Dal Cloud Computing adatto per il Consumer (C2C), in cui le sfide da affrontare riguardano la sicurezza, la disponibilità, l'affidabilità e la garanzia del Tco, al Blended Cloud (Business2Consumer) in cui consumer e business si intersecano e la qualità del servizio diventa il requisito fondamentale per arrivare all'Enterprise Cloud, il cloud b2b dove gli Sla diventano l'elemento critico, così come la sicurezza e la compliance.
Virtualizzazione & Cloud Computing,
tecnologie emergenti che domineranno i panorami del futuro: la prima elemento fondante e abilitante la seconda,
entrambe al centro di un recente evento Idc che ne ha tracciato le linee future e l'impatto che avranno a livello internazionale e in Italia. Nel corso dell'appuntamento milanese
Matthew Eastwood, Group Vice President, Enterprise Platforms Group, Idc, ha delineato il quadro internazionale: "Nel 2011, complice anche la ripresa economica in atto, Idc ritiene che
molte organizzazioni IT accelereranno le attività di trasformazione dei loro datacenter. Questi ultimi, infatti, stanno attraversando un rapido processo di ottimizzazione, nella direzione della
virtualizzazione, automazione, convergenza e strategie Cloud. Proprio nel corso di quest'anno si assisterà a
una transizione che prevede il raddoppio dei device mobili ‘smart' venduti rispetto ai portatili tradizionali; tali dispositivi favoriranno un'esplosione
delle interazioni sociali, delle transazioni mobili e della creazione di contenuti digitali".

Secondo Idc
nel prossimo quinquennio la creazione di dati aziendali aumenterà di 7,5 volte, e
il numero dei server virtuali triplicherà. In particolare
esploderanno i "i dati analitici", preposti a supportare i processi di 'decision making' delle aziende attraverso l'analisi di grandi volumi di dati non strutturati.
"E in questo contesto
le aziende ricorreranno sempre più al nuovo paradigma del Cloud Computing – spiega Eastwood - Un Cloud Computing che dalla fase 1.0 in cui si declina in Software as a Service, Platform as a Service e Infrastructure as a Service, passa poi alla 1.5 in cui la distinzione va tra Private Cloud, Public Cloud e Hybrid Cloud, per arrivare a quella 2.0 in cui
diventa fondamentale guardare alla tipologia di clienti. La prossima onda del Cloud Computing porrà infatti il cliente al centro delle applicazioni e delle decisioni tecnologiche".
Ed ecco allora un
Cloud Computing adatto per il Consumer (C2C), in cui le sfide da affrontare riguardano la sicurezza, la disponibilità, l'affidabilità e la garanzia del Tco,
un Blended Cloud (Business2Consumer) in cui consumer e business si intersecano e la qualità del servizio diventa il requisito fondamentale per arrivare
all'Enterprise Cloud, il
cloud b2b dove gli Sla diventano l'elemento critico, così come la sicurezza e la compliance.
E La Cloud Security & Compliance rappresenta un'enorme opportunità di ‘revenue' per i vendor, che devono risolvere le debolezze esplicite della sicurezza in ambito cloud, devono considerare i dati come un asset organizzativo così come le metriche per le imprese e devono costruire nuovi modelli di go-to-market.
"Il Cloud è un percorso tracciato: graduale e anche a ostacoli, ma inevitabile, conclude Eastwood. Un mercato in decisa crescita".
Una crescita che tocca anche l'Italia.
[tit:Anche in Italia cresce il valore del business attorno al cloud]
Secondo le stime Idc, infatti, nel 2011 anche in Italia la
crescita della spesa in Servizi Cloud sarà significativa, con un incremento del 41% rispetto al 2010. Un'evoluzione destinata a proseguire nel tempo, visto che nel periodo 2008-2014, si stima che questo mercato raggiungerà i
671 milioni di euro entro il 2014. Una trasformazione che riguarderà sia le modalità di investimento da parte della domanda che il fronte competitivo.
A questo
sviluppo sostenuto dei Cloud Services in Italia si accompagneranno processi di implementazione differenziati ma egualmente importanti nel contribuire alla trasformazione della filiera IT e Telecommunications.
