Settore IT in piena crisi, Cosa fare? La ricetta Assintel-Nextvalue

Pubblicato il: 21/10/2009
Autore: Irene Canziani

il settore IT italiano registra una riduzione della spesa pari al 4,5% attestandosi a 20.863 milioni di Euro. Il momento nero per le imprese del settore, soprattutto nell’ambito dei servizi, è destinato a perdurare fino al primo trimestre 2010. Gatti (Nextvalue) e Rapari (Assintel) ipotizzano alcune strategie per uscire dalla crisi.

Dal Report sul Mercato del software e servizi 2009 realizzato da Nextvalue, in collaborazione con Assintel, i dati che emergono sottolineano come, a fronte di un generale clima di ottimismo, in cui l’economia dei vari paesi comincia già a pensare ad una exit strategy, i manager IT manifestino invece un diffuso pessimismo.
Si tratta del momento peggiore per l’Information Technology, un settore che, per dirla con le parole di Giorgio Rapari, presidente di Assintel, è ora colpito dall’”onda lunga dello tsunami della crisi economica”.
Il mercato IT italiano nel 2009 ha registrato un calo del 4,5% su base annua, al netto dei fenomeni inflattivi, con un volume complessivo che si attesta a 20.863 Milioni di Euro, registrando la performance peggiore dal 2001.
Il settore sta pagando ora lo scotto dei 6-9 mesi passati, momento in cui molti progetti e piani di innovazione si sono arrestati. Per questo, la situazione non è destinata a migliorare nel breve periodo: il momento nero per le imprese IT avrà il suo culmine nel prossimo inverno, e si protrarrà almeno fino al primo trimestre del 2010
Il dato più negativo è quello del mercato dei Servizi, che rimane in valore assoluto quello più consistente (9.379 Milioni di Euro), ma segna una flessione del -6,3%. In frenata anche l'Hardware (-5,1%, con un volume di 7.249 Milioni di Euro), mentre il Software registra una lieve crescita dello 0,6% trainata dal middleware.

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I segmenti di mercato più colpiti risultano essere le Banche (-6,5%) e l’Industria (-5,5%), subito seguiti da Commercio, Distribuzione e Servizi (-5,4%) e Telecomunicazioni e Media (-4,7%), mentre gli unici a permanere in positivo sono i reparti Utility e Consumer.

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Il problema non è solo italiano: una magra consolazione può venire dall’osservazione della situazione internazionale, che vede un calo generalizzato. La flessione dell’IT nostrano è in linea con l’andamento negativo della media UE (-4,5%), e si nota come tutti i mercati mondiali mostrino una frenata, compresi i mercati emergenti di India e Cina

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In questo contesto, cosa deve fare il settore per uscire dalla crisi? Alfredo Gatti, managing partner di Nextvalue, ipotizza alcune possibili risposte riassumendole nella formula “reinventare l’impresa”.
La ripresa potrebbe essere favorita da un cambio di prospettiva dell’IT italiano, che dovrebbe rivolgersi sempre più a concetti innovativi quali cloud computing e tecnologie 2.0, in grado di diminuire costi e tempi operativi. Un punto fondamentale è anche quello della collaborazione tra le imprese: Gatti sottolinea come, al momento attuale, il sistema del distretto sia ormai diventato obsoleto e incapace di rispondere pienamente alle sfide del mercato. È necessario, quindi, un cambio di filosofia, che abbandoni il concetto del canale passando a considerare l’ecosistema e la business community.
Rapari, infine, indica come necessario anche l’intervento del governo, la cui azione si dovrebbe rivolgere da una parte a tutelare il cittadino invogliandolo a spendere nell’IT (per esempio attraverso l’introduzione di sgravi per l’acquisto del Pc o di un nuovo concetto di rottamazione del software), dall’altra ad aiutare le imprese, attraverso provvedimenti come l’eliminazione dell’Irap e la riduzione dell’Iva. Si tratta, secondo il presidente, di “strumenti a basso costo per il sistema paese, ma in grado di rimettere in sesto l’economia dell’IT”.

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