▾ G11 Media: | ChannelCity | ImpresaCity | SecurityOpenLab | Italian Channel Awards | Italian Project Awards | Italian Security Awards | ...

: L'innovazione per le PMI al centro dell'evento del prossimo 24 febbraio 2026 | Lainate (Milano) | La Pista

Cybersecurity, le sfide per il 2023

Oltre al perdurare della crisi sanitaria, il 2022 è stato caratterizzato da altri importanti avvenimenti, tra cui crisi economiche, ambientali e sociali, conflitti geopolitici e l’emergere di un’intelligenza artificiale quasi accessibile a tutti. Quali sfide si prospettano per le aziende nel 2023? Stormshield, produttore europeo leader nel settore della cybersecurity, mette nero su bianco alcune previsioni.

Tecnologie & Trend

Quali sfide si prospettano per le aziende nel 2023? Stormshield, produttore europeo leader nel settore della cybersecurity, mette nero su bianco alcune previsioni.

La sfida del reclutamento di talenti

Il mercato del lavoro della cybersecurity soffre da diversi anni di una grave carenza di personale specializzato. Secondo lo studio di (ISC)2 Cybersecurity Workforce Study 2022 sarebbero almeno 3,7 milioni i posti vacanti in tutto il mondo.

Sulla scia delle grandi ondate di licenziamenti e dimissioni post-lockdown, anche il settore della cybersicurezza sta assistendo ad una crescente fluttuazione del personale. La gravità della situazione dà adito ad un terribile quesito: un’azienda di cybersecurity può fallire per penuria di risorse umane? Per alcune imprese il 2022 è stato un vero e proprio banco di prova, e la situazione è destinata a riconfermarsi nel 2023: bisognerà aspettarsi SOC dalle risorse insufficienti, incapaci di reagire abbastanza rapidamente a un allarme critico? Oppure aziende senza un responsabile della cybersecurity?

Qualcosa nel settore si sta fortunatamente muovendo. Il contesto geopolitico del 2022 ha spinto gruppi di hacker etici a sostenere i governi, una tendenza che potrebbe continuare nel 2023, magari in modalità strutturata. Dall'altro lato, la sensibilizzazione nelle scuole e il numero crescente di corsi di formazione sulla cybersicurezza rappresentano segnali promettenti per il futuro. Ma la formazione di nuovi talenti solleva altri interrogativi: quando potremo avvalercene? Si tratta di una strategia affidabile a lungo termine? A tal proposito, occorre osservare con attenzione ciò che sta accadendo a Google, Microsoft o persino Meta. E se l’ondata di licenziamenti nel settore tech rappresentasse un’opportunità per quello della cybersecurity? L’interrogativo rimane aperto, così come le posizioni.

La necessità di collaborazione tra i fornitori

La crescente sofisticatezza degli attacchi informatici implica che gli analisti non possono più fare affidamento solo sui dati trasmessi dal firewall a livello di rete o dalla soluzione di protezione a livello di workstation, ma che devono disporre di una visibilità completa di ciò che accade nel sistema informatico.

Per assicurare questo tipo di visibilità, le soluzioni di cybersecurity devono aggregare, correlare e classificare i dati che producono e ricevono. È infatti la condivisione di questi flussi di dati, generati da fonti diverse come database con una buona reputazione o informazioni di Cyber Threat Intelligence (CTI), che permette di rilevare al meglio le minacce. Rilevamento, protezione, remediation diventano quindi componenti diverse di uno stesso meccanismo. Con l'adozione di tecnologie come EDR, XDR e NDR evolvono gli strumenti della cybersecurity. Ma questo approccio può anche dar luogo ad un accumulo di soluzioni di cybersecurity nelle aziende, cosa che richiede la pianificazione di un’infrastruttura aggiuntiva nelle organizzazioni di maggiori dimensioni e procura grattacapi a quelle più piccole, al di là della problematica del budget. Torna quindi a farsi sentire il bisogno di razionalizzazione, che deve però andare di pari passo con una collaborazione tra i fornitori affinché la cyber-resilienza delle aziende non ne risenta.

La sfida dell'intelligenza artificiale

Lanciato alla fine del 2022, il chatbot ChatGPT ha destato enorme attenzione, e fornisce ulteriori argomenti di discussione da quando viene sfruttato dai cybercriminali. Ma non solo: definito da alcuni intelligenza artificiale e da altri una piattaforma di chat, ChatGPT permette di ottenere risposte elaborate a praticamente qualsiasi richiesta, compresa quella di scrivere righe di codice. Ciò è sufficiente a trasformare chiunque un cybercriminale? Probabilmente no, perché gli script possono contenere una serie di errori e quindi essere rilevati in modo relativamente semplice dai meccanismi di protezione. Tuttavia, ChatGPT consente ai cybercriminali alle prime armi di familiarizzare con l’argomento e a quelli esperti di risparmiare tempo nella produzione di parti di codice. Il chatbot può inoltre essere utilizzato per scrivere testi accattivanti e dare così inizio a una nuova era del phishing. Questo strumento, combinato ai progressi in materia di deepfake, video, audio e sintesi vocale rafforza la capacità offensiva dei cybercriminali, tanto che alcuni profetizzano l'emergere di un'intelligenza artificiale maligna, simile a "Skynet" di Terminator.

