Le analisi di Mark Loughridge, vice presidente senior e Cfo di Ibm, sul primo trimestre 2009 e sulle future attività di business di Big Blue.
Tracciando un bilancio del trimestre finanziario appena concluso,
IBM ha dichiarato di
non avere praticamente ottenuto profitti dai propri prodotti hardware. Infatti le entrate provenienti dal
Systems and Technology group, comparto che include i
server e gli
hardware storage, sono state pari a
3,2 miliardi di dollari, il
23% in meno rispetto ai
4,2 miliardi del primo trimestre del 2008. Complessivamente, la società ha fatto registrare
vendite per 21,7 miliardi, con un saldo negativo dell'
11% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno solare.
Mark Loughridge, vice presidente senior e Cfo di Ibm, ha affermato nel corso di una conferenza stampa che gli scarsi profitti sono dovuti in gran parte alla
fluttuazione monetaria: considerando condizioni di stabilità della valuta, il calo sarebbe solo del
4%. Inoltre frazie alle
misure di riduzione dei costi, che hanno comportato anche
tagli al personale, le
entrate nette sono calate
solo dell'1%, dai 2,32 miliardi di dollari dei primi novanta giorni del 2008 ai 2,30 miliardi del primo trimestre 2009.
Le
vendite del segmento hardware nel complesso sono calate del
22%. Nel dettaglio -27% nel settore dei server
System x; -2% nei
System p; -19% nei
System z. Tuttavia
i power computing dei System z sno
cresciuti del 18%, riflettendo la scelta dei consumatori di acquistare un numero esiguo di prodotti ma di dimensioni maggiori. Anche le entrate provenienti dai
sistemi storage sono
diminuite del 20%.
[tit:Guardando oltre]
Se questi sono i risultati dei primi novanta giorni dell'anno è interessante capire cosa pensa di fare Ibm. Sempre per bocca di
Mark Loughridge viene sancito che nel prossimo futuro Ibm continuerà a concentrarsi sui settori che hanno finora garantito i profitti maggiori: le soluzioni
software (
-6% generale, ma
+2% se calcolato in valuta stabile) e i
servizi (
-10% generale,
-2% in valuta stabile), dedicandosi in particolare alle aree della
business analytics, del
cloud computing e della cosiddetta
infrastruttura "Smarter Planet".
Secondo Loughridge il primo trimestre ha dato in ogni caso indicazioni soddisfacenti, data la difficile congiuntura economica a livello globale. E la buona notizia per i dipendenti Ibm è che il momento peggiore dovrebbe essere passato, scongiurando così l'ipotesi di nuovi licenziamenti.