Apollo Global Management mette sul piatto 5 miliardi di dollari per Tech Data

Pubblicato il: 16/10/2019
F.M.

Secondo quanto riportato da Reuters, la società americana di private equity avrebbe fatto un'importante offerta per l'acquisizione del secondo distributore più importante al mondo. Inizia il risiko della distribuzione?

Non si può dire che non ci sia fermento nel campo della distribuzione ICT. A distanza di meno di due mesi, quando si era presentata RRJ Capital con una dote da 4 miliardi di dollari per Ingram Micro - attualmente di proprietà del gruppo cinese HNA Group che nel 2016 aveva sborsato ben 6 mld di dollari - ora è la volta di un'altra importante partita finanziaria.
Secondo quanto riporta Reuters il secondo distributore più importante al mondo, con un fatturato sopra i 37 miliardi di dollari - Tech Data - sarebbe nel mirino della società di private equity americana Apollo Global Management con  un patrimonio gestito che a fine 2017 ammontata a oltre 247 miliardi di dollari. Quest'ultima sarebbe pronta a mettere sul piatto quasi cinque miliardi di dollari per la sua acquisizione. Tutto questo nel mezzo di una profonda trasformazione di Tech Data che dopo aver "digerito" l'acquisizione di Avnet ha avviato un progetto interno chiamato EOS (Enhance, Optimize, Strengthen) che prevede di rendere il suo canale più efficiente e con asset importanti da sviluppare.

Sempre secondo le fonti Reuters, dal punto di vista strettamente finanziario l'offerta di Apollo è di circa 130 dollari per azione, un premio significativo rispetto all'attuale prezzo delle azioni della società che alla data in cui scriviamo quota al Nasdaq 127 dollari per azione. Tuttavia, da quello che emerge in queste ore, Tech Data non si sarebbe necessariamente impegnata in discussioni sull'offerta di acquisto.

Non è la prima volta che Apollo Global Management si affaccia nel mondo della distribuzione. Già nel mese di dicembre 2018 aveva approcciato la cinese HNA Group per intavolare una trattativa per l'acquisizione di Ingram Micro portando in dote qualcosa come 7,5 miliardi di dollari. Offerta che, allora, era stata snobbata dal gruppo cinese.





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