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V-Valley e Huawei: lo storage e il DCS che accelerano l’automazione

Attraverso le soluzioni Huawei OceanStor e Huawei DCS (Datacenter Virtualization Solution), V-Valley è in grado di fornire al proprio canale delle soluzioni scalabili, immediatamente adottabili e in grado di tradursi in applicazioni reali.

Autore: Redazione ChannelCity - Tempo di lettura 6 minuti.

Nel pieno della crescita dell’Intelligenza Artificiale, V-Valley si è dimostrata pronta a cogliere le opportunità offerte da questo cambiamento, rafforzando il proprio posizionamento come distributore a valore. L’azienda ha infatti potenziato e consolidato il proprio portafoglio, orientandolo sempre più verso soluzioni basate su AI e modelli data-driven, facendo leva su un ecosistema di ISV altamente specializzati.

Questo approccio ha permesso di estendere in modo rilevante l’offerta di servizi destinati ai clienti, rispondendo in maniera più mirata alle esigenze emergenti del mercato.

In uno scenario in cui l’automazione, insieme alle infrastrutture di Storage e Virtualizzazione che la sostengono, rappresenta un fattore sempre più critico per la competitività aziendale, V-Valley conferma il proprio impegno al fianco dei brand a valore, accompagnando partner e clienti nei loro percorsi di crescita.

Attraverso le soluzioni Huawei OceanStor e Huawei DCS (Datacenter Virtualization Solution), V-Valley è in grado di fornire al proprio canale  delle soluzioni scalabili, immediatamente adottabili e in grado di tradursi in applicazioni reali, contribuendo così ad accelerare i percorsi di innovazione e trasformazione digitale.

MAKE YOUR PLAN B READY

Negli ultimi mesi il mercato della virtualizzazione è cambiato drasticamente. Quello che inizialmente sembrava un semplice tema economico - aumento dei costi, cambiamenti di licensing, incertezza sulle roadmap - si è trasformato rapidamente in qualcosa di molto più strategico.

Sempre più aziende stanno rivalutando il concetto stesso di dipendenza tecnologica da un singolo vendor. Parlando con partner, system integrator e clienti finali emerge un elemento comune: quasi tutti stanno valutando un “Piano B”. Alcuni lo stanno già implementando, altri vogliono semplicemente capire quali alternative esistano prima di trovarsi costretti a prendere decisioni in tempi stretti.

In questo scenario sta crescendo l’interesse verso piattaforme capaci di offrire maggiore flessibilità, prevedibilità e controllo nel lungo periodo, sia per grandi enterprise sia per realtà small e medium business che cercano soluzioni moderne ma sostenibili. 
Huawei DCS si sta inserendo proprio in questo contesto, grazie a un approccio che riesce a rispondere sia alle esigenze enterprise sia a quelle di aziende di dimensioni più contenute, dove semplicità operativa, efficienza e costi prevedibili diventano fattori sempre più importanti.

Per una azienda oggi non basta che una piattaforma funzioni bene dal punto di vista tecnico. Entrano in gioco aspetti molto più ampi:
• capacità di supporto enterprise
• solidità finanziaria del vendor
• presenza internazionale
• ecosistema tecnologico
• continuità operativa
• capacità di investimento nel lungo periodo

Diversi reseller riportano che alcune piattaforme alternative, inizialmente viste con molto entusiasmo, stanno iniziando a essere percepite come adatte soprattutto a contesti piccoli o ambienti non mission critical.

