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Yara Gambirasio: le ricerche sono sospese, l'indagine riparte ora dalla palestra

E ora si ricomincia quasi da capo. Le ricerche su Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni scomparsa il 26 novembre 2010, dopo essere uscita da una palestra di Brembate Sopra, vicino a Bergamo, continuano e si riparte sugli accertamenti relativi ai frequentatori e il personale del centro sportivo dove si allenava la ragazza.

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E ora si ricomincia quasi da capo. Le ricerche su Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni scomparsa il 26 novembre 2010, dopo essere uscita da una palestra di Brembate Sopra, vicino a Bergamo, continuano e si riparte sugli accertamenti relativi ai frequentatori e il personale del centro sportivo dove si allenava la ragazza. E' da qui che ripartono le indagini perchè nel diciassettesimo giorno di ricerche di Yara tramontano tutte le piste. Continuano anche i controlli sulle 15.000 telefonate fatte a Brembate Sopra e dintorni la sera della scomparsa e anche tra le immagini delle telecamere dell'autostrada.
Si fa strada l'ipotesi e le speranze innescate dalle parole del procuratore capo di Bergamo che ha affermato che "si cerca Yara viva". Anche la madre della ragazzina sostiene, infatti, che effettivamente c'è molta speranza. E in più, sottolinea la donna, la solidarietà che la famiglia riceve dalla gente: "Con le telefonate, con lettere da persone che non conosciamo assolutamente. Venerdì scorso abbiamo anche ricevuto una lettera di otto detenuti, è una delle lettere più belle ricevute".
In questo momento, dopo che Mohammed Fikri, il giovane tunisimo precedentemente indiziato numero uno nelle indagini sulla scomparsa di Yara Gambirasio, è risultato estraneo ai fatti, le indagini sono a un punto morto. Si torna a indagare anche nell'ambito delle attività di famiglia, anche se i coniugi di Yara sostengono "di non avere nemici".
E nei giorni scorsi sono stati aperti anche ai giornalisti i cancelli del grande cantiere del centro commerciale di Mapello che da quasi due settimane è di fatto uno dei centri nevralgici della ricerche di Yara Gambirasio.
I carabinieri hanno voluto mostrare il funzionamento del georadar, il macchinario dei Ros di Roma che permette di analizzare le strutture in cemento armato e rintracciare ogni anomalia. Attraverso un sistema di onde che rimbalzano (proprio come un normale radar) può mostrare anche in tre dimensioni ogni oggetto fino a dodici metri di profondità. Si cerca insomma di capire se, nel caso in cui Yara sia stata uccisa, il suo corpo possa essere stato nascosto in una delle gettate di cemento effettuate nel cantiere tra la sera della scomparsa e la mattina succesiva. Il meccanismo è stato utilizzato negli ultimi tre giorni nel cantiere di Mapello, ma verrà usato anche in altri cantieri della zona.
Studentessa modello alle Orsoline, Yara Gambirasio, è una promessa della ginnastica ritmica. Venerdì 26 novembre era andata come sempre ad allenarsi al centro sportivo che si trova a soli 700 metri dalla sua abitazione e non è più tornata.yara-il-gip-non-chiede-la-carcerazione-del-tunisin-1.jpgNei giorni scorsi è stato anche prosciugato un pozzo, nei pressi di un cascinale, senza nessun riscontro, così come hanno setacciato altri luoghi adiacenti a Brembate Sotto le forze di polizia senza trovare nessun riscontro.
Come sono senza risultato anche i controlli effettuati nella cava di Palazzago in cui aveva lavorato in passato il giovane marocchino residente a Montebelluna, in provincia di Treviso. I problemi del ragazzo sono iniziato a caua di una frase pronunciata al proprio telefonino che i traduttori avevano interpretata come "Che Allah mi perdoni, non l'ho uccisa io", traduzione che poi si è rivelata errata.
 Nelle indagini sono ora coinvolti anche due persone, italiane, di cui già si parlava nel corso delle prime  indagini ma per ora non si sa nulla di più.
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Alle ricerche partecipa anche la community di Facebook con un fitto tam tam mediatico.
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