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I dati aziendali al centro dello sviluppo del business

Uno sguardo sul futuro tra Generative AI e Agentic AI, sovranità e sicurezza dei dati. Come cambiano le priorità per l'ecosistema del canale

Autore: Edoardo Bellocchi - Tempo di lettura 4 minuti.

Nel concludere la terna di interventi che hanno caratterizzato la prima edizione di ChannelExpo, Marco Lorusso, giornalista di G11 Media, ha esordito sottolineando che il settore IT vive oggi una fase definita del “sotto-sopra”, prendendo in prestito l’immagine upside-down di Stranger Things. Da un lato, c’è l’intelligenza artificiale che mostra il suo volto più affascinante di innovazione, efficienza e nuovi vantaggi competitivi, ma dall’altro lato c’è un “sotto” meno visibile fatto di rischi, vulnerabilità e complessità nella gestione dei dati.

Ma questa tensione tra opportunità e criticità porta anche a occasioni di business per chi porta l’ICT e i servizi AI all’interno delle aziende, soprattutto se sono piccole e medie. Secondo l’Osservatorio AI e Cloud Computing del Politecnico di Milano, nel 2025 gli investimenti in intelligenza artificiale in Italia crescono di oltre il 50%, mentre il cloud sale del 20. Ma dietro questi numeri la realtà è meno strutturata, in quanto la maggior parte degli investimenti in AI è ancora in fase sperimentale, e soprattutto, nel 70% dei casi, le aziende adottano soluzioni di intelligenza artificiale prima di aver definito una strategia di governance dei dati: un approccio che espone a rischi importanti e che evidenzia un disallineamento tra innovazione tecnologica e capacità di gestione.


Va anche considerata la diffusione di strumenti come ChatGPT, che contribuisce a rafforzare la percezione di un’adozione capillare dell’AI ma fa anche emergere contraddizioni, come rileva un grafico elaborato da Francesco Sacco dell’Università Bocconi: l’utilizzo di queste piattaforme è fortemente concentrato nei giorni lavorativi e crolla nei weekend, a dimostrazione che l’AI viene ancora percepita più come strumento operativo che come tecnologia integrata nella vita quotidiana o nei processi strutturati. Non solo: oltre il 70% degli utenti utilizza versioni gratuite di ChatGPT e simili, evidenziando un altro rischio sistemico, quello dell’uso di strumenti non enterprise per attività professionali.

Ma un altro rischio sul fronte dell’AI emerge a livello di sicurezza: le tecnologie attuali permettono di realizzare truffe estremamente sofisticate, come la clonazione vocale e non solo. Rispetto al passato, non si tratta più di tentativi rudimentali, ma di attacchi credibili, rapidi e difficili da individuare, in uno scenario che amplifica i rischi per le aziende, soprattutto quelle meno strutturate.

Un altro elemento poco visibile riguarda la pressione sull’infrastruttura tecnologica globale: i grandi hyperscaler hanno saturato la capacità produttiva dei principali produttori di componenti, in particolare la memoria RAM. Il risultato è un effetto a catena: scarsità di server, aumento dei costi e difficoltà di approvvigionamento. Secondo diversi operatori di mercato, i prezzi di server e storage stanno crescendo oltre il 30%, un livello mai registrato nemmeno durante la pandemia, quando gli aumenti erano a singola cifra. Si tratta di una dinamica che impatta direttamente il canale, con molti vendor che stanno rivedendo gli accordi commerciali con i partner.

L’attenzione verso la sovranità del dato è un altro dei temi caldi: le tensioni geopolitiche e le questioni legate alla giurisdizione stanno spingendo molte aziende a rivedere le proprie strategie cloud: si parla sempre più di “data repatriation” e di investimenti in data center locali. In Italia, in particolare, si registra un forte sviluppo di nuove infrastrutture, spesso attraverso la riqualificazione di spazi industriali esistenti ma abbandonati, il chiaro obiettivo di mantenere i vantaggi del cloud, ma con più controllo, sicurezza e conformità normativa.

In questo scenario complesso, il ruolo dei system integrator e dei service provider di servizi diventa ancora più centrale: come abbiamo visto, secondo Canalys, nel 2025 oltre il 70% del fatturato ICT globale passa oggi attraverso il canale. Sempre nel 2025, evidenzia Gartner, per la prima volta le aziende hanno messo al primo posto i servizi quando si tratta di comprare tecnologia: il mercato continua a offrire molte opportunità, per chi è in grado di mettere in campo competenze, consapevolezza e professionalità.

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