Secondo la Banca Mondiale l'evento sismico, e relativo disastro tsunami, costerà qualcosa come 165 miliardi di euro, pari al 4% del PIL giapponese. Intanto oggi Nissan riapre le attività.
Il terremoto in Giappone e i successivo disastro provocato dallo tsunami lo scorso 11 marzo potrebbero costare all'economia giapponese qualcosa come 235 miliardi di dollari (circa 165 miliardi di euro), pari al 4% del PIL giapponese. Lo ha reso noto oggi la Banca mondiale nel suo ultimo rapporto sull'economia dell'Asia orientale e del Pacifico, sottolineando tuttavia che la ricostruzione potrebbe agevolare una rapida ripresa dell'economia del paese del Sol Levante dopo una stagnazione in corso da diversi anni. Iniziano alcuni importanti segnali di avvio alla normalità nel paese: oggi Nissan Motor riparte con la produzione di componenti in sei dei suoi impianti in Giappone. Nissan, si legge in una nota, inizierà a produrre i pezzi di ricambio per il mercato locale e per le parti necessarie agli stabilimenti all'estero.
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