Assintel, l'IT è in crisi ma crescono il cloud computing, smartphone e tablet

Pubblicato il: 03/05/2012
Autore: Lorenza Peschiera

Nel primo trimestre del 2012 sono in calo, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, sia l'hardware (-8,7%), sia i servizi IT (-7,6%), sia il software (-3,2%). In questo scenario esistono però aree nuove, in controtendenza, che, se adeguatamente valorizzate, potranno aiutare le aziende a innovare e diventare più competitive.

Persiste la crisi dell'It, in Italia; i numeri del mercato evidenziano una situazione in peggioramento dal secondo semestre dello scorso anno. Nonostante questo scenario, ci sono, però, aree nuove, in controtendenza che, se adeguatamente valorizzate, potranno aiutare le aziende a innovare e a diventare più competitive. Questo è il messaggio trasmesso nel corso del convegno organizzato a Milano da Assintel nello scorso aprile, in collaborazione con Nextvalue, dedicato alle anticipazioni dell'Assintel Report 2012.
Scendendo nei dettagli, il primo trimestre del 2012, per il segmento It, ha evidenziato un calo del 2,9%, rispetto agli ultimi tre mesi dello scorso anno; la decrescita è del 6,2% sullo stesso periodo del 2011. Particolarmente colpito è stato il segmento dell'hardware (-8,7%, rispetto al primo trimestre del 2011), seguito dall'area dei servizi It (-7,6) e dal settore del software (-3,2%). In netta controtendenza sono invece l'area del cloud computing (+43,8%) e il segmento tablet/smartphone (+12,3%).
Analizzando i dati in un'ottica di trend, è evidente il declino della spesa nel medio periodo. Rispetto all'ultimo trimestre del 2011, l'hardware segna un -9,7% e archivierà l'anno, con tutta probabilità, confermando questa cifra. Il settore dei servizi It è a quota -0,3%;  secondo Assintel questa tendenza peggiorerà, arrivando a -3,8% a causa del surplus dell'offerta e delle basse tariffe professionali. Il software, invece, è stabile nel primo trimestre (+0,2%) e potrebbe chiudere l'anno a +0,8 percento.assintel-1.jpg"L'Italia non è stata capace di sfruttare le dinamiche anticicliche legate all'Information Technology, intrappolata in logiche tattiche, purtroppo necessarie, di taglio dei costi", ha dichiarato  Giorgio Rapari, presidente di Assintel. "Intravedo, però, nel binomio Monti-Passera una vision nuova, ben rappresentata dall'attenzione dimostrata dal Governo verso l'Agenda Digitale.
In attesa di politiche strutturali di medio periodo, sono un deciso sostenitore del motto ‘chi fa da sé fa per tre', perché il mercato non può attendere i tempi e le incertezze della politica. Allora, alle nostre imprese serve affinare la capacità di riconoscere e cavalcare i trend latenti dell'economia digitale, per fare Innovation Technology: penso all'enterprise mobility, al cloud, al mondo social, all'information security management. Questa è la salvezza per la nuova IT, che si contrappone sempre più all'IT tradizionale, legata a prodotti e servizi ormai consolidati e proprio per questo pienamente allineata al dumping delle tariffe professionali, alla contrazione della domanda classica, al loop dei tagli interni con il conseguente depauperamento dei propri talenti".
[tit:Information Technology a due velocità] 
"In ambito IT, in Italia, esistono due fronti: il primo, costituito da un'IT di retroguardia, che non cresce, e il secondo, più piccolo, rappresentato dall'IT che cresce e innova", ha confermato Alfredo Gatti, managing partner di Nextvalue, nel corso del convegno. È vero che, osservando i dati, resta la sensazione di crisi, ma se ci si guarda bene attorno, la realtà è molto più dinamica di quello che ci si potrebbe aspettare. Per esempio sono ben 25 milioni i consumatori digitali in Italia e oltre 20,9 milioni gli utenti italiani di Facebook. E gli Italiani che si servono della Rete, trascorrono 8 ore e 45 minuti al mese sui social media. A fronte di questo fenomeno, molte aziende si stanno interrogando sulle problematiche legate ai social media e su come è possibile usarli al meglio.
