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Serrata Benzinai, da martedì sera niente "pieno" per tre giorni

I sindacati dei gestori dei carburanti per i noti fatti relativi al maltempo hanno deciso di escludere la Liguria e la Toscana, colpite dalle alluvioni, ma confermano il lungo black out in tutto il resto d'Italia, a partire da martedì dalle 19.30 presso i distributori presenti nelle città e dalle ore 22 in autostrada.

Tecnologie & Trend
Da martedì sera sarà difficile fare il pieno di carburante. Comincia, infatti, lo sciopero di 48 ore dei benzinai, che proseguirà fino a venerdì mattina.
I sindacati dei gestori dei carburanti per i noti fatti relativi al maltempo hanno deciso di escludere la Liguria e la Toscana, colpite dalle alluvioni, ma confermano il lungo black out in tutto il resto d'Italia, a partire da martedì dalle 19.30 presso i distributori presenti nelle città e dalle ore 22 in autostrada.
Le pompe di rifornimento riapriranno i battenti alle ore 7 di venerdì 11 novembre sulla viabilità ordinaria e alle ore 6 dell'11 novembre sulla viabilità autostradale.
serrata-benzinai-da-martedi-sera-niente-pieno-per--1.jpgSubito prima dell'avvio dello sciopero, martedì nel primo pomeriggio, si riunirà ancora il tavolo al ministero dello Sviluppo con le associazioni dei gestori di impianti di distribuzione dei carburanti per cercare una intesa in extremis.
Il nodo chiave è il destino del bonus fiscale in vigore da diciassette anni ed in scadenza a fine anno. Ma non sembrano comunque esserci molte possibilità di una revoca dopo che i gestori di Fegica e Faib hanno confermano la serrata dei distributori. Lo si legge in una nota delle associazioni in cui il governo viene definito "in confusione" e capace solo di riproporre "vecchi impegni mai rispettati".
''Dal Mise - affermano Faib e Fegica - una nuova prova di latitanza: anche in questo caso piovono promesse che questo Governo non ha saputo rispettare neanche nei suoi tempi migliori e nonostante impegni formali già assunti, in momenti diversi nel corso degli ultimi tre anni, da due ministri Scajola e Romani, due sottosegretari Saglia e Letta, e dallo stesso presidente del Consiglio''.
''In realtà, sulle questioni concrete, il Governo - proseguono Faib e Fegica - sembra non potere né volere fare quel che deve. Niente liberalizzazione del mercato dei carburanti, che continua ad essere ingessato e sotto il ferreo controllo di potenti lobby, che costringono consumatori e gestori a convivere con i prezzi dei carburanti più alti d'Europa''.
E, ancora, denuncia il coordinamento unitario di Faib e Fegica: "...niente sul provvedimento di deduzione forfetaria che, per venti anni, era stato utilizzato per compensare il ruolo di sostituto d'imposta che la categoria dei gestori assume, a rischio costante della propria incolumità fisica, incassando e riversando 38 miliardi di euro all'anno di tasse, tra accise e Iva, nelle tasche del ministro Tremonti: neanche ora, quando pure il sottosegretario Saglia è stato costretto ad ammettere pubblicamente che si tratta di un provvedimento dovuto".

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