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Oltre la metà dei consumatori è disposta a pagare di più per i marchi che sono trasparenti sull'uso dei dati da parte dell'AI, stando ai nuovi risultati della ricerca Usercentrics

La trasparenza sull'AI è diventata un elemento di distinzione commerciale e sta ridefinendo dove i marchi generano fatturato o lo perdono. Oltre metà (52%) dei consumatori a livello globale spender

Business Wire

Il 52% dei consumatori a livello globale è disposto a pagare un sovrapprezzo del 7% per la trasparenza sull'intelligenza artificiale, portando il totale al 73% in Germania. Quasi la metà ha già intrapreso un'azione con un impatto diretto sui ricavi.

MONACO: La trasparenza sull'AI è diventata un elemento di distinzione commerciale e sta ridefinendo dove i marchi generano fatturato o lo perdono.

Oltre metà (52%) dei consumatori a livello globale spenderà di più, in media il 7%, per i marchi che sono trasparenti su come utilizzano l'AI con i loro dati. In Germania, questa cifra sale al 73% dei consumatori che sono disposti a pagare un sovrapprezzo del 9%, il più alto di qualsiasi mercato.

La notizia giunge dal secondo State of Digital Trust 2026 Report annuale, commissionato da Usercentrics, azienda leader nella tecnologia della privacy dei dati, e condotto da Sapio Research tra 11.000 consumatori in sette mercati.

L'opportunità per i marchi che agiscono a conseguenza di questa scoperta è pari ai costi che affronteranno le aziende che restano ferme. Quasi la metà (47%) dei consumatori intervistati ha intrapreso almeno un'azione con un impatto diretto sul fatturato negli ultimi sei mesi a causa di preoccupazioni relative all'utilizzo dei dati da parte dell'AI, ossia ha annullato un'iscrizione, ha cambiato fornitore o ha ridotto l'importo della spesa. Per un brand con un milione di clienti, questo significa fino a 240.000 decisioni di acquisto in sei mesi, guidati interamente da preoccupazioni sull'uso dei dati da parte dell'AI.

Le azioni intraprese dai consumatori sono reali:

  • il 35% ha intrapreso due o più di queste azioni: annullato, passato a un competitori o ridotto l'importo della spesa
  • il 24% ha evitato di provare un nuovo prodotto di quel marchio
  • il 20% è passato a un competitore ritenuto più responsabile nella gestione dei dati utilizzati dall'AI
  • il 20% ha ridotto l'importo della spesa
  • il 31% ha avvisato amici e parenti o si è lamentato pubblicamente

"I consumatori stanno prendendo decisioni d'acquisto sulla base di come i marchi gestiscono i loro dati e oltre la metà è disposta pagare di più per i marchi che fanno la cosa giusta. I marchi che si muovono prima guadagneranno non solo il sovrapprezzo, ma anche una posizione nella categoria che è quasi impossibile da battere una volta stabilita", ha dichiarato Tilman Harmeling, Strategia e Market Intelligence, Usercentrics.

Perché il 2026 è diverso

Negli ultimi 12 mesi, la convergenza di tre forze ha contribuito ad accelerare il processo decisionale dei consumatori sui dati utilizzati dall'AI.

L'AI è passata dal rispondere alle domande all'intraprendere azioni. L'AI agentica ora accede ai conti finanziari, ai calendari e ai file dei clienti per conto degli utenti, aumentando la posta in gioco dell'uso improprio dei dati con impatti avvertiti direttamente dai consumatori.

La normativa sulla privacy si sta ampliando più rapidamente che mai dall'introduzione del GDPR: il Regolamento Europeo sull'Al attivamente applicato, oltre venti stati degli Stati Uniti che operano leggi diverse sulla privacy, e i legislatori del Regno Unito che pubblicano un documento sulla governance dell'AI agentica nel marzo 2026.

