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L’AI accelera in Europa: investimenti verso quota 470 miliardi

Secondo IDC la spesa delle organizzazioni europee per l’intelligenza artificiale crescerà del 35% annuo fino al 2030. Bancario, IT e retail sono i settori più coinvolti, la Sanità è quello a più rapida crescita degli investimenti

Mercato Tecnologie & Trend

Fonte: AI ChatGPT

L’intelligenza artificiale sta conquistando un ruolo sempre più centrale nei budget tecnologici delle organizzazioni europee. Secondo la IDC Worldwide AI and Generative AI Spending Guide 2026 V2, la spesa complessiva di imprese ed enti pubblici del continente arriverà a sfiorare i 470 miliardi di dollari nel 2030. Tra il 2025 e il 2030 il mercato è previsto crescere con un tasso annuo composto del 35%.

Una componente determinante di questa espansione sarà l’intelligenza artificiale generativa. Le soluzioni GenAI hanno già un peso significativo nei progetti delle organizzazioni europee e, secondo le previsioni IDC, entro la fine del periodo considerato rappresenteranno oltre il 55% dell’intero mercato AI.

La crescita degli investimenti avviene in un contesto economico tutt’altro che semplice. Secondo IDC, a sostenere la domanda sono soprattutto i risultati concreti che le piattaforme di intelligenza artificiale e le soluzioni GenAI stanno producendo in ambiti come l’efficienza dei costi, la customer experience e la gestione del rischio. Di conseguenza, le aziende continuano a spostare risorse verso l’AI anche mentre devono confrontarsi con tensioni geopolitiche, problemi nelle supply chain e gli effetti dei dazi.

Il tema non è più, quindi, se introdurre l’intelligenza artificiale nei processi aziendali, ma quanto le organizzazioni siano preparate a farlo. "Nonostante le tensioni geopolitiche e le difficoltà delle supply chain, gli investimenti europei nell'AI rappresentano la priorità che le organizzazioni tutelano per prima quando operano tagli altrove", afferma Carla La Croce, Research Manager Data and Analytics di IDC. La dinamica, aggiunge l'analista, segnala il passaggio "dall'uso sperimentale all'implementazione operativa e strategica", con una maggiore attenzione a efficienza operativa, mitigazione dei rischi e resilienza. 

Il software traina il mercato

Dal punto di vista tecnologico, è il software a concentrare la spinta maggiore. Il comparto crescerà con un CAGR del 43,9% tra il 2025 e il 2030, mentre per le piattaforme di AI il tasso previsto supera il 61%. Un'evoluzione che accompagna il passaggio dagli assistenti AI destinati a singole funzioni, come i sistemi di tipo copilot, verso architetture nelle quali più agenti collaborano tra loro con un livello limitato di supervisione umana. 

A questa trasformazione si aggiunge l’impatto regolatorio dell’AI Act europeo. Le scadenze previste dalla normativa stanno entrando progressivamente nella fase operativa: dal 2 agosto 2026 sono applicabili gli obblighi relativi alla trasparenza verso gli utenti e la maggior parte degli obblighi riguardanti i sistemi ad alto rischio. Un ulteriore passaggio è previsto il 2 agosto 2027, quando diventeranno operative le restanti disposizioni relative ai sistemi ad alto rischio e quelle per i modelli di intelligenza artificiale per finalità generali, i cosiddetti GPAI.

Per IDC, l'introduzione progressiva di questi requisiti sta già incidendo sui tempi con cui le imprese europee procedono nell'adozione di sistemi di AI autonoma. 

Banche, IT e retail trainano la spesa

Il settore bancario è quello che, nel 2026, destina la quota maggiore della spesa europea all’intelligenza artificiale: il 12,6% del mercato. Se si considerano complessivamente banche, assicurazioni e altri servizi finanziari, la percentuale sale al 19,2%.

Nel comparto finanziario l'AI viene impiegata soprattutto per l'analisi delle frodi, la threat intelligence, l'automazione dei contact center e i servizi self-service. Secondo IDC, il settore sta inoltre passando dai progetti pilota a forme di automazione multi-agente applicate anche a processi mission-critical. 

Al secondo posto per livello di investimenti si colloca il settore software e servizi informativi. In questo caso, oltre la metà della spesa è destinata alla realizzazione e disponibilità di infrastrutture AI. Le organizzazioni stanno infatti orientando i propri budget verso servizi PaaS e IaaS necessari a ospitare workload basati su agenti autonomi.

Il settore retail occupa la terza posizione. Le vendite attraverso i canali digitali costituiscono ancora il principale caso d'uso, seguite dal customer service supportato dall'intelligenza artificiale e dalla fornitura di infrastrutture AI. La ricerca IDC evidenzia inoltre che i retailer stanno privilegiando gli impieghi nei quali il ritorno dell'investimento è più facilmente misurabile: alcuni operatori della moda hanno ottenuto risparmi di tempo attraverso piattaforme AI sviluppate internamente, mentre altri hanno inserito processi di acquisto basati su ChatGPT nella customer experience. 

Il primato in termini di crescita della spesa spetta invece alla sanità. Per il segmento *Healthcare Provider*, IDC prevede un CAGR del 41% tra il 2025 e il 2030. Nel solo 2026, l'ottimizzazione dei flussi di lavoro clinici e delle risorse dovrebbe rappresentare quasi due terzi del mercato del comparto. 

Una crescita destinata a proseguire nei prossimi anni

Come accennato all'inizio, la traiettoria delineata da IDC indica una crescita a doppia cifra della spesa europea in AI anche nei prossimi anni, fino almeno al 2030. Tra i fattori che alimenteranno il mercato ci sono l'espansione delle piattaforme di intelligenza artificiale, lo sviluppo di architetture cloud-native e l'inserimento di soluzioni AI verticali nelle strategie delle diverse industrie. 

In questo scenario, l'AI agentica viene indicata come il principale catalizzatore dell'evoluzione del mercato. Non mancano tuttavia elementi di freno: la frammentazione normativa legata all'implementazione progressiva dell'AI Act, la carenza di competenze specialistiche e la pressione delle aziende sull'ottimizzazione dei costi cloud.

La combinazione di questi fattori sta facendo emergere nuove esigenze sul fronte della governance dell'intelligenza artificiale e alimentando, secondo IDC, anche la domanda di polizze assicurative specifiche per l'AI.

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