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Da NetApp tutti gli ingredienti per il NextGen Data Center

Ampio il portfolio NetApp in questo ambito: StorageGrid, SolidFire, FlexPod SF e l'ultimo nato, NetApp HCI, il sistema iperconvergente di seconda generazione. Il tutto abbracciato, come sempre, da Data Fabric.

Mercato
"Fare leva su un approccio Next Generation Data Center significa applicare ai data center una logica Software Defined Everything, concentrandosi sui livelli di servizio invece di occuparsi della gestione delle infrastrutture" afferma Davide Marini, Enterprise Sales Manager di NetApp Italia, dal palco della Partner Academy 2017. Si tratta di un approccio che non riduce solo la complessità e i rischi, ma accelera anche il time to value e migliora l’esperienza degli utenti, mettendo a disposizione un’infrastruttura dinamica. Cinque i suoi fattori di successo: scalabilità, sicurezza, performance, gestione automatizzata ed efficienza. Cinque caratteristiche che fanno delle figure di business gli interlocutori ideali di questa proposizione.

Ampio il portfolio NetApp in questo ambito: StorageGrid, SolidFire, FlexPod SF e l'ultimo nato, NetApp HCI, il sistema iperconvergente di seconda generazione. Il tutto abbracciato, come sempre, da Data Fabric.

"La partnership che ci lega a NetApp è storica. In 15 anni abbiamo dato vita a un'architettura sviluppata congiuntamente, FlexPod, ormai adottata da oltre 7.400 clienti in tutto il mondo" commenta Diego Zucca, Alliance Manager & Datacenter Partner Sales Specialist di Cisco Italia. Si tratta di un'architettura in grado di semplificare e automatizzare la gestione delle risorse: due caratteristiche che permettono di trasformare i data center in ottica Next Generation."L'ultimo nato, Flexpod SF, è completamente Software Defined" precisa Zucca, sottolineando come ciò renda il sistema assolutamente conforme alle caratteristiche NGDC.

Completa l'offerta NetApp in questo ambito il nuovo sistema iperconvergente di seconda generazione HCI, scalabile in modo granulare sia dal punto di vista computazionale, sia dal punto di vista dello storage. "La soluzione, completamente Software Defined, supera i classici limiti dei sistemi iperconvergenti legati soprattutto a performance, flessibilità e consolidamento, mettendo a disposizione in ogni chassis quattro nodi che possono essere indifferentemente destinati a storage o capacità di calcolo senza obbligare all'acquisto di ciò che non serve" spiega Matteo Pirelli, Technical Partner Manager di NetApp Italia. L'automazione integrata permette, poi, alla soluzione di essere configurata da un unico punto di controllo, in modo completamente assistito da NetApp. "Le applicazioni ideali del sistema, disponibile da fine ottobre, sono soprattutto nell'ambito del consolidamento dei workload, delle infrastrutture Web, del mondo database anche non tabellare e dell'end user computing. Applicazioni che fanno di questo sistema un vero e proprio ponte verso il cloud" conclude Pirelli, che evidenzia anche l'operatività immediata di NetApp HCI, effettiva solo dopo mezz'ora averlo tolto dalla scatola.
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