Accanto a questo tema c'è quello della comunicazione; gli smartphone non sono solo oggetti per telefonare, ma rappresentano un elemento di evoluzione, in ambito Ict e hanno funzioni molto più simili a quelle di un pc che a quelle di un semplice telefono.
Una delle svolte fondamentali è costituita da quanto ruota attorno all'Ict. Attorno ai due grandi pianeti rappresentati da It e communications ruotano pianeti più piccoli, in ambito b2c, che si chiamano turismo, contenuti, giochi, pubblicità online. "Forzare questi business nell'It è sbagliato", ha commentato Gatti. Devono essere visti nella loro dimensione, nella loro condizione di crescita, anche se è strategico prestare attenzione a essi perché permettono di allargare il business. Anche in area b2b diventa sempre più strategico comprare e vendere prodotti in Internet. In ambito Pa, per esempio, sono stati spesi oltre 21 milioni di euro con questo sistema.
Lo scenario attuale è cambiato rispetto al passato: sono aumentati i contenuti disponibili online ed è diventata più facile la loro creazione. Oggi ogni utente ha a disposizione più dispositivi mobili e spesso li usa contemporaneamente, trascorre molto tempo sui social media ed è influenzato da essi, desidera essere protagonista di nuove esperienze online ed è più propenso di un tempo agli acquisti in rete. Questo scenario sta portando a una evoluzione in ambito marketing; da un contesto di mass marketing si sta passando a una situazione di one person marketing, un marketing personalizzato che valorizza le informazioni che ogni utente lascia in rete per soddisfare meglio le sue esigenze.
Aree quali assicurazioni, telecomunicazioni, e consumer in genere, saranno quelle che potranno trarre i maggiori benefici da questa situazione.  
[tit:Cloud computing ed enterprise mobility per innovare nell'IT]    
Un ambito interessante di sviluppo è costituito, come si è accennato, dal cloud computing. È un abilitatore importante, anche se in alcuni settori è ancora lento a decollare, sia in Italia sia in Europa, soprattutto per motivi di privacy e perché ogni Paese ha i suoi regolamenti. Le aziende dell'area media & entertainment sono tra quelle che stanno maggiormente cogliendo le opportunità legate al cloud computing; enti locali e banche sono invece più indietro. A volte non c'è la percezione della strategicità di quest'ambito, a volte c'è il timore per gli aspetti correlati alla sicurezza. Il maggiore utilizzo dei servizi di cloud computing sposta molte delle responsabilità di gestione dell'Information & communication technology sul fornitore, mentre resta all'interno dell'organizzazione la valutazione del rischio complessivo. Ogni impresa dovrà, quindi, individuare nuovi meccanismi e procedure per mantenere la compliance e ridurre la portata delle minacce.
Alle prese tra vecchia e nuova IT, le aziende, secondo la ricerca condotta da Nextvalue, tendono a svolgere la maggior parte delle spese nell'ambito dell'Information & communication technologies per gestire l'esistente (44% delle imprese top, con oltre 500 dipendenti; 42% delle imprese medio-grandi, 43% delle medie; 46% delle medio-piccole e 55% delle piccole), mentre solo in modo limitato investe in innovazione (18% delle imprese top, 21% delle imprese medio-grandi, 21% delle imprese medie, 15% delle imprese medio-piccole e 5% delle piccole). La strada dell'innovazione passa, in primo luogo, dalle imprese più grandi, che fanno da traino al resto del mercato. Il 96% delle grandi imprese impegnate in progetti di innovazione dichiara di essere attiva in progetti di Information security management, il 92% in attività di enterprise mobility, l'85% in iniziative di enterprise social media e il 61% in progetti di cloud computing.

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