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: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista

PMI, possibile raddoppio del fatturato entro il 2030 grazie all'AI

Se il 60% delle imprese con più di 10 dipendenti adottasse soluzioni di IA, in linea con gli obiettivi della strategia europea “Decade Digitale”, si potrebbero generare ricavi aggiuntivi pari a circa 1.300 miliardi di euro. È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata dall’Istituto per la Competitività (I-Com), in collaborazione con TeamSystem, presentata ieri alla Camera dei Deputati nel corso dell‘evento pubblico “L’impresa dell’IA” promosso dall’On. Gusmeroli

Mercato

L’Intelligenza Artificiale si conferma una leva decisiva per la competitività delle piccole e medie imprese italiane.
Secondo una nuova ricerca condotta dall’Istituto per la Competitività (I-Com) in collaborazione con TeamSystem – tech & IA company italiana nota nellambito dello sviluppo di piattaforme digitali per la gestione del business di imprese e professionisti –, se il 60% delle oltre 246.000 imprese italiane con più di 10 addetti adottasse almeno una tecnologia di Intelligenza Artificiale entro il 2030, si potrebbero generare ricavi aggiuntivi pari a circa 1.300 miliardi di euro, che equivale a raddoppiare la crescita di fatturato media degli ultimi cinque anni. Un potenziale ancora in gran parte inespresso, che evidenzia l’urgenza di accelerare sul fronte della trasformazione digitale e dell’innovazione.

Nel 2024, infatti, solo l’8,2% delle imprese italiane di media e grande dimensione ha integrato l’IA nei propri processi – un dato in miglioramento rispetto al 5% del 2023, ma ancora distante dalla media UE (13,5%) e soprattutto dal target del 60% previsto dalla strategia europea “Decade Digitale”. Eppure, l’impatto dell’adozione di queste tecnologie è già misurabile: a parità di settore, dimensione aziendale e area geografica le imprese che nel 2024 hanno adottato l’IA hanno registrato in media il 12% in più di ricavi rispetto a quelle che non lo hanno fatto.

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A guidare l’adozione sono soprattutto le imprese di media dimensione e i settori dell’informatica, della produzione audiovisiva e delle telecomunicazioni. Cresce anche la propensione all’investimento: un quinto delle imprese italiane prevede di destinare risorse all’AI nel prossimo biennio.

Tuttavia, lo studio mostra uno stato della digitalizzazione delle imprese italiane nel 2024 ancora disomogeneo e caratterizzato da ritardi strutturali, con un forte il divario in termini di competenze digitali. La carenza di skill interne è indicata come ostacolo principale all’adozione dell’IA dal 67,4% delle aziende che già la utilizzano, a conferma di una difficoltà ancora ampiamente condivisa. Solo il 2,2%, infatti, dichiara di avere un livello di competenze “molto buono”, mentre oltre la metà si posiziona su livelli che definisce “scarsi” o “molto scarsi”.

Oltre a fornire un quadro aggiornato sul livello di adozione dell’IA, la ricerca evidenzia l’importanza di politiche pubbliche mirate – inclusi incentivi fiscali e programmi di accompagnamento – per supportare le PMI nel percorso di digitalizzazione. Tra le misure ritenute più urgenti: la semplificazione delle agevolazioni legate al Piano Transizione 5.0, l’introduzione di incentivi coerenti con il modello as a service semplici e pienamente accessibili anche per le PMI, il miglioramento dell’alfabetizzazione digitale dei decisori aziendali attraverso incentivi alla formazione e la consulenza di centri di competenza e dei Digital Innovation Hub.

I risultati della ricerca sono stati presentati il 17 giugno, a Roma, presso la Camera dei Deputati, nel corso di un evento promosso su iniziativa dell’On. Alberto Luigi Gusmeroli, Presidente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo. All’appuntamento hanno preso parte – accanto a TeamSystem e a I-Com – rappresentanti delle istituzioni, del mondo delle imprese e dell’innovazione digitale.

