Google e Verizon puntualizzano: la neutralità non si tocca

Pubblicato il: 11/08/2010
Andrea Sala

Dopo le polemiche nate in seguito alla proposta Google-Verizon su un piano di sviluppo del web, i due CEO delle società hanno spiegato meglio la loro proposta. Nessuna minaccia per la neutralità della rete, dicono.

In questi giorni sta facendo discutere la proposta siglata da Google e Verizon, proposta che fra gli altri punti comprende un sistema di prioritizzazione del traffico a pagamento. Comprensibile la preoccupazione di utenti e addetti ai lavori riguardo a uno degli aspetti chiave della rete: la sua neutralità.
Il polverone sollevato è stato così tanto che Eric Schmidt e Ivan Seidenberg, i CEO di Google e Verizon, hanno sentito la necessità di correggere il tiro attraverso un editoriale scritto a quattro mani e pubblicato sul Washington Post.
Nell'articolo i due ribadiscono che la proposta non intende minare la neutralità della rete, anzi, intende proprio preservarla intatta, per tutti. Per questo motivo le due società hanno stilato il piano, "con l'interesse comune in una rete più forte e riconoscendo l'importanza del progresso tecnologico, progresso che avviene solo quando i player del web cooperano insieme".
La proposta, scrivono, intende apportare delle migliorie a internet e definire meglio i ruoli di chi legifera in merito. I punti salienti - accesso libero e indiscriminato alla banda larga, trasparenza su rete fissa e mobile, ruolo della FCC e sviluppo di un network parallelo a quello pubblico - sono rimasti invariati.
Schmidt e Seidenberg hanno solo fornito la "giusta" chiave di lettura, dichiarando anche che il loro intento è solo quello di migliorare la situazione attuale della rete: nessuna intenzione, quindi, di issarsi su un trono che nessuna delle due aziende dichiara di volere.
Molti addetti ai lavori, tuttavia, hanno interpretato l'editoriale scritto in coppia come un affrettato tentativo di insabbiare la questione e distogliere l'attenzione dei media dalla proposta.
Da un altro punto di vista molti esperti si augurano che il piano Google-Verizon serva da sprone per la FCC e il Congresso Usa verso una legislazione adeguata alla rete così come la conosciamo.

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