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Veeam, nell'era dell'Agentic AI il canale evolve verso la Data Trust

Dalla data protection alla data resilience fino alla Data & AI Trust: al VeeamON Tour 2026 di Milano il vendor racconta come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo la protezione delle informazioni e il ruolo dell’ecosistema dei partner

Vendor

Fonte: Veeam

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui le aziende utilizzano i dati. Ma, soprattutto, sta modificando il valore stesso delle informazioni: non basta più proteggerle e renderle disponibili, oggi è necessario garantire che siano affidabili, governate e sicure anche quando vengono utilizzate da agenti AI sempre più autonomi.

È questo il messaggio emerso al VeeamON Tour 2026, la cui tappa italiana si è svolta il lo scorso giugno al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano. Il tema dell’evento, “Converge for the Agentic Era”, sintetizza la direzione intrapresa da Veeam: resilienza, sicurezza, governance, identità, compliance e privacy devono convergere in un modello unificato capace di creare fiducia nel dato e accompagnare l’adozione dell’intelligenza artificiale.

Una trasformazione che riguarda la tecnologia, ma anche il modo in cui vendor, clienti e partner affrontano un mercato sempre più orientato all’AI.

L’Agentic AI è già una realtà

L’intelligenza artificiale agentica non rappresenta più soltanto una prospettiva futura, afferma Patrick Rohrbasser, VP Southern Europe di Veeam, che invita a guardare al fenomeno con un approccio concreto: “l’Agentic AI non è solo un’opportunità o un’opzione: sta crescendo in modo molto rilevante. Molti clienti stanno già andando in produzione su larga scala.”

Se l’adozione accelera, però, cambia anche la natura della sfida. Secondo Rohrbasser il punto centrale non è soltanto sviluppare modelli sempre più evoluti, ma creare le condizioni per poter utilizzare l’AI in modo affidabile: “Manca una layer tra i dati, il modello, l’orchestrazione e gli agenti per poter avere fiducia nell’AI. Se non si affronta questo tema, non si riesce a scalare l’intelligenza artificiale in modo sicuro.”

È proprio su questo elemento che si concentra l’evoluzione di Veeam, che punta a integrare resilienza, sicurezza, governance, compliance e privacy in un’unica piattaforma: “Unificando tutto questo in un’unica piattaforma si può avere una visione end-to-end completa dei dati gestiti e permettere all’AI di scalare in modo sicuro,” sottolineail manager.

Dalla data protection alla Data & AI Trust

Un percorso quello raccontato da Rohrbasser che trova continuità nelle parole di Alessio Di Benedetto, Country Manager Italy di Veeam. A lui il compito di declinare ulteriormente l’evoluzione dell’azienda - protezione del dato, resilienza del dato e oggi fiducia nel dato - e il nuovo posizionamento sul mercato. Un percorso iniziato vent’anni fa con la protezione degli ambienti virtuali e cresciuto nel tempo con l’ampliamento delle capacità di data protection e cyber resilience. Oggi, con l’affermarsi dell’intelligenza artificiale e degli agenti autonomi, emerge una nuova esigenza: i dati utilizzati dall’AI devono essere affidabili, governati e protetti.

Per questo il passaggio del vendor verso il modello di Data & AI Trust Company non rappresenta un semplice cambio comunicativo:  “Non si tratta di un semplice rebranding o messaggio di marketing, ma di un’evoluzione concreta dell’offerta che risponde a una trasformazione reale del mercato, in cui il punto d’attenzione si sposta verso la fiducia nei dati. Non è la tecnologia AI il limite, ma la fiducia nei dati che la alimentano.”

In questa prospettiva la resilienza assume un valore differente: non è più soltanto una capacità tecnica legata al ripristino, ma diventa una componente strategica per il business: “La resilienza, così concepita, diventa business.”

E la nuova AI Command Platform si inserisce proprio in questo percorso, integrando sicurezza, compliance, governance, privacy e resilienza per accompagnare le aziende verso un utilizzo più affidabile dell’intelligenza artificiale.

Il dato come centro della sicurezza

Una trasformazione di mercato che  richiede anche un nuovo approccio tecnologico. Ne parla sul palco Danilo Chiavari, Sr. Presales Manager Italy & Turkey di Veeam, che evidenzia come oggi sia necessario superare una visione limitata ai soli dati di backup o secondari: “La protezione deve estendersi ai dati di produzione, ai modelli AI e agli agenti che li utilizzano, offrendo una visibilità completa su dove si trovano le informazioni, chi vi accede, come vengono utilizzate e quali rischi possono generare”.

Secondo Chiavari, l’intelligenza artificiale porta anche a rivedere il concetto di sicurezza: “L’intelligenza artificiale sta mettendo in discussione i modelli Zero Trust, rendendo necessario spostare la sicurezza dal controllo degli agenti al controllo del dato.” Ne cosegue, quindi, che il dato diventa quindi il vero punto di controllo: “Proteggendo il dato in base a priorità e normative e a elementi nuovi, porta ad estendere la protezione anche ad agenti, infrastrutture e ambienti cloud.”

In questo scenario, in termini tecnologici si inserisce il Data Command Graph, un centro di controllo unificato che permette di analizzare le relazioni tra dati, sistemi e applicazioni, individuare elementi critici e definire con maggiore precisione cosa proteggere e cosa ripristinare.

Il canale evolve verso il ruolo di trusted advisor

Una trasformazione tecnologia che coinvolge inevitabilmente anche il modello di collaborazione con il canale, come racconta Elena Bonvicino, Sr. Manager of Channel Italy di Veeam: “L’evoluzione verso la Data Trust apre nuove opportunità per service provider, system integrator e reseller”.

In questo scenario, i service provider possono ampliare la propria offerta con servizi continuativi legati a sicurezza e resilienza; i system integrator assumono un ruolo sempre più importante nella governance del dato; i reseller possono evolvere verso un approccio consulenziale, aiutando i clienti a comprendere il livello di maturità della propria sicurezza.

“I reseller ampliano la capacità di offrire soluzioni e diventano consulenti che supportano i clienti nella comprensione della maturità della sicurezza del dato,” chiarisce.

Il cambiamento porta quindi il partner oltre la semplice fornitura tecnologica: “I partner non sono più solo fornitori di licenze, ma trusted advisor.”

Va da sé che la componente servizi diventa sempre più importante e la conversazione si sposta dall’IT manager agli executive, perché la protezione del dato e la fiducia nell’intelligenza artificiale diventano temi strategici per il business.

La fiducia nel dato è la nuova leva competitiva

VeeamON Tour 2026 di Milano conferma e ribadisce ciò che il vendor ha delineato nel corso di VeeamON Tour a New York: l’evoluzione della protezione del dato non si ferma al backup, ma prosegue verso un modello in cui resilienza, sicurezza, governance e affidabilità delle informazioni diventano elementi fondamentali per sfruttare il potenziale dell’intelligenza artificiale. Per Veeam il percorso iniziato vent’anni fa continua quindi a evolvere: dalla data protection alla data resilience fino alla Data & AI Trust.

“E in questa nuova fase il canale assume un ruolo centrale, perché saranno competenze, consulenza e capacità di accompagnare i clienti a determinare il valore della trasformazione digitale nell’era dell’AI”, conclude Elena Bonvicino.

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