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No Fly Zone, sì dell'Onu. Gheddafi: siamo pronti a vendicarci

10 voti a favore, 5 astenuti e nessun voto contrario. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato la risoluzione che autorizza l'imposizione di una no fly zone sulla Libia con tutti i mezzi a disposizione, incluso il ricorso all'uso della forza. Di contro "Ogni operazione militare estera contro la Libia metterà a rischio tutto il traffico aereo e marittimo nel Mediterraneo, e ogni mezzo mobile civile o militare sarà obiettivo di una controffensiva libica", ha precisato un portavoce

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10 voti a favore, 5 astenuti (Cina, Brasile, Germania, India e Russia) e nessun voto contrario. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato la risoluzione che autorizza l'imposizione di una no-fly zone sulla Libia "con tutti i mezzi a disposizione", incluso il ricorso all'uso della forza.
La bozza approvata in tarda serata del 17 marzo (ora italiana) prevede che siano adottate tutte le misure necessarie per proteggere i civili in Libia, esclusa l'occupazione.
E' dunque valida l'opzione di raid aerei mirati contro le posizioni dell'esercito del regime libico di Gheddafi, e questi potrebbero avvenire nel giro di poche ore.
Intanto sul fronte interno libico si è diffusa la voce che a  Bengasi, la roccaforte dei rivoltosi nella Cirenaica, verrà attaccata dalla aviazione fedele al rais libico.
"Preparatevi, stiamo arrivando - ha detto il Colonnello, in un messaggio audio diffuso dalla tv libica - Chi consegnerà le armi e si darà alla fuga non dovrà temere e non sarà perseguito".
 A Bengasi però gli insorti hanno promesso battaglia e subito dopo il via libera dell'Onu all'intervento militare sono scesi in strada per festeggiare con canti e grida di giubilo.

La risposta del colonnello non si è fatta attendere dopo il si della risoluzione internazionale alla no fly zone. Il Ministero della Difesa libico ha minacciato di attaccare il traffico aereo e marittimo sul Mediterraneo in caso di intervento militare estero nel Paese.
"Ogni operazione militare estera contro la Libia metterà a rischio tutto il traffico aereo e marittimo nel Mediterraneo, e ogni mezzo mobile civile o militare sarà obiettivo di una controffensiva libica", ha precisato un portavoce del ministero della Difesa di Tripoli, citato dalla Jana.
 Anche gli Stati Uniti, dopo le titubanze delle ultime settimane, si sono schierati apertamente a favore della messa in sicurezza dello spazio aereo. Nell'ultima versione della bozza in discussione all'Onu è previsto il «divieto di sorvolo per tutti i voli» nello spazio aereo libico. Stando al testo di cui la France Presse ha ottenuto una copia, la protezione internazionale dovrebbe essere estesa anche al capoluogo della Cirenaica e i paesi arabi saranno chiamati a collaborare all'applicazione della no fly zone.
Fonti diplomatiche hanno ipotizzato com ll'agenzia di stampa francese che, con il via libera del palazzo di Vetro, potrebbero partire in nottata anche raid aerei mirati contro le postazioni militari di Gheddafi.
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