L'ipotesi è allo studio del ministero dei Beni culturali e Stefano Parisi, presidente di Asstel, Associazione dei gestori telefonici, svela il progetto e preannuncia battaglia.
Autore: Redazione ChannelCity
"La Siae vorrebbe aumentare il numero degli apparati su cui applicare la tassa per il diritto d'autore". Questa novità viene riportata da Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb e presidente di Asstel, l'Associazione dei gestori telefonici, rivelando l'intenzione, attraverso un decreto del ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, di estendere la tassa attualmente in vigore per apparecchi come masterizzatori e videoregistratori, che consentono la duplicazione di contenuti, anche a computer e telefonini. "Siamo assolutamente contrari e pensiamo che siano sufficienti i sessanta milioni di euro che la Siae attualmente incassa - ha detto Stefano Parisi, il quale ha aggiunto - che questo è un ulteriore balzello per l'industria Ict". La tassa, secondo quanto propone la Siae, potrebbe arrivare fino a 2 euro a telefonino e 2,5 euro per computer. "In tutti i paesi europei sui nuovi prodotti come telefoni cellulari, hard disk, chiavette usb, è presente l'applicazione di questo compenso. Solamente in Italia, da più di sei anni, questi prodotti sfuggono alla giusta remunerazione dei titolari dei diritti", fa notare la Siae.
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