Le difficoltà economiche aggravano il problema dei furti a danno dei punti vendita. E’ quanto emerge da uno studio presentato dal Centre for Retail Research, autore dell’annuale ricerca “Global Retail Theft Barometer”, che analizza le attività criminali in tempo di recessione.
Aumenti in doppia cifra. Questo lo sconfortante dato che emerge dalla ricerca pubblicata dal prestigioso istituto di ricerca internazionale Centre for Retail Research, autore dell’annuale ricerca
“Global Retail Theft Barometer”.
Il nuovo White Paper su “
Retail Crime in the Recession” (criminalità nei punti vendita in periodi di recessione), sottolinea come la recessione abbia contribuito a far aumentare i furti all’interno dei negozi.
Il rallentamento economico ha generato un notevole incremento di quasi tutti i tipi di furti nei negozi, in tutti i mercati verticali. L'aumento delle diverse tipologie di furto (da parte dei dipendenti, con scasso, rapine, criminalità organizzata e frode nei negozi) hanno aumentato la pressione sui margini. E molti retailer affermano che sono aumentati i furti di ladri “amatoriali” che si vanno ad aggiungere a quelli perpetrati dalla criminalità organizzata.
In crescita anche quelli commessi dai dipendenti. In una indagine condotta in 392 imprese manifatturiere e di servizi emerge che il 18% dei retailer ritiene che il furto di denaro contante dalla cassa da parte dei dipendenti sia aumentato rispetto all'anno precedente e quasi un quarto ha detto che sono aumentati gli altri reati contro la proprietà da parte dei dipendenti.
Effettuare tagli al budget destinato alla prevenzione delle perdite in un momento in cui la criminalità potenziale è in aumento può essere estremamente imprudente, soprattutto perché le perdite dovute a rotture di stock e incrementi nelle differenze inventariali sono note per essere molto più elevate rispetto ai benefici ottenuti dalla riduzione dei budget per la prevenzione delle perdite.
Stando al citato White Paper non vi è un rapporto diretto tra l'aumento delle perdite causate dalle differenze inventariali e la riduzione dei budget per la prevenzione delle perdite.