Alberto Luigi Gusmeroli, Presidente Commissione Attività produttive, commercio e turismo Camera dei Deputati, ha dichiarato: «L’intelligenza artificiale rappresenta una delle sfide più importanti e, al tempo stesso, una delle opportunità più straordinarie per il futuro del nostro sistema produttivo. Il convegno “L’impresa dell’IA”, promosso oggi alla Camera dei Deputati, ha voluto accendere i riflettori su un tema cruciale: come accompagnare le piccole e medie imprese italiane in un percorso di innovazione che sia concreto, accessibile e sostenibile, per questo ringrazio gli organizzatori ed i relatori che oggi sono intervenuti per i loro qualificati contributi. I dati presentati dallo parlano chiaro: se il 60% delle PMI italiane adottasse soluzioni di IA entro il 2030, potremmo generare ricavi aggiuntivi per oltre 1.300 miliardi di euro. Ma per raggiungere questo traguardo servono politiche pubbliche mirate, incentivi semplici e strumenti formativi efficaci. Come Commissione Attività Produttive, dopo aver concluso un’indagine conoscitiva parlamentare sulle opportunità che l’IA può essere per il sistema produttivo italiano che è diventata la base per la recente legge sul tema, continuiamo ad essere impegnati nel costruire un ecosistema normativo e istituzionale che favorisca la transizione digitale delle imprese, valorizzando il ruolo dell’IA come leva di competitività e crescita. L’Italia ha tutte le carte in regola per essere protagonista di questa trasformazione: dobbiamo solo creare le condizioni giuste perché ciò accada».

Daniele Lombardo, Direttore Marketing, Comunicazione e Relazioni Istituzionali di TeamSystem ha commentato: «L’Intelligenza Artificiale rappresenta per le PMI una leva concreta per aumentare l’efficienza, migliorare la capacità decisionale e accelerare l’innovazione. Ma affinché il suo potenziale si traduca in valore reale, è fondamentale creare le condizioni giuste per favorirne l’adozione. Tra queste, un ruolo centrale spetta alle politiche pubbliche. Occorre puntare su strumenti semplici, mirati e coerenti con le esigenze delle imprese: dagli incentivi alla formazione, fino al sostegno per l’adozione di soluzioni in modalità as a service, che stanno dimostrando di essere le più accessibili per le realtà meno strutturate. TeamSystem è pronta a fare la sua parte, mettendo a disposizione un’offerta concreta e scalabile, ma è necessario un quadro di accompagnamento chiaro ed efficace per accelerare davvero la trasformazione digitale del tessuto produttivo italiano».

Tommaso Cohen, Chief Operating Officer di TeamSystem, ha aggiunto: «I risultati della ricerca realizzata grazie a I-Com offrono una conferma e un riscontro concreto di quanto, come TeamSystem, osserviamo ogni giorno: l’adozione diffusa dell’Intelligenza Artificiale da parte delle PMI italiane genera, può generare e continuerà a generare un impatto economico dirompente. In questo scenario, TeamSystem si pone al fianco delle PMI per favorire una trasformazione digitale diffusa, capace di coinvolgere anche le realtà imprenditoriali più piccole e con minore capacità di investimento. Il nostro impegno non si esaurisce, infatti, nello sviluppo di soluzioni tecnologiche, ma si traduce anche nella costruzione di un contesto favorevole all’adozione dell’IA e delle tecnologie emergenti, affinché diventino leve concrete e sostenibili per una crescita stabile e inclusiva».

Stefano da Empoli, Presidente dell’Istituto per la Competitività (I-Com) ha sottolineato che «lo studio che abbiamo realizzato nell’ambito dell’iniziativa condotta insieme a TeamSystem mostra come sia senz’altro in aumento l’interesse e la sperimentazione dell’IA a livello aziendale ma d’altro canto, agli attuali ritmi, non riusciremo a raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati al 2030 nell’ambito della strategia digitale europea. E questo significherebbe precludere alle imprese italiane e in particolare a quelle sotto i cinquanta dipendenti, che costituiscono più del 90% della platea aziendale nazionale, un’opportunità storica di sviluppo, per sé stesse e per il nostro Paese. Per dare un’accelerazione al percorso di adozione dell’IA da parte del nostro sistema produttivo servono incentivi pubblici dedicati ma sono almeno altrettanto necessari percorsi di accompagnamento e formazione rivolti in primis ai piccoli imprenditori».

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