Per i fornitori di soluzioni di sicurezza, l’intelligenza artificiale non è una novità, fa parte delle soluzioni di cybersecurity già da tempo, come nel caso dell’analisi comportamentale. La partita si giocherà quindi piuttosto a livello di capacità di elaborazione corretta dei dati per identificare gli attacchi informatici. In questa guerra asimmetrica tra fornitori di cybersecurity e cyber-criminali, la battaglia tra chi riuscirà meglio a padroneggiare queste nuove tecnologie è in pieno svolgimento.

La sfida ecologica

Il controllo dell'impronta ambientale della digitalizzazione costituisce un argomento delicato. Basti pensare alla crescita inarrestabile delle emissioni di CO2 prodotte dall’ICT negli ultimi anni: nel 2008 il settore è stato responsabile del 2% delle emissioni globali di CO2, mentre nel 2020 la percentuale ha raggiunto il 3,7% e si stima che raggiungerà un preoccupante 8,5% entro il 2025. Il capro espiatorio in questo senso sono spesso le piattaforme di streaming, che non sono però le uniche ad alimentare il problema.

L’IT e la cybersecurity sono responsabili di emissioni di anidride carbonica che stanno aumentando nelle aziende proporzionalmente alla proliferazione di dispositivi e soluzioni. Oltre a generare gas serra, la cybersecurity e l’IT consumano molta acqua. Ad esempio, secondo il quotidiano olandese Noordhollands Dagblad, i centri dati di Microsoft nei Paesi Bassi avrebbero consumato non meno di 84 milioni di litri d'acqua nel 2022, l’equivalente del consumo annuale di 1.750 residenti locali.

Una delle principali sfide tecnologiche del futuro sarà quindi quella di mantenere lo stesso livello di efficienza, razionalizzando, al contempo, i prodotti di cybersecurity, riducendo il volume dei dati raccolti e migliorando il consumo delle risorse hardware. Nonostante la strada da percorrere sia ancora lunga, in Italia il seme di una consapevolezza verso la necessità di sistemi informatici a ridotto impatto ambientale sembra essere già presente: il data center 00Gate, inaugurato nel 2020 a San Pietro Terme, in provincia di Bologna, primo e unico centro dati a emissioni zero ad essere operativo nel Sud Europa, rappresenta un esempio virtuoso in questo contesto. Non solo il suo impatto ambientale è zero, ma produce anche energia che viene successivamente riutilizzata sui territori. Informatica ed ecologia, un connubio finalmente riuscito?
Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi rimanere sempre informato
Iscriviti alla nostra Newsletter Gratuita. Iscriviti
GoogleNews Rimani sempre aggiornato, seguici su Google News! Seguici
Abbonati alla rivista ChannelCity Magazine e ricevi la tua copia.

Notizie correlate

Speciali Tutti gli speciali

Speciale

Come cambia il Partner Program

Speciale

Il gestionale si fa intelligente e si potenzia con l’AI… «ma prima serve un salto di qualità nella cultura delle imprese»

Speciale

QNAP: Strategie e Soluzioni per la Sicurezza, la Resilienza e l'Alta Disponibilità

Speciale

V-Valley SecurityRoad 2025

Speciale

Un nuovo cloud, ibrido e territoriale: il canale davanti alla svolta della sovranità del dato

Calendario Tutto

Feb 04
Diventa Partner Elastic: Opportunità e Vantaggi per il tuo Business
Feb 04
OPEN DAY | Dalla tecnologia alla sostenibilità: le soluzioni Epson per il tuo business - Napoli
Feb 04
Più Produttività, meno Task manuali con Atera!
Feb 04
LIVE WEBINAR ADOBE | Acrobat Studio: PDF Spaces e nuove integrazioni per il lavoro creativo quotidiano
Feb 04
Endpoint Management semplificato grazie a Kaseya 365
Feb 04
Soluzioni Cloud Integrate: Parallels RAS e AWS per Workspace Sicuri e Scalabili
Feb 05
LIVE WEBINAR | Open by Design, Sovereign by Choice: strategie pratiche per la Sovranità Digitale con SUSE
Feb 05
Dropbox: la soluzione giusta per i tuoi clienti, la leva giusta per il tuo business
Feb 05
V-Valley presenta le soluzioni di Load Balancer, NGWAF e la protezione DDoS di A10 Networks

Magazine Tutti i numeri

ChannelCity Magazine


Leggi il Magazine

Iscriviti alla nostra newsletter

Mantieniti aggiornato sul mondo del canale ICT

Iscriviti alla newsletter

www.channelcity.it - 8.5.0 - 4.6.4