Non tanto per limiti tecnici immediati, quanto per dubbi sulla capacità di sostenere grandi clienti enterprise nel tempo. Ed è qui che Huawei DCS sta entrando sempre più spesso nelle discussioni. L’interesse non nasce solo dal tema economico. Molti clienti stanno guardando alla soluzione come a una possibile piattaforma strategica per modernizzare l’infrastruttura senza creare ulteriore lock-in. Huawei sta infatti posizionando DCS non come semplice hypervisor, ma come piattaforma convergente capace di gestire virtual machine e workload eterogenei in maniera integrata, con un approccio più vicino alle esigenze delle infrastrutture moderne e future. Per il canale questo cambia completamente il tipo di approccio commerciale. Non si parla più soltanto di “sostituzione”, ma di evoluzione dell’infrastruttura, consolidamento operativo e maggiore controllo nel tempo.

eCampusCore è la componente di Huawei DCS data center

LA PREVEDIBILITÀ NELLE SCELTE STRATEGICHE

Un altro tema che sta pesando molto nelle valutazioni è la prevedibilità. Oggi molti clienti cercano vendor in grado di garantire:
• disponibilità dei prodotti
• tempi di consegna realistici
• roadmap stabili
• modelli commerciali comprensibili


In questo contesto Huawei viene percepita da diversi partner come un player con massa critica sufficiente per sostenere progetti enterprise di lungo periodo. Ma la virtualizzazione oggi è solo una parte della discussione. Sempre più spesso il tema si allarga allo storage e alla gestione del dato. Con la crescita dei workload AI, analytics, e mission critical, le aziende stanno rivalutando anche le proprie architetture storage, soprattutto in termini di performance, resilienza energetica e cyber security. È qui che le piattaforme All-Flash stanno diventando centrali nelle strategie infrastrutturali.

Molti clienti enterprise stanno progressivamente abbandonando architetture ibride tradizionali per convergere verso modelli full flash, non solo per motivi prestazionali, ma anche per semplificazione operativa, riduzione dei consumi e maggiore affidabilità. Huawei sta investendo molto in questa direzione attraverso la piattaforma OceanStor Dorado, posizionata come soluzione enterprise per workload mission critical e ambienti ad alta intensità dati. Uno degli aspetti che viene spesso evidenziato dai partner è la convergenza.

Le nuove architetture permettono infatti di gestire blocchi, file e oggetti all’interno della stessa piattaforma, riducendo complessità infrastrutturale e frammentazione operativa. Per molte aziende questo significa poter costruire un’infrastruttura dati più semplice da gestire e più pronta ad affrontare workload moderni legati ad AI e cloud-native computing.

LA CYBER SECURITY AL CENTRO NELLE SCELTE STORAGE

Il ransomware oggi rappresenta uno dei principali fattori di rischio operativo per le aziende. Per questo motivo cresce l’interesse verso piattaforme capaci di integrare funzionalità native di rilevamento e protezione dei dati, senza demandare tutto esclusivamente a strumenti esterni. Un altro tema molto discusso è quello energetico.

Nei datacenter i costi operativi stanno diventando sempre più rilevanti e molte aziende iniziano a valutare l’efficienza energetica come parametro reale di scelta infrastrutturale, non solo come messaggio di marketing. Architetture All-Flash di nuova generazione vengono viste come leva concreta per ridurre consumi, spazio occupato e complessità operativa, migliorando contemporaneamente performance e resilienza.

Anche il consolidamento infrastrutturale sta tornando al centro delle strategie enterprise. Meno piattaforme separate, meno silos, meno strumenti differenti da gestire. In questo scenario stanno acquisendo valore i vendor capaci di offrire un approccio integrato che unisca virtualizzazione, networking, compute e storage all’interno di una visione coerente.

L’IT PROSSIMA VENTURA

La sensazione diffusa nel mercato è che l’IT stia entrando in una nuova fase. Per anni la virtualizzazione è stata considerata un tema quasi esclusivamente tecnico, gestito dai dipartimenti IT.

Oggi invece sta diventando una decisione che coinvolge management, procurement e direzioni strategiche. Perché il tema non riguarda più soltanto l’hypervisor. Riguarda controllo dei costi, continuità operativa, resilienza, indipendenza tecnologica e capacità di evolvere rapidamente  senza rimanere bloccati in modelli non più sostenibili.

Ed è probabilmente per questo motivo che sempre più manager stanno iniziando a fare la stessa domanda ai propri team IT: “Abbiamo già pronto un piano B?”.

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