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Rapporto Assinform primo semestre 2009: la crisi irrompe anche nell'IT nostrana

Nel primo semestre dell'anno crollano le vendite dell'hardware con un meno 15,7% ma non se la passa bene nemmeno il software, meno 4%, e i servizi, meno 7,3%. A forte rischio 20.000 posti di lavoro. Urge una risposta seria da parte del Governo in tema di innovazione tecnologica del Paese.

Tecnologie & Trend
Il mercato dell’ICT, attestato a 30.347 milioni di euro, nel primo semestre 2009 ha subito un calo preoccupante del -4,5%, molto più pronunciato di quello registrato nel primo semestre del 2008, quando, dopo anni di crescita, si era contratto del -0,6%.
Se le TLC sono calate del -2,5% rispetto al semestre corrispondente dell’anno prima, la frenata maggiore l’ha subita il mercato dell'informatica, con un decremento del 9%, che ha significato passare dai 10.049 milioni di euro a non oltre i 9.142 milioni.
Al suo interno, l’hardware ha registrato il calo più pesante: -15,7% (per la prima volta dopo trenta anni i Pc hanno invertito la marcia in salita, passando dal +25,8% di crescita registrato nel primo semestre 2008 sul 2007, a -0,1% nel 1°semestre 2009 sul 2008). Ma altrettanto preoccupante è il dato sul software, sceso del 4,1%, e sui servizi informatici, solitamente più lenti a reagire, che invece hanno subito un calo di -7,3%.
La conferma arriva anche dall’indagine congiuntale Assinform, che mette a confronto le risposte di un campione di aziende It a febbraio e luglio. Rispetto a febbraio il peggioramento del fatturato a luglio riguardava il 53,5% del campione (a febbraio il 44,4%), quello degli ordinativi il 54% (a febbraio era il 44,4%). Quanto all’occupazione la crisi sta colpendo soprattutto il segmento dei consulenti esterni, che è in peggioramento per più del 64% del campione (a febbraio interessava il 55,5%).
Di fronte a questi dati non ha usato mezzi termini il presidente di Assinform, Paolo Angelucci, nel presentare oggi a Milano i risultati registrati dal mercato italiano dell’Information Technology nel primo semestre 2009, confermati anche dall’Indagine Congiunturale Assinform sulle imprese associate: "La crisi che ha investito l’economia, si sta ormai rovesciando sull’Information Technology italiana in termini molto più pesanti e veloci del previsto. In sei mesi la domanda di tecnologie informatiche  è diminuita del 9%, un risultato che rappresenta la peggiore performance semestrale dal 1991 a oggi. L’arretramento riguarda tutti i comparti dall’hardware, al software ai servizi e tutti gli utilizzatori, dalle imprese, alla PA, alle famiglie. Le nostre stime sull’occupazione indicano che, con questo trend, a fine anno saranno 20.000 i posti di lavoro persi. Il quadro è allarmante: fotografa un Paese che sembra stia decisamente rinunciando a investire in innovazione e, di fronte alla crisi, si difende ripiegando su stesso. Ma così facendo stiamo anche allontanando i tempi della ripresa e restringendo il ventaglio delle possibilità di crescita della nostra economia”.

[tit:La ricetta Assinform]

Di fronte a uno scenario di questo genere la risposta deve essere "forte" e decisa, sentenzia il Presidente Assinform. “Per limitare i danni, soprattutto all’ occupazione, che in questo momento è la priorità assoluta, Assinform propone sei linee di intervento – ha affermato il presidente di Assinform -  Innanzitutto riteniamo essenziale il ruolo delle banche, alle quali chiediamo di rafforzare il credito all’innovazione. Occorre, infatti, sostenere da una parte le aziende IT che si impegnano a mantenere la propria occupazione, dall’altra le aziende industriali e dei servizi che intendono investire in IT.  Dalla nostra indagine congiunturale è emerso che è aumentato del 25% il nucleo di aziende  che hanno previsto nei loro budget lo sviluppo di nuovi progetti IT. Queste imprese non vanno lasciate sole, perché rappresentano un motore di spinta per la ripresa. Per quanto riguarda le altre proposte, rivolte alle istituzioni, le prime due sono a costo zero per le finanze  pubbliche. Si tratta da una parte di imprimere una forte accelerazione della spesa pubblica già stanziata dalle amministrazioni, sia sotto forma di progetti, che appalti e gare; dall’altra di puntare a un miglior utilizzo delle risorse già disponibili per la formazione, rivedendo e semplificando le regole con particolare riguardo alla formazione degli inoccupati. Questi interventi consentirebbero alle imprese IT di far fronte alla loro più grave preoccupazione: conservare il proprio capitale umano, che rappresenta il maggior patrimonio del settore e la cui preparazione richiede notevole impegno di tempo e costi. Le altre due proposte sono a bassa intensità di spesa. L’una riguarda la messa in campo di incentivi per le imprese dedicati alla rottamazione dei vecchi software. L’obiettivo è sia stimolare la domanda di innovazione, che promuovere l’ammodernamento dei processi di gestione delle nostre imprese, in particolare delle Pmi, con conseguente crescita della loro competitività. Con l’ultima proposta, ma non meno importante, Assinform chiede al Governo che si proceda al finanziamento, come già annunciato dal Ministro dell’Industria, del progetto IT di Industria 2015, destinato a  migliorare la qualità e competitività dello stesso made in Italy tecnologico”.


 

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