Manovra Finanziaria 2012-2014, il Nord del Paese il più colpito

Pubblicato il: 16/07/2011
Autore: Redazione ChannelCity

Secondo la CGIA di Mestre le regioni più colpite dai tagli saranno Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Liguria.

Passata la manovra finanziaria 2012-2014 anche alla Camera iniziano a emergere i primi riscontri effettivi sui tagli e gli aggravi. In questo caso è la CGIA di Mestre che, dati alla mano, afferma che ''La manovra colpirà in particolar modo il Nord''. A segnalarlo è il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che assieme al so ufficio studi ha stimato gli effetti del provvedimento approvato definitivamente dalla Camera, attraverso l'analisi di tre dei principali capitoli che interesseranno direttamente le tasche dei cittadini italiani: i ticket sulle visite mediche specialistiche; il taglio delle agevolazioni fiscali sull'Irpef; la mancata rivalutazione delle pensioni sopra i 2.337 euro mensili.
manovra-finanziaria-2012-2014-il-nord-del-paese-il-1.jpg''Sommando gli effetti di queste tre misure - puntualizza Bortolussi - i cittadini del Trentino Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia e della Liguria subiranno gli effetti negativi piu' pesanti. I primi si troveranno con un aggravio di 300,7 euro pro capite;  i secondi, di 296,7 euro e i terzi, di 293,3 euro''.
In questa analisi emerge anche una netta la differenza tra Nord e Sud del Paese. Infatti tra maggiori tasse e tagli alle pensioni ed alle agevolazioni Irpef, la media delle regioni settentrionali sarà di 282,2 Euro pro capite.
Nel Mezzogiorno del Paese, invece, il peso della manovra sarà di 226,6 euro pro capite.
Infine, dalla CGIA di Mestre ricordano che a queste misure dovranno essere affiancate anche quelle che emergeranno dai tagli alle Regioni ed agli Enti locali.
"E' chiaro che la sforbiciata di 9,6 miliardi di euro avrà delle ripercussioni non indifferenti sui bilanci delle famiglie italiane. Infatti, Regioni e Comuni saranno costretti a tagliare i servizi o ad aumentare le tasse locali, con conseguenti aggravi di spesa per gli italiani", conclude Bortolussi.

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