Russia 2018, dati e statistiche con il Football Big Data

Pubblicato il: 18/06/2018
Redazione ChannelCity

Statistiche, cabale, ipotesi. In attesa di verificare sul campo chi sarà il nuovo "Campione del Mondo", Oracle ci accompagna nel football Big Data.

Russia 2018, la ventunesima edizione dei campionati mondiali di calcio è iniziata: 32 squadre, 64 partite, un mese di sport e… tantissimi dati. Oggi si possono analizzare i dati con strumenti che permettono di visualizzare informazioni che in passato erano difficili da catturare e queste informazioni possono anche offrire spunti interessanti.
Quanti gol si fanno in media? Il fattore “casa” aiuta a vincere la coppa per i paesi ospitanti? In quale stadio si segna di più? E i dati sugli arbitri e il numero di maglietta del capitano cosa hanno da raccontarci?
Oracle si è messa al lavoro per analizzare dei dati storici relativi alla World Cup: che possano dire o no qualcosa su come andrà a finire quest’anno, si possono scoprire tante cose.
Le analisi  sono state condotte con lo strumento Oracle Data Visualization.

La maglietta del capitano
Analizzando le informazioni dalle precedenti edizioni si conferma che il numero 10 è la maglietta più popolare: oltre 200 capitani l’hanno indossata finora. Subito dopo troviamo il numero quattro e – naturalmente – ogni capitano che ha avuto il ruolo di portiere ha sempre indossato il numero 1.

Arbitri e vincitori
Oracle ha analizzato con la visualizzazione dati le informazioni per scoprire se c’è correlazione tra la nazionalità dell’arbitro e la probabilità che una delle due squadre in campo vinca.
Naturalmente nessun arbitro può partecipare alle gare del proprio paese, ma potrebbe esserci qualche “bias” involontario? Fortunatamente non sono emerse particolari correlazioni. Alcuni paesi però hanno sempre vinto quando l’arbitro proveniva da un paese del loro stesso continente.
Una curiosità: nonostante la forte rivalità, arbitri inglesi hanno arbitrato molte partite in cui la Germania ha vinto e arbitri tedeschi hanno arbitrato molte partite in cui ha vinto l’Inghilterra.

Il vantaggio di giocare in casa
Ospitare il torneo ha naturalmente dei vantaggi. Sia l’Inghilterra nel 1966 sia la Francia nel 1998 hanno vinto la loro unica coppa del mondo da paese ospitante;  anche Uruguay (1930), Italia (1934) e Argentina (1978) hanno vinto una delle loro coppe quando il campionato si giocava a casa loro.
Ma il successo è più probabile se la coppa si gioca in un paese del proprio continente? Dai dati è emerso che alcune nazioni europee (Italia, Germania, Francia e Inghilterra) hanno avuto più successo giocando in Europa – anche Uruguay e Argentina se la sono cavata meglio in Sud America.
Il Brasile è a un altro livello:  ha vinto ovunque, in ogni continente.
In generale è più probabile vincere se si gioca nel proprio continente, ma questo trend nelle ultime due edizioni non si è verificato: infatti la Germania ha vinto in Brasile nel 2014 e Spagna nel 2010 ha vinto in Sud Africa.

Quanti gol si fanno?
Si fanno ancora tanti gol in ogni partita come in passato? Sembra di no. Dagli anni 30 ai 50 le goleade non erano rare e in media si segnavano quattro/cinque reti a partita. Ma dagli anni 60 c’è stato un calo: meno di tre gol per gara. L’edizione che ha visto più gol in assoluto è stata la coppa giocata nel 54 in Svizzera dove ci sono stati in media più di cinque gol a partita: quando si dice spendere bene i soldi del biglietto!

Metterla in rete: lo stadio conta?
Infine, si è analizzato in quali stadi e in quali regioni sono stati segnati più goal e se i gol sono stati segnati dalla squadra “in casa” o dalle altre. Lo stadio in cui si sono segnati più gol è il St. Jakob Stadium di Basilea, che nel 1954 ha ospitato solo sei partite in cui sono stati segnati più di 44 gol.
Uno stadio in cui sono segnati ancora più goal in realtà esiste: è l’Estadio Atzeca in Messico che ha visto ben 52 reti, segnate però in due diverse edizioni (1970 e 1986).
Ecco quindi come analizzare i dati con strumenti che aiutano a visualizzarli e a fare analisi in modo semplice può servire anche a sfatare convinzioni comuni o scoprire correlazioni inaspettate. In bocca al lupo a tutti, anche se l’Italia purtroppo non c’è…!

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