La scuola nell’era dell’AI ha bisogno di un cambio di paradigma”, esordisce Luigi Salmoiraghi, Head of European Development di Keenetic, sottolineando che “non stiamo solo aggiungendo nuovi strumenti da poter usare, ma stiamo ridefinendo le regole del gioco in un contesto dominato da complessità, velocità e connessione perenne. Il vero tema, dunque, non è ciò che la tecnologia può fare, ma come possiamo governarla”.
AGIRE SULL’INTERO ECOSISTEMA
“Senza una visione sistemica, il rischio è di creare ambienti digitali disordinati”, prosegue il manager, evidenziando che “ripensare la scuola significa intervenire sull’intero ecosistema – didattica, infrastrutture, competenze, relazioni – trasformandolo in uno spazio coerente e regolato, in cui la tecnologia è parte integrante di un disegno educativo. Competenze cognitive, relazionali ed etiche diventano centrali tanto quanto quelle digitali, perché la tecnologia rappresenta un abilitatore potente, ma non autosufficiente”. Tra i trend più rilevanti, Keenetic osserva “certamente una crescente attenzione alla qualità dell’esperienza digitale, soprattutto per le nuove generazioni, sempre più esposte a flussi continui di contenuti e stimoli. Serve riflettere non tanto sull’accesso, quanto sulla gestione consapevole. In questo tipo di scenario, le opportunità anche per il nostro mercato di riferimento sono significative: dobbiamo puntare su soluzioni che non solo connettano, ma che rendano gli ambienti digitali governabili, sicuri e coerenti con gli obiettivi educativi”.
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La scuola nell’era dell’AI ha bisogno di un cambio di paradigma”, esordisce Luigi Salmoiraghi, Head of European Development di Keenetic, sottolineando che “non stiamo solo aggiungendo nuovi strumenti da poter usare, ma stiamo ridefinendo le regole del gioco in un contesto dominato da complessità, velocità e connessione perenne. Il vero tema, dunque, non è ciò che la tecnologia può fare, ma come possiamo governarla”.
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“Senza una visione sistemica, il rischio è di creare ambienti digitali disordinati”, prosegue il manager, evidenziando che “ripensare la scuola significa intervenire sull’intero ecosistema – didattica, infrastrutture, competenze, relazioni – trasformandolo in uno spazio coerente e regolato, in cui la tecnologia è parte integrante di un disegno educativo. Competenze cognitive, relazionali ed etiche diventano centrali tanto quanto quelle digitali, perché la tecnologia rappresenta un abilitatore potente, ma non autosufficiente”. Tra i trend più rilevanti, Keenetic osserva “certamente una crescente attenzione alla qualità dell’esperienza digitale, soprattutto per le nuove generazioni, sempre più esposte a flussi continui di contenuti e stimoli. Serve riflettere non tanto sull’accesso, quanto sulla gestione consapevole. In questo tipo di scenario, le opportunità anche per il nostro mercato di riferimento sono significative: dobbiamo puntare su soluzioni che non solo connettano, ma che rendano gli ambienti digitali governabili, sicuri e coerenti con gli obiettivi educativi”.
La scuola nell’era dell’AI ha bisogno di un cambio di paradigma”, esordisce Luigi Salmoiraghi, Head of European Development di Keenetic, sottolineando che “non stiamo solo aggiungendo nuovi strumenti da poter usare, ma stiamo ridefinendo le regole del gioco in un contesto dominato da complessità, velocità e connessione perenne. Il vero tema, dunque, non è ciò che la tecnologia può fare, ma come possiamo governarla”.
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“Senza una visione sistemica, il rischio è di creare ambienti digitali disordinati”, prosegue il manager, evidenziando che “ripensare la scuola significa intervenire sull’intero ecosistema – didattica, infrastrutture, competenze, relazioni – trasformandolo in uno spazio coerente e regolato, in cui la tecnologia è parte integrante di un disegno educativo. Competenze cognitive, relazionali ed etiche diventano centrali tanto quanto quelle digitali, perché la tecnologia rappresenta un abilitatore potente, ma non autosufficiente”. Tra i trend più rilevanti, Keenetic osserva “certamente una crescente attenzione alla qualità dell’esperienza digitale, soprattutto per le nuove generazioni, sempre più esposte a flussi continui di contenuti e stimoli. Serve riflettere non tanto sull’accesso, quanto sulla gestione consapevole. In questo tipo di scenario, le opportunità anche per il nostro mercato di riferimento sono s