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La nuova famiglia di processori Core vPro è composta da quattro modelli, due Core i7 e due Core i5, con un Thermal Design Power (TDP) di soli 15 W. Poiché siamo nella fase Tick, non è cambiata sensibilmente l’architettura ma si è inaugurato un processo produttivo di 14 nanometri rispetto ai 22 della generazione precedente.
Carmine Stragapede, Direttore Generale di Intel Italia con la responsabilità del mercato nazionale, ha sottolineato che “da un’indagine condotta da Cisco, per il 36% delle persone il concetto di poter lavorare da casa è dato ormai per assunto. Entro il 2020 il numero di generazioni che collaboreranno insieme sarà completamente sbilanciato verso quelle digitali. Per questa ragione continuare a insistere sui vecchi modi di lavorare non ha più senso. Anche la tecnologia deve quindi essere funzionale a questo nuovo contesto. Intel, che ha sempre seguito la strada dell’innovazione, nei prossimi anni continuerà a investire nei settori emergenti come l’Internet delle cose e il wearable, e in soluzioni atte a rendere il posto di lavoro sempre più user friendly e sicuro. Ed è proprio in quest’ottica che è stata presentata la quinta generazione di CPU vPro e la tecnologia Pro-WiDi“.
Grazie a questi processori è possibile scegliere tra più tipologie di portatili, come i dispositivi 2 in 1 e gli Ultrabook, che rispetto ai modelli di soli 4 anni fa offrono delle prestazioni e un’autonomia doppia e uno chassis fino al 50% più leggero.Esplora altri articoli su questi argomenti
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