Elovade Italia, l’integrazione alle fasi finali. Nel 2026 piattaforma di gruppo e AI al centro della strategia

A circa un anno dall'avvio del percorso di integrazione tra Elovade Italia e Avangate Security, gli AD, Claude Sarkis e Riccardo Ottolina, tracciano un bilancio del cammino compiuto. Tra fusione alle battute finali, crescita della redditività, nuovi vendor a portafoglio, piattaforma unica e strategia europea, il distributore guarda al 2027 come all'anno della piena maturità del progetto

Autore: Barbara Torresani

Una scommessa vinta. Un anno fa Claude Sarkis e Riccardo Ottolina, Amministratori Delegati di Elovade Italia, indicavano nell'unione tra Elovade Italia e Avangate Security il tassello decisivo per accelerare la crescita della realtà italiana del gruppo Elovade. Oggi, a circa un anno di distanza, i due manager tracciano un bilancio positivo del cammino: la convergenza è quasi completata, il business cresce, la marginalità migliora e le sinergie internazionali stanno già generando nuove opportunità commerciali.

Il percorso di integrazione tra le due realtà italiane del gruppo è infatti entrato nella fase finale. La fusione societaria è stata completata e restano ormai solo alcuni passaggi tecnici legati ai sistemi informativi e ai processi amministrativi.

"La fusione è cosa fatta. Manca soltanto la formalizzazione operativa della data di avvio. Oggi le aziende lavorano già come un unico team: il lavoro più importante è stato fatto sulle persone, ancor prima che sui sistemi", spiega Claude Sarkis.

Secondo le previsioni il passaggio definitivo dovrebbe concretizzarsi dopo l'estate, mantenendo così la promessa fatta un anno fa di fare del 2026 l'anno della convergenza.

Un'unica squadra, un'unica visione

Se sul piano tecnologico restano da completare gli ultimi tasselli, sotto il profilo organizzativo l'integrazione è già una realtà. Le due strutture operano da tempo in modo coordinato, condividendo processi, competenze e obiettivi comuni.

Oggi l'organizzazione conta circa 46 dipendenti diretti, che diventano una cinquantina considerando collaboratori e risorse esterne.

Anche sul fronte economico i numeri sono positivi. Dopo i circa 25 milioni di euro di fatturato aggregato dichiarati dodici mesi fa, l'obiettivo per l'esercizio in corso è raggiungere quota 30 milioni: "Siamo in linea con il budget e molto soddisfatti dell'andamento dell'azienda. Oggi però guardiamo soprattutto alla qualità del business e alla redditività, non soltanto al fatturato", sottolinea Sarkis.

Claude Sarkis, Amministratore Delegato di Elovade ItaliaFonte: Elovade Italia

La crescita passa dalla redditività

Uno degli aspetti su cui i due manager insistono è proprio l'attenzione alla marginalità. Una scelta che rappresenta quasi una filosofia aziendale in un mercato dove spesso la corsa ai volumi prevale sulla qualità del business. Secondo il management, in più occasioni l'azienda ha scelto di rinunciare a operazioni che avrebbero generato fatturato ma non adeguata redditività: "Non abbiamo mai inseguito il fatturato fine a sé stesso. Ci è capitato anche di rinunciare ad affari importanti perché non compatibili con la nostra logica di marginalità. È una scelta che il mercato ci ha premiato," commentano.

Una strategia che trova riscontro nei numeri dell'EBITDA, cresciuto in modo significativo rispetto agli anni precedenti e ormai vicino alla soglia dei cinque milioni di euro.

Distribuzione a valore vs guerra dei prezzi

In un contesto distributivo caratterizzato da crescente pressione competitiva e margini sempre più compressi, Elovade continua a rivendicare il proprio posizionamento come distributore a valore.

La forza del modello risiede in un portafoglio composto sia da vendor presenti in mercati altamente competitivi sia da marchi per i quali l'azienda rappresenta, di fatto, il punto di riferimento sul territorio.

"Quando il cliente ti percepisce come l'estensione italiana del vendor, il rapporto cambia. Non si parla più solo di prezzo, ma di soluzioni, competenze e opportunità di business. Noi non vogliamo essere dei box mover," rimarcano.

Una filosofia che si riflette anche nel tema scelto per l'edizione 2026 di MSP Day, "Resilience Beyond Compliance", con un messaggio chiaro: la cybersecurity non può ridursi al semplice rispetto delle normative. "La sicurezza non è più un acquisto guidato esclusivamente dal budget. I clienti cercano affidabilità e competenza perché in gioco c'è la continuità operativa delle loro aziende”, spiegano.