I consumatori sono passati dall'accettazione passiva a decisioni attive. Un graduale accumulo di violazioni dei dati, controversie sull'addestramento dell'AI e azioni relative all'applicazione della normativa sui cookie hanno cambiato la base. La fiducia nella gestione dei dati personali da parte dell'AI è diminuita: il 52% dei consumatori ora si fida meno dell'AI che degli umani per quanto riguarda la gestione dei propri dati rispetto al 48% nel 2025, il singolo movimento di dati più grande su base annua.

I risultati per mercato

Il comportamento dei consumatori relativamente alla fiducia nell'AI varia notevolmente nei sette mercati compresi nello studio:

  • Germania: il 73% è disposto a pagare un sovrapprezzo per la trasparenza dell'AI, in media del 9%, la percentuale più alta a livello globale. Il 75% ha intrapreso azioni contro un marchio relativamente a preoccupazioni sui dati gestiti dall'AI.
  • Italia: il 42% è disposto a pagare di più per la trasparenza dell'AI, con il sovrapprezzo medio più basso tra tutti i mercati (5%).
  • Paesi Bassi: il 77% trova la personalizzazione basata sull'AI intrusiva, la percentuale più alta a livello globale. Solo il 35% è disposto a pagare un sovrapprezzo per la trasparenza dell'AI, la percentuale più bassa a livello globale.
  • Spagna: il 76% ha intrapreso azioni contro un marchio motivate da preoccupazioni sulla gestione dei dati da parte dell'AI, la percentuale più alta tra tutti i mercati. Il 92% ha intrapreso un'azione di qualche tipo per la protezione dei dati negli ultimi sei mesi.
  • Svezia: il 69% si fida della gestione dei propri dati da parte delle banche, la percentuale più alta tra tutti i mercati. Eppure, il 56% non ha una buona comprensione di come vengono raccolti i dati, ancora la percentuale più alta. La Svezia entra a far parte dello studio per la prima volta nel 2026.
  • Regno Unito: l'80% smetterebbe di usare un servizio se i propri dati venissero utilizzati impropriamente, la percentuale più alta tra tutti i mercati. La consapevolezza dei diritti alla privacy dei dati è migliorata nel Regno Unito più che in qualsiasi altro Paese quest'anno (il 43% non è consapevole, un calo rispetto al 50% nel 2025).
  • Stati Uniti: il 50% è disposto a pagare di più per la trasparenza dell'AI. Solo il 39% si fida della gestione dei propri dati da parte dei servizi del governo, la percentuale più bassa tra tutti i mercati.

Altri risultati importanti del sondaggio

  • Il 71% dei consumatori è preoccupato perché ritiene invadente la personalizzazione basata sull'AI
  • Il 48% seleziona l'opzione "accetta tutti" relativa ai cookies meno spesso di tre anni fa, un aumento del 46% nel 2025
  • I consumatori attenti alla privacy sono quasi tre volte più a proprio agio con la personalizzazione della loro esperienza online rispetto ai consumatori non consapevoli della privacy (53% contro il 19%)

Il report completo è disponibile su State of Digital Trust 2026 .

Informazioni sulla ricerca

Lo State of Digital Trust 2026 è il secondo studio annuale commissionato da Usercentrics e condotto da Sapio Research. Il sondaggio ha intervistato 11.000 consumatori in sette mercati: Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Spagna, Italia, Paesi Bassi e Svezia. Il sondaggio è stato condotto nel marzo 2026. La Svezia entra a far parte dello studio per la prima volta quest'anno; i confronti su base annua escludono i dati svedesi.

Informazioni su Usercentrics

Usercentrics è un'azienda leader a livello globale nella tecnologia della privacy dei dati che aiuta le aziende a raccogliere, gestire e attivare dati dietro consenso con fiducia. Scelta da 2,4 milioni di siti web e applicazioni in 195 Paesi, ogni mese l'azienda gestisce più di 8,8 miliardi di consensi di utenti. Attraverso la sua piattaforma, che comprende gestione dei consensi, tagging lato server e governance dei dati dell'AI, Usercentrics dà alle aziende l'infrastruttura per la conformità per crescere, innovare e operare responsabilmente in un mondo focalizzato sull'AI. Maggiori informazioni sono disponibili su usercentrics.com.

Fonte: Business Wire

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