L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un'istruttoria per verificare se 20 società, fra cui DHL, Saima Avandero, Schenker Italiana abbiano realizzato, insieme con l'Associazione di categoria Fedespedi, un'intesa restrittiva della concorrenza.
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di avviare un'istruttoria per verificare se 20 società, fra cui DHL, Saima Avandero, Schenker Italiana abbiano realizzato, insieme con l'Associazione di categoria Fedespedi, un'intesa restrittiva della concorrenza. Lo si legge in una nota pubblicata dall'organismo di vigilanza. Secondo alcune segnalazioni ricevute dall'Autorità, spiega il comunicato: "Venti società avrebbero scambiato, in occasione di riunioni nell'ambito dell'associazione Fedespedi, rappresentativa di circa 2.200 spedizionieri di merci in Italia, informazioni sull'incidenza dell'incremento dei costi come per esempio, il costo del carburante, i pedaggi stradali e alcuni costi amministrativi, per concordare entità e modalità di aumento dei prezzi da applicare alla clientela". Inoltre, spiega ancora l'Authority: "...Al termine delle riunioni la Fedespedi avrebbe, con circolari alle imprese ed alle associazioni aderenti agevolato le aziende nell'applicare alla clientela gli incrementi di prezzo precedentemente concordati in ambito associativo". Secondo L'Autorità Garante della Concorrenza si può desumere l'esistenza di un reciproco scambio di informazioni sensibili e di un coordinamento delle strategie commerciali tra le società Agility, Albini & Pitigliani, Brigl, Cargo Nord, DHL, Ferrari, Francesco Parisi, Gefco, Geodis, I-Dika, Italmondo, Italsempione, Itk, ITX Cargo, Rhenus, Saima, Schenker, Sittam, Transervice e Villanova, che rappresentano i principali operatori del mercato A questo punto si attende la risposta di Fedespedi e le aziende coinvolte.
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