Esprinet, spicca il segno meno per i principali indicatori economici

Pubblicato il: 19/11/2012
Autore: Redazione ChannelCity

Nel resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2012, non sottoposto a revisione contabile, per il distributore Esprinet spiccano i segni meno. Una tendenza che pervade tutti i mercati e i due principali paesi dove si concentrano le principali attività di business del distributore.

Il Consiglio di Amministrazione di Esprinet ha esaminato ed approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2012, non sottoposto a revisione contabile, contenente dati contabili determinati in conformità con i principi internazionali IFRS.
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  • · i ricavi netti consolidati nei primi nove mesi del 2012 risultano pari a € 1.372,2 milioni e presentano una riduzione del -6% (€ -94,8 milioni) rispetto a € 1.467,0 milioni registrati nei primi nove mesi del 2011. Nel terzo trimestre la riduzione dei ricavi è stata pari al -12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
  • · il margine commerciale lordo consolidato dei primi nove mesi del 2012, pari a € 94,3 milioni, si riduce del -4% (€ -4,4 milioni) rispetto al corrispondente periodo del 2011 essenzialmente a causa dei minori ricavi nonostante il lieve aumento del margine percentuale (da 6,72% a 6,87%). Nel terzo trimestre il margine commerciale lordo risulta in diminuzione del -9% sempre in virtù dei minori ricavi netti consolidati registrati rispetto allo stesso periodo del 2011;
  • · il risultato operativo consolidato (EBIT) nei nove mesi è pari a € 24,2 milioni, con un’incidenza sui ricavi ridottasi dall’1,87% al 1,76% rispetto ai primi nove mesi del 2011, e presenta una flessione del -12% rispetto a tale periodo essenzialmente per l’effetto della leva operativa sui minori ricavi nonostante il lieve decremento dei costi operativi (-1%, da 71,2 a € 70,1 milioni). Nel terzo trimestre si è registrato un EBIT consolidato pari a € 6,6 milioni, in flessione di € 2,4 milioni rispetto allo stesso trimestre dell’esercizio precedente (-27%), con un’incidenza sui ricavi dell’1,56% inferiore rispetto al terzo trimestre 2011 (1,88%);
  • · l’utile ante imposte consolidato dei primi nove mesi del 2012 è pari a € 21,2 milioni, in diminuzione del -10% rispetto allo stesso periodo del 2011, nonostante la riduzione degli oneri finanziari netti (-23%). Nel solo terzo trimestre si registra una riduzione dell’utile ante imposte di € -1,3 milioni, pari al -19%;
  • · l’utile netto consolidato nei primi nove mesi del 2012, pari a € 14,0 milioni è in diminuzione del -9% (€ -1,4 milioni). Nel terzo trimestre si rileva un peggioramento del -20% (€ -0,9 milioni) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente;
  • · l’utile netto (base) per azione ordinaria al 30 settembre 2012 è pari a € 0,27, -10% rispetto all’utile rilevato nei primi nove mesi del 2011. Nel terzo trimestre l’utile netto (base) per azione ordinaria è pari a € 0,07, -22% rispetto al corrispondente trimestre del 2011;
  • · il capitale circolante commerciale netto al 30 settembre 2012 è pari a € 220,1 milioni, equivalenti al 11% dei ricavi “rolling” annui a 12 mesi, a fronte di € 110,5 milioni al 31 dicembre 2011 (pari al 5% di incidenza);
  • · la posizione finanziaria netta consolidata al 30 settembre 2012 è negativa per € 48,7 milioni con un rapporto di leverage (Debiti finanziari/Patrimonio netto) pari a 0,21. Essa, rispetto al surplus di liquidità registrata al 31 dicembre 2011 (pari a € 42,7 milioni) evidenzia un peggioramento di € 91,4 milioni, ma se confrontato con il debito netto di € 51,4 milioni registrato al 30 settembre 2011 mostra un miglioramento di € 2,7 milioni.
L’aumento del livello di indebitamento finanziario puntuale di fine periodo è connesso ad un trend di incremento del capitale circolante che tuttavia non trova piena rappresentazione nei dati di fine trimestre, risultando questi ultimi influenzati da fattori anche estranei all’andamento dei livelli medi del circolante. Il livello finale del capitale circolante è inoltre influenzato dal ricorso al factoring “pro soluto” dei crediti commerciali verso alcuni selezionati segmenti di clientela. Atteso che i programmi citati realizzano il completo trasferimento dei rischi e dei benefici in capo ai cessionari, i crediti oggetto di cessione vengono eliminati dall’attivo patrimoniale in ossequio al principio contabile IAS 39. L’effetto complessivo sul livello dei debiti finanziari al 30 settembre 2012 è quantificabile in ca. € 79 milioni (ca. € 179 milioni al 31 dicembre 2011 e ca. € 114 milioni al 30 settembre 2011).
  • · il patrimonio netto consolidato al 30 settembre 2012 ammonta a € 229,9 milioni, in aumento di € 10,2 milioni rispetto a € 219,7 milioni al 31 dicembre 2011.

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