"Uno dei driver più importanti sarà l'affermazione di forme più avanzate di virtualizzazione IT - precisa
Fabio Rizzotto, Research Director IT di IDC Italia - I dati Idc indicano che il 35% delle aziende sta pianificando di adottare
soluzioni di virtualizzazione del destkop. Le aziende che stanno già utilizzando la desktop virtualization stanno vivendo una seconda fase – la virtualizzazione 2.0 – che agisce principalmente sul controllo dei costi operativi e gestionali ed è in grado di assicurare migliori livelli di servizio. Il cammino di transizione alla virtualizzazione 3.0 porterà le aziende a ripensare all'organizzazione, alle procedure e ai processi, ma offrirà anche grandi opportunità per ottenere riduzioni dei costi e per migliorare efficienza e flessibilità"
[tit:Vantaggi e criticità: la parola a vendor]
Quali i reali vantaggi della virtualizzazione e quali le criticità da risolvere? Idc ha coinvolto sul tema due fornitori del settore IT quali
Trend Micro, Symantec e Veeam.
"I sistemi convenzionali di sicurezza quali firewall, Ips, ... non sono più idonei a mettere in sicurezza gli ambienti virtuali.
La sicurezza deve essere integrata con il singolo elemento dell'infrastruttua virtuale. In questa direzione il percorso da compiere è ancora lungo. Se è vero infatti che oggi esiste la percezione della validità della tecnologia virtuale bisogna dire che c'è ancora una scarsa considerazione dell'elemento sicurezza nella migrazione da ambiente fisico ad ambiente virtuale", sostiene
Maurizio Martinozzi, Manager, Sales Engineering, Trend Micro. E in termini di
affidabilità delle applicazioni? "Sono poche le aziende che hanno affrontato il tema dell'affidabilità applicativa degli ambienti virtuali. Symantec da parte sua si è concentrata per offrire gli stessi vantaggi degli ambienti fisici in quelli virtuali. Fino ad ora molti hanno cercato di risolvere il problema ricorrendo a cluster tradizionali senza utilizzare strumenti di monitoring. Molti ambienti mission critical non sono stati virtualizzati. La risposta Symantec passa dalla collaborazione con Vmware. Symantec combina il proprio prodotto Veritas Cluster con il tool di monitoring Vcenter di Vmware al fine di offrire l'alta affidabilità dal punto di vista applicativo.", spiega
Vincenzio Costantino, Senior Manager technical SAles organisations, Commercial and Channel, Symantec Italy.
Sempre in ambito di sicurezza risultano
elementi critici anche la sicurezza sui device mobili e la gestione del dato. "L'esplosione dell'utilizzo degli end point, quali tablet e smartphone, porta con sé la necessità di garantire la sicurezza anche su questi dispositivi.. In questo caso l'anello debole della catena non è tanto il dispositivo quanto l'utente. Occorre garantire la sicurezza del end point indipendentemente che sia fisico o virtuale attraverso una piattaforma di gestione unica" dichiara Martinozzi di Trend Micro.
E sul tema della gestione del dato interviene
Vincenzo Costantino di Symantec: "Oggi non esistono ancora sistemi adeguati di bak up in ambito virtualizzato; si utilizzano ancora strumenti puntuali e spesso chi fa back up dell'ambiente virtualizzato, lo fa su un ambiente non protetto nel modo corretto. E' quindi necessario uniformare e proteggere i dati indipendentemente dal fatto che l'infrastruttura IT sia virtualizzata o meno. Deve esistere un piano organico e un sistema unico di back up".
E pur riconoscendo che il Cloud Computing sia un trend inarrestabile e ormai avviato, tutti concordano sul fatto che debba essere intrapreso dopo un'attenta e ponderata valutazione: "A fronte di innegabili vantaggi anche il Cloud Computing, se non pianificato in modo corretto, porta anche a svantaggi. Per questo richiede una pianificazione a priori. E non sempre è il percorso giusto per un'azienda. L'innovazione tecnologica fine a sé stessa non ha alcun senso; deve essere calibrata sulle reali necessità delle organizzazioni", chiosa
Fabio Alghisi, Sales Manager Italia, Veeam.