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HP, Lenovo, Schneider Electric e HPE campioni di sostenibilità per il canale

Nella Global Sustainable Ecosystems Leadership Matrix di Omdia spiccano anche Cisco e NetApp. Atteggiamenti dei vendor IT sempre più polarizzati: molti hanno ridotto l’impegno

Tecnologie & Trend Vendor

La società di ricerche di mercato Omdia ha pubblicato l'edizione 2026 della sua Global Sustainable Ecosystems Leadership Matrix, che colloca quattro fornitori IT nel quadrante dei Champions: HP, Lenovo, Schneider Electric e Hewlett Packard Enterprise (HPE), quest'ultima come "new entry" rispetto all'anno scorso.

In un post sul suo blog, Omdia definisce la Global Sustainable Ecosystems Leadership Matrix come una valutazione indipendente e condotta da analisti sull'impegno di 15 dei principali vendor del settore IT nel promuovere la sostenibilità ambientale, sia internamente che nei rispettivi ecosistemi di partner.

L’obiettivo è evidenziare appunto le realtà che continuano a essere all'avanguardia sul tema, nonostante le enormi difficoltà macroeconomiche e politiche degli ultimi anni, che hanno spinto alcuni operatori del settore IT a graduali e poco pubblicizzati dietrofront nelle strategie per contrastare la crisi climatica.

I quattro quadranti: Champion, Contender, Scaler e Foundation

Come nelle precedenti edizioni dei rapporti Leadership Matrix - originariamente sviluppati da Canalys, poi acquisita e integrata in Omdia - le performance dei fornitori sono suddivise in quattro categorie: Champion, Contender, Scaler e Foundation.

Queste quattro categorie corrispondono ai quattro quadranti di una matrice con due assi: Leadership (X) e Momentum (Y). Nel post, firmato dal senior analyst Ben Caddy, Omdia non approfondisce le definizioni di Leadership e Momentum, ma spiega che il posizionamento dei vendor nella matrice è determinato dai risultati ottenuti in materia di sostenibilità aziendale, dalla trasparenza, dall'impegno a favore della sostenibilità ambientale, dai progressi anno dopo anno, e soprattutto dagli sforzi e dal successo nel supportare i partner di canale nel promuovere una crescita condivisa della sostenibilità.

Nel post, Omdia non precisa neanche tutti i nomi degli altri 11 fornitori negli altri tre quadranti della matrice (cita, come vedremo, soltanto Cisco e NetApp), ma spiega che le differenze tra le quattro categorie sono aumentate nel 2026.

“Un gruppo più ristretto di fornitori” (cioè meno di quattro) ha raggiunto lo status di Contender, che corrisponde a Leadership alta e Momentum basso, mentre tutti gli altri mantengono un livello di Leadership basso dividendosi tra “realtà da tenere d’occhio” nel quadrante Scaler (Momentum alto), e “ritardatari” (Momentum basso) nel quadrante Foundation, che evidenziano persistenti limiti nella capacità di compiere progressi significativi in ​​materia di sostenibilità in una direzione che coinvolga tutti i partner.

HP, Lenovo, Schneider Electric e HPE: le motivazioni

Venendo ai quattro vendor nel quadrante Champions, Omdia spiega che si sono distinti per il costante impegno e la spinta propulsiva verso i loro ecosistemi di partner, dedicando brevi motivazioni a ciascuno, che riportiamo:

HP: continua a riscuotere grande apprezzamento dai partner per la sua attenzione alla sostenibilità, mantenendo lo slancio a cinque anni dal lancio di Amplify Impact, recentemente aggiornato per semplificare alcuni punti e dare più enfasi ai benefici commerciali della sostenibilità. “Il suo ‘Certified Refurbished Licensing Program’ rappresenta un approccio pionieristico che amplia la portata dei prodotti ricondizionati approvati dagli OEM, sfruttando le crescenti capacità interne di ricondizionamento dei partner”.

