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La Provincia di Milano fa marcia indietro e non firma il "decreto gomme antineve"

La Provincia fa marcia indietro sull'obbligo delle catene per tutti gli automobilisti nei mesi invernali, la famosa proposta che prevedeva l'obbligo delle catene a bordo a partire dal 15 di novembre, e fino al 31 marzo, sulle strade provinciali.

Tecnologie & Trend
La Provincia di Milano fa marcia indietro sull'obbligo di catene a bordo per tutti gli automobilisti nei mesi invernali, la famosa proposta che prevedeva l'obbligo delle catena a bordo a partire dal 15 di novembre, e fino al 31 marzo, sulle strade provinciali. Ieri, dopo aver incontrato alcuni rappresentanti delle associazioni dei consumatori, il presidente Guido Podestà ha deciso di rinviare il provvedimento a data a destinarsi e dunque di non firmare l'ordinanza già predisposta dal suo stesso assessore alle Infrastrutture Giovanni De Nicola su cui, in questi ultimi giorni, si è scatenata la polemica dei consumatori e della Lega.
Per ora Palazzo Isimbardi rinvia il problema, almeno fino alla fine dell'anno. Ma è molto probabile che non se ne farà più nulla, almeno non quest'inverno. "Ringrazio l'impegno dell'assessore De Nicola, ma sono emersi diversi elementi che ci hanno suggerito di raccogliere gli inviti a rinviare l'entrata in vigore dell'ordinanza» spiega in una nota il presidente Podestà. Tra questi il fatto che i consumatori hanno riscontrato un'oscillazione verso l'alto dei prezzi e la necessità di installare appositi cartelli di divieto lungo l'intera rete delle strade provinciali.
Gli automobilisti, dunque, non saranno più obbligati a mettersi in regola entro la fine della prossima settimana — l'ordinanza sarebbe dovuta partire il 15 novembre — , ma avranno tutto il tempo per comprare le catene o le gomme da neve, senza farsi spennare da eventuali speculatori. Che, a quanto dicono i consumatori, avevano già cavalcato il provvedimento per far salire i prezzi a dismisura. A chiedere lo stop alla Provincia era anche la Lega Nord. E mentre l'assessore De Nicola ha continuato a difendere la sua scelta, il presidente ha deciso di rinviare l'ordinanza a data da stabilire.
 
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