Intel e Facebook, tecnologia fotonica per i server di domani

Pubblicato il: 17/01/2013
Autore: Daniele Preda

Intel e Facebook collaborano per la realizzazione del nuovo standard per server rack disaggregati, basato sulla tecnologia fotonica e sui sistemi di comunicazione ottici.

Intel e Facebook hanno scelto di avviare una collaborazione attiva per lo sviluppo e la creazione di un nuovo standard relativamente alle tecnologie rack, destinato agli ambienti di calcolo e ai data center.
La struttura si basa sul principio di server rack disaggregato, dettaglio che permette di effettuare interventi di aggiornamento in modo semplice e conveniente.
intel-e-facebook-tecnologia-fotonica-per-i-server--1.jpgI differenti sottosistemi possono essere gestiti singolarmente, dal comparto di elaborazione, al sistema di rete e storage. Oltre alla riduzione dei costi totali, la piattaforma disaggregata consente di facilitare la progettazione e di migliorare l’affidabilità generale.
Tra le tecnologie alla base dei nuovi prototipi rack c’è l’architettura fotonica Intel Silicon Photonics con ampiezza di banda a 100 Gbps, sviluppata per ampliare il canale di comunicazione tra i componenti, ridurre il numero di cavi necessari al funzionamento e superare i limiti imposti dalle interconnessioni in rame.
Lo sviluppo della tecnologia fotonica è in atto da oltre 10 anni, gli specialisti Intel stanno concretizzando un lungo periodo di studi e analisi, per la generazione di una piattaforma basata sul silicio a basso costo. L’obiettivo è quello di costruire laser, modulatori, rilevatori e unità di controllo che possano integrarsi con facilità, garantendo performance e consumi ridotti.
intel-e-facebook-tecnologia-fotonica-per-i-server--2.jpgSi tratta di un approccio completamente nuovo, che permette il trasferimento rapido di informazioni tramite l’emissione di particolari fonti luminose. Per questo motivo è possibile abbassare notevolmente l’impronta energetica dei sistemi e si adottano fibre ottiche al posto dei convenzionali cavi di rame. Accoppiare la piattaforma fotonica e l’uso di materiali dal costo contenuto consente di realizzare infrastrutture alla portata dei clienti e permetterà il passaggio all’architettura di tipo rack disaggregato in tempi ridotti.
Nei prossimi anni, dunque, sarà possibile l’aggiornamento graduale del parco macchine delle sale server e dei data center, assicurando un abbassamento dei consumi e la riduzione dei costi TCO.
intel-e-facebook-tecnologia-fotonica-per-i-server--4.jpgLa disaggregazione dei componenti interni al rack consentirà inoltre maggiore flessibilità di configurazione, aggiornamento e adattamento delle risorse alle richieste del mercato, rendendo gli investimenti sempre più proficui.
Facebook, appoggia con entusiasmo il nuovo sistema fotonico e apprezza la facilità di gestione dell’architettura che, secondo Frank Frankovsky, Chairman della Open Compute Foundation e Vice President of Hardware Design at Supply Chain, consentirà di “collegare le risorse con meno preoccupazione per la loro collocazione fisica”.
Per Frankovsky, la piattaforma Intel e il contributo per l’Open Compute Project, saranno alla base di innovazioni continue che consentiranno “di colmare il divario di utilizzo che sussiste con i design dei sistemi odierni”.  
intel-e-facebook-tecnologia-fotonica-per-i-server--3.jpgL’attuale prototipo meccanico, realizzato a scopo dimostrativo, sfrutta un'architettura rack basata sulla fotonica del silicio di Intel e consente di connettere  molteplici risorse. Questa versione comprende funzionalità di I/O su base di silicio e supporta CPU server Xeon, oltre a SoC Atom Avoton.
Per definire il nuovo standard e ridurre i tempi di realizzazione e adozione, Intel collaborerà con Facebook, Corning e numeroso altri partner. Di fatto, Intel e Facebook collaborano già da tempo, per l’ottimizzazione dei data center ed entrambi sono membri fondatori del progetto OCP.
Il futuro riserva perciò nuove infrastrutture a basso consumo, facili da aggiornare e mantenere, nonché più veloci e in grado di soddisfare il costante aumento di richieste, per l’accesso ai dati e lo storage tramite servizi Internet.

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