Lenovo: dimostra un'attenzione continua ed evidente alla sostenibilità, attraverso il supporto continuo di Lenovo 360 Circle e un team globale dedicato alla sostenibilità del canale. Il suo portfolio di soluzioni ricondizionate certificate si concentra sui cicli di vita circolari dei prodotti, mentre le recenti partnership con Rejoose e Makersite rispondono alla richiesta dei partner di informazioni trasparenti e accurate sul carbon footprint dei prodotti.

Schneider Electric: mantiene la sua posizione di Champion nel 2026, grazie alla sua consolidata reputazione di azienda lungimirante e trasparente in materia di sostenibilità, si legge nel post. La crescente attenzione all'efficienza energetica negli ambienti di intelligenza artificiale allinea la sostenibilità all'efficienza dei costi. Nel 2025, ha ulteriormente integrato la sostenibilità nel suo ecosistema di partner, aggiungendo un nuovo ambito dedicato ai benefici commerciali alla sua Sustainability School.

HPE: entra per la prima volta nel quadrante dei "Campioni" della Global Sustainable Ecosystems Leadership Matrix grazie al suo Partner Ready Vantage, con cui ha integrato la sostenibilità attraverso competenze, strumenti di supporto alle vendite e dashboard che consentono ai partner di ottenere risultati orientati all'efficienza. La sua strategia aziendale rimane solida, trasparente e con priorità saldamente definite.

Tra gli altri vendor nella matrice, il post ne cita due nel quadrante Contender: Cisco, per la sua credibile strategia ambientale aziendale e la percezione positiva tra i partner di canale per le sue iniziative di supporto, e NetApp, che si distingue per il suo crescente "momentum” nel canale e il forte impegno verso la sostenibilità a livello aziendale e tecnologico.

I comportamenti dei vendor IT sono sempre più polarizzati

Nella seconda metà di questo decennio, spiega Omnia, c’è stata una “evoluzione” degli atteggiamenti globali verso la sostenibilità. L’insediamento dell’Amministrazione Trump ha portato a riduzioni degli incentivi normativi e finanziari, mentre il sentiment degli investitori finanziari nei confronti dei criteri ESG si è indebolito. Anche in Europa il concetto di "zero emissioni nette" è diventato meno rilevante, mentre i principali mercati asiatici continuano ad accelerare gli sforzi di sostenibilità.

Allo stesso tempo, la volatilità delle supply chain, l'instabilità dei flussi petroliferi e i conflitti geopolitici stanno ridefinendo le priorità.

In questo contesto di incertezza, nota Omdia, le risposte dei fornitori IT si sono polarizzate. Alcuni hanno ridotto l'enfasi pubblica sulle proprie politiche ambientali e obiettivi climatici a breve e lungo termine. Altri hanno silenziosamente eliminato la figura del Chief Sustainability Officer, ridimensionato la rendicontazione annuale sulla sostenibilità, ed eliminato i criteri di bonus legati alla sostenibilità per i propri manager.

In particolare, sottolinea Caddy nel post, gli hyperscaler faticano a controllare la narrazione sui propri obiettivi ambientali, mentre le loro emissioni aumentano vertiginosamente e l'intensità di investimenti nei loro data center diventa un tema scottante per le comunità di tutto il mondo.

Guardando al futuro, i fornitori IT che continueranno a distinguersi con strategie ambientali realistiche, integrità e trasparenza saranno nella posizione migliore per garantirsi una resilienza a lungo termine, in termini di conformità normativa, percezione positiva da parte di partner e clienti, e rischi legati al cambiamento climatico. I vendor capaci di supportare i propri ecosistemi di partner nel collegare i benefici finanziari della sostenibilità ai risultati ambientali – attraverso modelli di business circolari e tecnologie ad alta efficienza – sono nella posizione migliore, conclude Caddy, per affrontare questi tempi difficili per la sostenibilità dell’IT.

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