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SentinelOne, l’AI come leva strategica per le aziende

Se l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la sicurezza informatica, accelerando gli attacchi ma offrendo anche nuovi strumenti di difesa, il vendor punta su una piattaforma integrata e sull’ecosistema di partner per trasformare l’AI in un moltiplicatore di capacità operative e valore

Autore: Redazione ChannelCity - Tempo di lettura 2 minuti.

Dal nostro osservatorio, l’AI non è più solo una tecnologia emergente, ma un nuovo perimetro che ha permeato ogni dominio della sicurezza, riscrivendo le regole del gioco”, esordisce Luca Besana, Channel Business Director della Mediterranean Region di SentinelOne, nel considerare lo stato attuale della cybersecurity nell’era dell’intelligenza artificiale. Secondo il manager, il cambiamento più radicale riguarda la velocità: “gli attaccanti utilizzano l’AI per scalare le offensive e automatizzare il phishing, rendendo i tempi di reazione umani, da soli, del tutto insufficienti”. In questo scenario, “la difesa cyber deve adattarsi non solo implementando l’AI, ma rendendola il fulcro della propria strategia operativa: l’AI rappresenta oggi la speranza più concreta per le aziende di giocare finalmente una partita alla pari, eliminando l’handicap storico rispetto agli avversari”, prosegue Luca Besana, sottolineando che “non si parla di sostituzione, ma di potenziamento di risorse per l’essere umano: l’AI accelera drasticamente la curva di apprendimento dei profili junior e amplifica la qualità operativa dei senior, agendo come un moltiplicatore di forze nelle Security Operations. Questo apre opportunità senza precedenti di delega e outsourcing, permettendo al personale di concentrarsi su analisi strategiche mentre la macchina gestisce autonomamente il rumore di fondo dei falsi positivi”.

Non solo: Luca Besana osserva anche “un nuovo ruolo per SIEM e SOAR, che diventano componenti attive e centrali nella riduzione della complessità. La tendenza è il consolidamento verso ‘platform vendor’ capaci di offrire una visione olistica. Infine, emerge l’AI come dominio da difendere: l’adozione massiva di tool di AI generativa in azienda crea nuovi rischi legati alla conformità, alla GRC (Governance, Risk, and Compliance) e alla potenziale fuga di dati sensibili, sfide che richiedono strumenti di protezione e governance dedicati”.

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Dal nostro osservatorio, l’AI non è più solo una tecnologia emergente, ma un nuovo perimetro che ha permeato ogni dominio della sicurezza, riscrivendo le regole del gioco”, esordisce Luca Besana, Channel Business Director della Mediterranean Region di SentinelOne, nel considerare lo stato attuale della cybersecurity nell’era dell’intelligenza artificiale. Secondo il manager, il cambiamento più radicale riguarda la velocità: “gli attaccanti utilizzano l’AI per scalare le offensive e automatizzare il phishing, rendendo i tempi di reazione umani, da soli, del tutto insufficienti”. In questo scenario, “la difesa cyber deve adattarsi non solo implementando l’AI, ma rendendola il fulcro della propria strategia operativa: l’AI rappresenta oggi la speranza più concreta per le aziende di giocare finalmente una partita alla pari, eliminando l’handicap storico rispetto agli avversari”, prosegue Luca Besana, sottolineando che “non si parla di sostituzione, ma di potenziamento di risorse per l’essere umano: l’AI accelera drasticamente la curva di apprendimento dei profili junior e amplifica la qualità operativa dei senior, agendo come un moltiplicatore di forze nelle Security Operations. Questo apre opportunità senza precedenti di delega e outsourcing, permettendo al personale di concentrarsi su analisi strategiche mentre la macchina gestisce autonomamente il rumore di fondo dei falsi positivi”. Non solo: Luca Besana osserva anche “un nuovo ruolo per SIEM e SOAR, che diventano componenti attive e centrali nella riduzione della complessità. La tendenza è il consolidamento verso ‘platform vendor’ capaci di offrire una visione olistica. Infine, emerge l’AI come dominio da difendere: l’adozione massiva di tool di AI generativa in azienda crea nuovi rischi legati alla conformità, alla GRC (Governance, Risk, and Compliance) e alla potenziale fuga di dati sensibili, sfide che richiedono strumenti di protezione e governance dedicati”.
Dal nostro osservatorio, l’AI non è più solo una tecnologia emergente, ma un nuovo perimetro che ha permeato ogni dominio della sicurezza, riscrivendo le regole del gioco”, esordisce Luca Besana, Channel Business Director della Mediterranean Region di SentinelOne, nel considerare lo stato attuale della cybersecurity nell’era dell’intelligenza artificiale. Secondo il manager, il cambiamento più radicale riguarda la velocità: “gli attaccanti utilizzano l’AI per scalare le offensive e automatizzare il phishing, rendendo i tempi di reazione umani, da soli, del tutto insufficienti”. In questo scenario, “la difesa cyber deve adattarsi non solo implementando l’AI, ma rendendola il fulcro della propria strategia operativa: l’AI rappresenta oggi la speranza più concreta per le aziende di giocare finalmente una partita alla pari, eliminando l’handicap storico rispetto agli avversari”, prosegue Luca Besana, sottolineando che “non si parla di sostituzione, ma d
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