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WikiLeaks, nei documenti gli attacchi a Google e il giudizio su Berlusconi

WikiLeaks ha pubblicato nuovi documenti. Tra di essi ve ne sono anche alcuni riguardanti l'Italia, in particolare in merto al premier Silvio Berlusconi. Nei file si parla anche degli attacchi a Google dietro ai quali vi sarebbe la Cina.

Tecnologie & Trend
Come annunciato nei giorni scorsi, il sito WikiLeaks ha pubblicato in rete circa 251.287 documenti, tra i quali ve ne sono alcuni riguardanti l'Italia.In particolare l'attenzione è puntata sulle relazioni tra Italia e Russia, sul rapporto confidenziale che il Premier Berlusconi avrebbe con Putin e Gheddafi, ma anche sui festini, definiti "selvaggi" e sulla vita notturna del Presidente del Consiglio italiano.
In tali documenti, Berlusconi viene dipinto come "incapace, vanitoso e inefficace, per essere un moderno leader europeo" e ancora "fisicamente e politicamente debole a causa delle frequenti lunghe nottate che gli impediscono di riposarsi abbastanza".
wikileaks-nei-documenti-anche-berlusconi-e-gli-att-1.jpgIl Premier, in una comunicazione del 2009 firmata da diplomatici americani, è stato definito anche "portavoce di Vladimir Putin in Europa". Il ministro degli esteri Franco Frattini si dichiara molto preoccupato, definendo la pubblicazione "l'11 settembre della diplomazia".
Berlusconi, da parte sua, non ha rilasciato commenti ma, secondo quanto è stato riferito da fonti a lui vicine, avrebbe riso nel leggere le rivelazioni.
I file non hanno risparmiato nessuno: la Russia è stata definita "uno Stato della mafia", Ahmadinejad "il nuovo Hitler", Gheddafi "un ipocondriaco" e Sarkozy "un imperatore nudo".
Dai documenti si evince inoltre che dietro i cyber attacchi nei confronti di molte aziende americane attive in Cina (tra cui Google) ci sarebbe la Cina stessa, che avrebbe iniziato a tramare contro Google già dal 2002.
Gli attacchi, denunciati lo scorso gennaio, avrebbero fatto parte di una campagna coordinata da figure del governo ed eseguita da pirati informatici esperti reclutati dal governo cinese.
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