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Red Hat Partner Day, il valore dell’ecosistema

Strategie, programmi, incentivi e opportunità di business dedicate ai top partner al centro dell'evento a loro dedicato: “L’ecosistema non deve essere un motore di supporto ma bensì un motore di crescita per Red Hat, i clienti e i partner stessi”, sottolinea Giampiero Cannavò, Med and Italy Ecosystem Director di Red Hat. Collaborazione più profonda con i partner strategici, sviluppo congiunto di soluzioni, investimenti in competenze e innovazione le linee guida della strategia

Autore: Barbara Torresani - Tempo di lettura 8 minuti.

Un evento di relazione e confronto all’insegna delle partnership di valore per affrontare e vincere le sfide dell’era moderna: è  questa l’essenza del Red Hat Partner Day 2026, una giornata dedicata ai top partner di Red Hat Italia, tenutasi lo scorso marzo nella suggestiva cornice del Lago di Garda.
Un pomeriggio e la mattina successiva durante i quali i top manager del vendor di soluzioni open source enterprise hanno delineato con chiarezza strategie, tecnologie e programmi pensati per valorizzare la relazione con i partner e per sfruttare al massimo la combinazione virtuosa tra innovazione tecnologica e capacità dell’ecosistema di tradurla in valore concreto per i clienti. Un percorso che parte dalla comprensione profonda di necessità e bisogni e arriva alla capacità di scaricare a terra tutto il potenziale delle piattaforme aperte.

Ad aprire i lavori Giampiero Cannavò, Med and Italy Ecosystem Director di Red Hat, che ha spiegato le principali declinazioni di sviluppo della strategia dedicata ai partner sottolineando che “l’ecosistema non deve essere un motore di supporto ma bensì un motore di crescita per Red Hat, i clienti e i partner stessi”. 

Al motto “Customer first e Partner always”, il 2026 si sta infatti configurando come un anno decisivo per l’ecosistema: “Viviamo in un momento in cui le aziende stanno ripensando il proprio modello tecnologico: cloud ibrido, AI, modernizzazione delle applicazioni, automazione e virtualizzazione, …, tutto ciò sta ridefinendo il modo in cui le organizzazioni approcciano la tecnologia. In questo scenario nessuna azienda può affrontare i processi trasformativi da sola. Ed è qui che entra in gioco l'ecosistema di Red Hat”, dichiara Cannavò. Per il vendor tutto ciò si traduce sinteticamente in collaborazione più profonda con i propri partner strategici, sviluppo congiunto di soluzioni, investimenti in competenze e innovazione: “Vogliamo un ecosistema capace di far scalare Red Hat, i partner e i clienti insieme, amplificando valore, competenze e impatto in ogni direzione”, enfatizza il manager.

Focalizzazione, competenze e specializzazione

Con un approccio rinnovato all’ecosistema che prevede una maggiore focalizzazione su un numero più ridotto di realtà partner, il vendor intende aumentare gli investimenti sul canale in termini di reward, ovvero fondi da investire per rebate per l'acquisizione di nuovi clienti e per opportunità di cross selling.
Nel frattempo, il Partner Program, framework di riferimento per i partner, continua a evolvere per riflettere il cambiamento del mercato e le nuove opportunità tecnologiche. Da un lato, infatti, il programma raccoglie gli elementi che hanno caratterizzato il modello Red Hat storicamente, quindi open innovation, collaborazione tecnologiche e sviluppo congiunto di soluzioni, dall’altro introduce un focus crescente su nuove competenze, nuove aree di collaborazione e specializzazione, soprattutto in ambito AI. La rivisitazione del Partner Program fa quindi leva su elementi quali la differenziazione attraverso la specializzazione, mettendo in campo nuovi incentivi affinché la loro collaborazione con Red Hat sia più redditizia.

Concetti ribaditi e rafforzati sul palco anche da Penny Philpot, Vice President Ecosystem Emea di Red Hat: I partner stanno diventando sempre più fondamentali per il nostro successo e la nostra crescita. Solo grazie alla loro vicinanza, alla loro passione e competenza possiamo pensare di vincere le sfide dell’era moderna e crescere in modo congiunto. I nostri partner sono in grado di interagire a più livelli con i clienti, proponendo la tecnologia Red Hat ma anche i loro servizi in grado di trasformare realmente i prodotti in soluzioni aderenti alle esigenze dei clienti”.

L’opportunità dell’AI

Inevitabile soffermarsi sulle tecnologie più innovative, come quelle legate all’Intelligenza Artificiale, una grande opportunità da cogliere con i partner: “L’AI sta procedendo molto velocemente e ogni cliente con cui interloquiamo sta valutandone l’utilizzo per espandere la propria attività, essere più efficiente, risparmiare sui costi e, in sostanza, fare di più. Alcuni dei nostri clienti hanno già intrapreso questa strada, mentre altri desiderano esplorarla. Pertanto, grazie ai propri prodotti e alla propria offerta, entrambi perfettamente integrati e orientati all’AI, Red Hat si pone sul mercato come vendor ideale con cui collaborare per aiutare concretamente i clienti a esplorare, implementare e far evolvere le loro attività utilizzando l’AI”, chiarisce la manager.

E conclude: “Non siamo mai stati in una posizione migliore per affrontare il mercato. Con le soluzioni AI di Red Hat, i nostri partner, la loro vicinanza ai clienti, le loro proposte di valore e le loro soluzioni, non c’è mai stato un momento migliore per lavorare con noi”.

