Garante Privacy, maggiore attenzione ai dati su internet e smartphone

Pubblicato il: 24/06/2011
Autore: Redazione ChannelCity

L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha presentato la Relazione sull'attività 2010 che traccia il bilancio del lavoro svolto dall'Autorità e indica le prospettive di azione verso le quali occorre muoversi.

L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, composta da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan e Giuseppe Fortunato, ha presentato la Relazione sul quattordicesimo anno di attività e sullo stato di attuazione della normativa sulla privacy.
La Relazione sull'attività 2010 traccia il bilancio del lavoro svolto dall'Autorità e indica le prospettive di azione verso le quali occorre muoversi nell'obiettivo di costruire una autentica ed effettiva protezione dei dati personali, in particolare riguardo all'uso delle nuove forme di comunicazione e dei nuovi sistemi tecnologici.
garante-privacy-maggiore-attenzione-ai-dati-su-int-1.jpgEcco quali sono state alcune delle attività del Garante privacy per il 2010: le telefonate pubblicitarie indesiderate, Internet e le nuove tecnologie cloud computing, i sistemi di videosorveglianza, il fenomeno sempre più esteso dei social network, la trasparenza on line della Pubblica amministrazione, il servizio di Google Street View, i nuovi servizi in farmacia, il delicato settore della sanità, il corretto rapporto tra diritto di cronaca e dignità delle persone, la protezione dei dati giudiziari, la tutela dei minori, la ricerca scientifica e farmacologica, le esigenze di semplificazione per le imprese.
Numerose, inoltre, sono state le Audizioni parlamentari: tra le più rilevanti, quelle sulle problematiche legate alle politiche di immigrazione, all'anagrafe tributaria, alla semplificazione dei rapporti tra Pa e cittadini.
Gli interventi più rilevanti hanno riguardato molteplici e delicati ambiti, tra i quali: marketing (telefonate indesiderate e "Registro delle opposizioni", spam, fax e mail indesiderate), telecomunicazioni (smartphone e tablet, conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico a fini di giornalismo e informazione (cronache giudiziarie, tutela dei minori e delle vittime di violenza, dati sullo Nuovo sistema informativo della giustizia amministrativa, Ced del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, dati dei passeggeri aerei, misure di sicurezza per l'Archivio Schengen), Internet (motori di ricerca, Google Street View, Google Buzz, Facebook e social network, illegittima conservazione dei dati sulla navigazione in rete, forum e blog, semplificazioni per piccoli Internet provider, profilazione on line), nuove tecnologie (geolocalizzazione, tecnologie a radiofrequenza - Rfid).
Non meno rilevante è stata l'attività del Garante a livello internazionale, a partire da quella svolta nel Gruppo delle Autorità per la privacy europee ("Gruppo Articolo 29").
I Garanti della privacy europei si sono occupati, in particolare, dei nuovi servizi offerti da Google; delle direttive del "Pacchetto Telecom" che introducono nuove regole relative anche all'uso dei cookies ed al tracciamento degli utenti, delle tecniche di profilazione legate alla "pubblicità comportamentale" (behavioural advertising), della riforma della direttiva Ue sulla privacy, delle "regole vincolanti di impresa" per i trasferimenti di dati all'interno delle multinazionali, dell'utilizzo negli Usa, a fini di lotta al terrorismo, della banca dati europea del sistema Swift sulle transazioni finanziarie, dello stato di attuazione della direttiva sulla conservazione dei dati di traffico (attraverso un'attività congiunta di indagine coordinata dall'Autorità italiana).
Il Garante ha contribuito, inoltre, ai lavori dei gruppi che, in sede OCSE e presso il Consiglio d'Europa, si occupano di protezione dei dati, ed ha proseguito l'attività iniziata dalla Conferenza internazionale delle autorità di protezione dati tesa alla definizione di standard internazionali in questo ambito. Intenso il lavoro nell' ambito delle Autorità di controllo Schengen, Europol, Eurodac e soprattutto nel WPPJ, il Gruppo di lavoro appositamente istituito dalle Autorità garanti europee per la tutela dei cittadini nel settore della cooperazione giudiziaria e di polizia, che ha visto riconfermata per il quinto anno consecutivo la Presidenza al Garante italiano.

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