I primi frutti delle sinergie di Gruppo

Se un anno fa l'ingresso in Elovade veniva descritto come un 'moltiplicatore di successo', oggi i due manager sostengono che quella promessa si stia traducendo in vantaggi concreti.

La collaborazione internazionale tra le diverse country del gruppo consente infatti di condividere esperienze, best practice e soprattutto vendor che hanno già dimostrato il proprio valore in altri mercati. "Prendiamo quello che funziona in una country e lo trasferiamo nelle altre. Questo è uno dei principali vantaggi di un gruppo paneuropeo," sottolinea Sarkis.

Un esempio arriva da Sendmarc, introdotto sul mercato italiano grazie alle relazioni sviluppate all'interno dell'ecosistema Elovade.

Riccardo Ottolina, Amministratore Delegato di Elovade ItaliaFonte: Elovade Italia

Parallelamente stanno crescendo le soluzioni a marchio Elovade, come L-Storage e L Cloud-to-Cloud, nate dalla capacità del gruppo di aggregare volumi e negoziare condizioni particolarmente vantaggiose con i vendor internazionali.

"Grazie alla massa critica del gruppo possiamo ottenere condizioni che una singola realtà nazionale difficilmente riuscirebbe a negoziare”, afferma Ottolina.

La piattaforma unica prende forma

Come spiega Ottolina, tra i progetti più ambiziosi c'è il marketplace di Gruppo annunciato già nel 2025. Il progetto è ora entrato nella fase esecutiva: “La Germania sarà il primo Paese a partire durante l'estate, mentre l'Italia sarà la prima country a completare l'integrazione complessiva grazie alla contemporanea convergenza tra Elovade Italia e Avangate Security”.

L'obiettivo è completare la migrazione entro la fine dell'anno: "Vogliamo che il 2027 sia il primo anno in cui tutte le attività vengano gestite con la stessa metodologia e attraverso la stessa piattaforma." Piattaforma che consentirà ai partner di gestire da un unico punto di accesso consumi cloud, licenze, ticket, contratti, richieste amministrative e commerciali.

"Saremo tra i pochi operatori a offrire davvero tutto sulla stessa piattaforma. Il partner avrà una visione completa del proprio business in un unico ambiente," dettaglia Ottolina.

L'AI diventa un pilastro della strategia

Tra i temi emergenti nel radar del VAD c'è naturalmente anche l'intelligenza artificiale. Ma anche in questo caso Elovade guarda oltre la semplice rivendita delle licenze offerte dai principali provider. L'obiettivo è mettere a disposizione degli MSP strumenti in grado di integrare l'AI nei processi operativi delle aziende clienti: "Non ci interessa vendere semplicemente un abbonamento a ChatGPT o Claude. Vogliamo consentire ai partner di costruire servizi che utilizzino concretamente l'intelligenza artificiale all'interno dei processi aziendali," ribadisce Sarkis.

E i primi prodotti in questa direzione dovrebbero arrivare sul mercato italiano dopo l'estate.

I due Amministratori Delegati di Elovade ItaliaFonte: Elovade Italia

MSP Day cresce e guarda all'Europa

Anche l’iniziativa MSP Day, organizzata da Elovade Italia, continua il proprio percorso di crescita. L'edizione 2026 ha superato i numeri dello scorso anno, passando da circa 35 a 43 sponsor e superando complessivamente il migliaio di partecipanti tra partner, vendor e ospiti. Un risultato che non è passato inosservato nemmeno all'interno del gruppo. Diversi manager europei presenti all'evento hanno individuato nel format italiano un possibile modello da replicare a livello internazionale: "I colleghi delle altre country sono rimasti colpiti da quanto costruito in questi anni. MSP Day potrebbe diventare un format di riferimento per tutto il gruppo,” dice soddisfatto Sarkis.

Un'ipotesi che potrebbe aprire nuove prospettive nei prossimi anni, trasformando l'evento italiano in una piattaforma di relazione e approfondimento tecnologico per gli MSP anche europea.

Il 2027: l'anno della maturità

A dodici mesi dalle dichiarazioni rilasciate dopo l'avvio del percorso di integrazione, Sarkis e Ottolina rivendicano una sostanziale coerenza tra obiettivi dichiarati e risultati raggiunti. La convergenza tra le due realtà è quasi completata, il business continua a crescere, il portafoglio si amplia e la dimensione internazionale genera nuove opportunità.

Dopo l'anno della convergenza, il 2027 si preannuncia quindi come l'anno della piena integrazione; una sola piattaforma, una sola organizzazione e una Elovade Italia sempre più centrale nel mercato italiano e all'interno della strategia europea del gruppo.


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