Mercato ed eccellenze del 2025

Il pomeriggio è proseguito con una fotografia dello scenario di mercato magistralmente scattata da Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Cloud Ecosystem & Sovereignty School of Management – Politecnico di Milano in uno speech intitolato “Sovranità digitale: riprendere il controllo nell’era del Cloud a AI” , seguita da una Tavola Rotonda, focalizzata su argomenti caldi come - Digital Sovereignty, AI, Virtualizzazione – animata da alcuni tra i partner più strategici del vendor, quali Accenture, Lutech, Extrared – a Eng Company ed Extraordy – WeAreProject.

La prima giornata di lavoro si è quindi chiusa con la premiazione dei partner che si sono distinti nel corso del 2025. Qui di seguito l’elenco:

Partner of the Year:

  • Hybrid Cloud Everywhere – Accenture: Hybrid Cloud per la PA: Scalabilità, sicurezza e approccio GitOps con Red Hat OpenShift
  • AI Visionary – Mauden: “Innovazione AI e Architetture RAG: Automazione e modelli scalabili per un importante cliente del turismo organizzato”.
  • Virtualization Transformation – Extraordy - WeAreProject: “Evoluzione della Virtualizzazione: Migrazione di sistemi mission-critical per un importante cliente del settore farmaceutico”.
  • Platform Modernisation – Extrared - an Eng company: “Primo Red Hat Specialized Partner in Italia: Eccellenza globale nella modernizzazione di ecosistemi complessi”.
  • Best System Integrator – Lutech: “Integrazione di Sistemi Complessi: Qualità rigorosa e approccio collaborativo orientato ai risultati”.
  • Container Champion: Kiratech : “Leadership Cloud-Native: Accelerazione della trasformazione e architetture scalabili”.

Innovazione tecnologica e valore dei servizi

I lavori sono ripresi la mattina seguente con un ulteriore dettaglio della strategia di canale nonché alcuni approfondimenti sulle componenti tecnologiche e quelle relative ai servizi.

Giorgio Galli, Director Tech Sales di Red Hat Italia, ha ribadito ai partner presenti perché l'open source rappresenta la scelta strategica per le organizzazioni moderne: Stiamo assistendo a un'evoluzione molto rapida in termini tecnologici dell’AI generativa. Un’evoluzione che riguarda sia i modelli e 'l'apertura' di questi, sia tutta la tecnologia necessaria per governarli. Nell'ambito dell'open source, si sta quindi  lavorando su progetti e tecnologie per governare i nuovi workload legati all’AI generativa. E in questo ambito anche Red Hat sta fornendo il suo contributo con attraverso una piattaforma totalmente aperta e ibrida (on prem, in cloud o edge), così come ha fatto per le applicazioni Cloud Native, in grado di gestire i workload di GenAI con tecnologia 'Agentica' per dare la massima libertà in termini normativi, di sovranità digitale e di riservatezza del dato. In particolare, è stato delineato come la piattaforma miri a migliorare anche l’efficienza nell’utilizzo e nella gestione delle risorse computazionali per erogare carichi di Generative AI, con l’avanzato framework vLLM. In estrema sintesi, si tratta di abilitare l’utilizzo di qualsiasi modello 'open' su qualsiasi infrastruttura, on-prem, in cloud o edge, sfruttando e ottimizzando le risorse hardware più appropriate (GPU ma anche CPU)”. 

Sollecitato sul tema dell’AI, il manager spiega che oggi si sta passando da una fase di hype e sperimentazione a una fase di validazione dei business case e di messa in produzione di queste architetture.
In generale, oltre all’AI, a livello tecnologico il vendor sta attualmente spingendo il concetto di piattaforme in scenari Cloud Native, di modernizzazione delle applicazioni, di virtualizzazione e automazione che, in un disegno più ampio, rispondono alle istanze dettate dalla sovranità del dato e dalle nuove regolamentazioni sempre più stringenti, a cui occorre aderire. 

Una proposta tecnologica affiancata da un’offerta di servizi a tutto tondo, illustrata da Giovanni Pirola, Head of Technical Services di Red Hat Italia: “In termini di servizi, il nostro obiettivo è far sì che i clienti possano utilizzare al meglio la nostra innovativa tecnologia. Lo facciamo proponendo servizi di consulenza, di formazione e anche di conduzione - come il technical account management: quando il cliente è autosufficiente, la proposta prevede servizi di affiancamento tecnico”.

In riferimento all’affermarsi dell’AI, Pirola riferisce che tutti i clienti Red Hat stanno sperimentando in questo campo e che il vendor quindi propone la sperimentazione attraverso un’offerta di servizi che rinforza la strategia aziendale di promozione di infrastrutture ibride: “Aiutiamo i clienti a implementare architetture in grado di combinare i benefici del cloud con quelli dell'on premise. Per l'intelligenza artificiale, naturalmente, entra in gioco un tema di performance che cerchiamo di indirizzare attraverso prodotti molto innovativi, iniettando queste competenze nei nostri clienti”, chiarisce. E per farlo utilizza il ‘design thinking’ per tirare fuori il ‘value stream’ che il cliente vuole seguire, aiutandoli nel cammino da percorrere sempre in un disegno condiviso che accresce il valore dell’ecosistema – vendor, partner e cliente.

In generale, il manager racconta che in questa fase storica tra i servizi più richiesti dai clienti vi sono quelli di advisory e di consulenza. Tra i temi caldi da assecondare vi è poi quello della virtualizzazione in chiave moderna e dell'automazione con l'AI. E conclude: “In prospettiva, i nostri sforzi saranno focalizzati nel rendere la nostra piattaforma di AI un elemento centrale per i nostri clienti e, soprattutto, per dare loro la capacità di andare velocemente in produzione contenendo i costi e utilizzando i propri dati senza esporli completamente al mondo cloud.”

In definitiva, conclude Cannavò: “Il futuro si costruisce insieme, cavalcando l'innovazione”.

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