technology solutions (1)
Pierfilippo Roggero, Ceo di Finix

Un cammino lungo 20 anni
Alla fine anni 90 con i primi flussi di integrazione Siemens punta a Nixdorf per farsi spazio nel mercato IT, costituendo nel 1999 Fujitsu Siemens Computers con l’idea di contrastare i grandi player, divantantolo, di fatto, i primi anni 2000, tra i tre player di riferimento in ambito PC e, soprattutto, server. A fine 2009 si colloca un altro momento di discontinuità aziendale: quando Fujitsu acquisisce l’altro 50% da Siemens per diventare un attore tecnologico specializzato nel mondo dei data center. Fino ad arrivare ai mesi scorsi, quando la società nipponica con una copertura internazionale opta per un diverso modello di go-to-market, uscendo direttamente da alcuni mercati (23), tra cui appunto l’Italia. Una realtà quest'ultima che nell’ultimo anno fiscale chiuso lo scorso marzo contava circa 170 persone e un giro d’affari di 160 milioni.
trasformazione
Roggero, che nell’azienda ha passato 20 anni ricoprendo ruoli via via crescenti (AD e Presidente di Fujitsu Technology Solutions Italia e Senior VP South Western Europe di Fujitsu dal 2000 al 2011, ndr), conoscendone quindi stakeholder, dipendenti, clienti e partner, dopo un percorso esterno (come Ceo di Exprivia dal 2011 al 2014, ndr), venuto a conoscenza della discontinuità aziendale, coglie la sfida al fianco di un partner come Livia Group, società privata di investimento con oltre 250 operazioni finalizzate e un portfolio da 782 milioni di euro: “Alla base della scelta la comunanza con la lingua tedesca ma soprattutto l’attenzione di Livia nei processi di trasformazione delle aziende al fine di creare nuove entità con modelli di business differenti”, racconta.

Un player inedito per la Trasformazione Digitale
Roggero spiega le valutazioni fatte: non un distributore di tecnologia Fujitsu - altre realtà sul mercato fanno già egregiamente questo mestiere, fornendo servizi distintivi come la logistica e la parte finanziaria; non un system integrator e neanche un service provider, con uno sbilanciamento sui servizi e un progressivo abbandono della tecnologica, elemento altrettanto importante per la nuova realtà. Per non dire una società di consulenza con il rischio di andare in mercati già ampiamente occupati.
hub
Da qui l’idea di aprirsi un nuovo spazio, diventando un centro di competenze di business, hub di eccellenza tecnologica, proponendo in esclusiva l’intera piattaforma Fujistu (client, data center, storage, AI,… ) e i servizi correlati, a cui affiancare nuove tecnologie innovative:“ Un player italiano di tecnologie e servizi innovativi abilitanti i processi di trasformazione digitale”, incubatore di nuove aziende, in grado di portare 'use case' concreti replicabili sul mercato in tutti i settori merceologici sia nelle grandi aziende che nelle Pmi, forte di un solido ecosistema di partner.

Focus su Cybersecurity, Intelligenza Artificiale, IoT. Ma non solo
Finix scommette su tre ambiti principali, quali Cybersecurity, Intelligenza Artificiale e IoT, strettamente correlati tra loro, facendo leva sulla tecnologia Fujitsu e i servizi (non quelli gestiti però, ndr) attraverso un contratto pluriennale di distribuzione esclusiva.
Tutti ambiti dalle forti potenzialità: a partire dalla cybersecurity, spazio affollato ma con ampi margini di manovra per cui si prevedono investimenti nell’ordine dei 300 miliardi di dollari entro il 2024, con innesti di Intelligenza Artificiale - l’area in cui il ‘nuovo’ vendor vanta le maggiori competenze nonche l’IoT, da intendersi non solo come sensori e dispositivi, ma come piattaforma di raccolta dei dati utili per il business. E questo è solo l’inizio

3aree
Il vendor si impegna a fare scounting di tecnologie innovative, tendenzialmente fuori dall’Italia, di realtà internazionali che vedono in Finix l’elemento di penetrazione di un mercato complesso come quello italiano. L’idea è quella di introdurre nuove tecnologie con una cadenza semestrale: “Ad oggi quasi la totalità dell’offerta è fatta da Fujitsu con cui manteniamo un rapporto di forte collaborazione; il nuovo modello Finix però non prevede l’esclusiva con Fujitsu e quindi valuteremo altre tecnologie con l’obiettivo di bilanciare l’offerta – 50% Fujitsu e 50% altre tecnologie - nel giro di un triennio”, spiega il manager. Un ampliamento del portafoglio esistente verso eccellenze tecnologie di ultima generazione.

La centralità dei partner
Strategico sarà il ruolo giocato dall’ecosistema di partner (oltre 3.000 i rivenditori e system integrator), così come dai partner tecnologici e i service provider, in un disegno di ecosistema. A loro il compito di evolvere e abbracciare le nuove istanze tecnologiche e di mercato per tenere il passo, allineandosi a Finix.
Manuela Chinzi, nominata Sales Director, sta lavorando con il team interno alla definizione di un nuovo programma di canale, che ingloberà l’esistente e consolidato Select Partner Program, arricchendolo ed estendendolo verso le nuove frontiere. Ad oggi il programma prevede una segmentazione del canale non in base al fatturato, ma alle competenze ed è focalizzato sulla formazione del partner e sul suo percorso di crescita declinato su tre livelli: Registered, Expert e Circle.
Il vendor farà leva sui distributori che hanno l’obiettivo di facilitare l’implementazione di soluzioni innovative presso i clienti finali. E' il caso. per esempio, di Computer Gross attenta ai temi innovativi come l'AI, che ingloba al proprio interno una relatà distributiva come Icos che lavora in questa logica; così come partner virtuosi che stanno investendo in questa direzione come Zerouno Solutions di Brescia, attraverso una realtà specializzata sull'Intelligenza Artificiale e forti competenze su alcuni mercati verticali.

Uno shock positivo
Così, dopo alcuni mesi di incertezza legati all’operazione – complici fattori come la lentezza tipica delle realtà nipponiche ma anche ingessature burocratici tutte italiane - da settembre Finix si è data sei mesi per arrivare a marzo 2020 (inizio del nuovo anno fiscale) nell'assetto corretto: “Ci aspettano sei mesi molto sfidanti, di shock positivo: nel 2020 Finix sarà pronta nella nuova veste, investendo in nuove tecnologie, ricreando un solido rapporto con i vari stakeholder e il network di partner, rafforzando le componenti più virtuose del sistema ed eliminando le sacche di inefficienza”.roggerochinzi
Manuela Chinzi, Sales Director e Pierfilippo Roggero, Ceo di Finix Technology Solutions alla conferenza stampa di presentazione dell'azienda
I feedback raccolti tra partner e clienti sembrano essere positivi: ”Sento intorno molta fiducia; parecchie realtà erano in attesa e oggi sono contente della ripartita dell’azienda; un motivo di soddisfazione sia personale sia aziendale. Al di là di avere identificato la realtà Livia e di riportare una forte motivazione, credo si apprezzi l’originalità del modello di business e il fatto di voler garantire continuità tra passato e futuro”, conclude Roggero.

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