Nel 2026, “la cybersecurity non è più un tema separato dalla rete: coincide con la rete stessa”, spiega Marco Olivieri, Regional Sales Director Southern Europe di Cambium Networks, sottolineando che “l’intelligenza artificiale sta cambiando il quadro su due fronti. Da una parte aumenta velocità, scala e sofisticazione degli attacchi, con phishing più credibile, automazione delle minacce, uso improprio degli strumenti generativi e una maggiore capacità di colpire utenti, dispositivi, sedi remote e applicazioni cloud. Dall’altra parte rende possibile una difesa più predittiva, continua e automatizzata”. In questo scenario, prosegue il manager, “dal mercato emergono messaggi convergenti, anche se raccontati con linguaggi diversi. Alcuni vendor parlano di secure networking, altri di piattaforme unificate tra networking e security, altri ancora di zero trust, segmentazione dinamica, AI-driven operations o protezione distribuita tra edge, cloud e filiali. Il punto però è comune: oggi la sicurezza efficace non può più essere aggiunta a valle, ma deve essere progettata dentro l’infrastruttura, nella sua operatività quotidiana”.
La criticità principale non è “soltanto bloccare la minaccia, ma ridurre la complessità: le aziende devono proteggere utenti, device, IoT, applicazioni e sedi distribuite senza moltiplicare strumenti, console e competenze specialistiche. La vera opportunità è quindi avere un modello unificato, con visibilità end-to-end, policy coerenti, capacità di analisi continua e tempi di risposta più rapidi. In Europa questo passaggio è ancora più urgente per effetto della NIS2, che spinge le imprese verso un approccio strutturato alla resilienza operativa, alla governance del rischio e alla responsabilità del management”, aggiunge Marco Olivieri, sottolineando che “da questo osservatorio, Cambium Networks vede con grande chiarezza una direzione: la cybersecurity moderna deve essere semplice da governare, integrata nella rete e sostenibile nel tempo. Non basta più aggiungere sicurezza, bisogna costruire reti che siano sicure per definizione”.
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Nel 2026, “la cybersecurity non è più un tema separato dalla rete: coincide con la rete stessa”, spiega Marco Olivieri, Regional Sales Director Southern Europe di Cambium Networks, sottolineando che “l’intelligenza artificiale sta cambiando il quadro su due fronti. Da una parte aumenta velocità, scala e sofisticazione degli attacchi, con phishing più credibile, automazione delle minacce, uso improprio degli strumenti generativi e una maggiore capacità di colpire utenti, dispositivi, sedi remote e applicazioni cloud. Dall’altra parte rende possibile una difesa più predittiva, continua e automatizzata”. In questo scenario, prosegue il manager, “dal mercato emergono messaggi convergenti, anche se raccontati con linguaggi diversi. Alcuni vendor parlano di secure networking, altri di piattaforme unificate tra networking e security, altri ancora di zero trust, segmentazione dinamica, AI-driven operations o protezione distribuita tra edge, cloud e filiali. Il punto però è comune: oggi la sicurezza efficace non può più essere aggiunta a valle, ma deve essere progettata dentro l’infrastruttura, nella sua operatività quotidiana”.
La criticità principale non è “soltanto bloccare la minaccia, ma ridurre la complessità: le aziende devono proteggere utenti, device, IoT, applicazioni e sedi distribuite senza moltiplicare strumenti, console e competenze specialistiche. La vera opportunità è quindi avere un modello unificato, con visibilità end-to-end, policy coerenti, capacità di analisi continua e tempi di risposta più rapidi. In Europa questo passaggio è ancora più urgente per effetto della NIS2, che spinge le imprese verso un approccio strutturato alla resilienza operativa, alla governance del rischio e alla responsabilità del management”, aggiunge Marco Olivieri, sottolineando che “da questo osservatorio, Cambium Networks vede con grande chiarezza una direzione: la cybersecurity moderna deve essere semplice da governare, integrata nella rete e sostenibile nel tempo. Non basta più aggiungere sicurezza, bisogna costruire reti che siano sicure per definizione”.
Nel 2026, “la cybersecurity non è più un tema separato dalla rete: coincide con la rete stessa”, spiega Marco Olivieri, Regional Sales Director Southern Europe di Cambium Networks, sottolineando che “l’intelligenza artificiale sta cambiando il quadro su due fronti. Da una parte aumenta velocità, scala e sofisticazione degli attacchi, con phishing più credibile, automazione delle minacce, uso improprio degli strumenti generativi e una maggiore capacità di colpire utenti, dispositivi, sedi remote e applicazioni cloud. Dall’altra parte rende possibile una difesa più predittiva, continua e automatizzata”. In questo scenario, prosegue il manager, “dal mercato emergono messaggi convergenti, anche se raccontati con linguaggi diversi. Alcuni vendor parlano di secure networking, altri di piattaforme unificate tra networking e security, altri