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: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista

Un 2026 difficile da decifrare

Il Canale ICT si sta ancora interrogando su come allinearsi alla rivoluzione AI. Rimanendo positivi possiamo affermare che l'innovazione basata sull'intelligenza artificiale aprirà nuove prospettive di business.

Opinione

Mentre continuano a rinnovarsi i dubbi sull’effettivo ROI generato dagli innumerevoli progetti legati all'intelligenza artificiale, per esempio diversi CIO di medie e grandi aziende sostengono che siamo ancora di fronte ad aspettative irrealistiche, che possono solamente generare costi imprevisti (per esempio anche il Fondo Monetario Internazionale segnala che l’AI potrebbe generare pesanti correzioni finanziarie se i benefici produttivi non si materializzeranno come previsto), i principali analisti di mercato continuano a essere più che ottimisti.

Gartner, per citarne uno, ci dice che il giro d’affari mondiale che ruota intorno all’intelligenza artificiale nei prossimi dodici mesi supererà l’impressionante cifra di 4.500 miliardi di dollari, con una crescita del 44% rispetto all’anno solare precedente (in Italia per il comparto AI viene attribuito un valore tra 900 milioni e 1,2 miliardi di euro, a seconda delle stime, con una crescita superiore al 50%, trainata soprattutto dalla Generative AI), e che tutto questo verrà alimentato soprattutto dalla spesa in infrastrutture IT ovvero server, soluzioni storage e networking ovviamente ottimizzati per l’intelligenza artificiale.

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Sempre secondo Gartner, nel 2026 vedremo crescere ancora a velocità sostenuta le vendite di server e storage ottimizzati per l’intelligenza artificiale. Però, di contro, siamo sempre di fronte a un problema di lievitazione di prezzi e disponibilità di memorie e una continua carenza di CPU. Non a caso in questi ultimi giorni Intel ha dichiarato di aspettarsi che la carenza delle proprie CPU raggiungerà il massimo picco nel primo trimestre dell’anno 2026, poiché l’azienda ha indicato che il boom in corso dei data center AI ha creato una domanda sorprendentemente alta per i suoi processori server. Il risvolto negativo è che tutto questo potrebbe potenzialmente danneggiare la fornitura di chip per i PC. E generare una rapida ascesa dei prezzi nel comparto client PC. E che ci sia una rincorsa frenetica all’aumento delle prestazioni, lato server, viene ribadito anche da una recente dichiarazione del CEO di AMD che afferma di aspettarsi una domanda globale di calcolo di circa 100 volte superiore a quella atturale per i prossimi cinque anni.

Nel frattempo anche il Canale ICT sta interrogando su come allinearsi a tutto questo. Rimanendo positivi possiamo affermare che la rivoluzione AI aprirà nuove prospettive. Si pensi, per esempio, a quanto può valere la consulenza per l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle Pmi, ancora oggi con un tasso di innovazione che si attesta al 5% o la consulenza nell’integrazione di modelli generativi nei processi aziendali oppure diventare i partner di riferimento per le piattaforme AI gestite. Così come diversi distributori, che ancora oggi non hanno preso una direzione precisa sul business AI, potrebbero intraprendere un percorso a valore trasformandosi in veri e propri centri di competenza AI.

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