L’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il panorama della cybersecurity: “Oggi vediamo gli attaccanti utilizzare l’AI per rendere gli attacchi più credibili, veloci e scalabili: phishing sempre più sofisticati, campagne automatizzate e persino l’uso di deepfake per ingegneria sociale avanzata. Questo significa che il ciclo di vita di un attacco si accorcia e la superficie di rischio aumenta – esordisce Ivan De Tomasi, Country Manager Italy & Malta di WatchGuard Technologies. La vera differenza, però, non sta semplicemente nell’ avere l’AI, ma in come la si integra nei processi di sicurezza. L’AI diventa davvero efficace quando supporta le attività di detection e response, aiutando i team a individuare prima le anomalie, ridurre i falsi positivi e intervenire più rapidamente”. In un contesto in cui molte organizzazioni soffrono la carenza di competenze specialistiche e devono allo stesso tempo rispondere a una pressione normativa crescente, l’AI rappresenta soprattutto un moltiplicatore di competenze: “Permette di automatizzare attività ripetitive, accelerare le remediation e ottimizzare il tempo degli analisti, consentendo alle aziende e ai partner di sicurezza di gestire ambienti sempre più complessi senza aumentare proporzionalmente le risorse”, prosegue il Country Manager.
UN CAMMINO EVOLUTIVO
Negli ultimi anni il vendor ha evoluto la propria proposta profondamente: da un insieme di soluzioni puntuali a una piattaforma di cybersecurity integrata e sempre più AI-driven: “L’obiettivo è aiutare i partner e le aziende a gestire la sicurezza in modo più efficace, riducendo la complessità operativa”, chiarisce De Tomasi. Un elemento chiave è l’evoluzione dei servizi di rilevamento e risposta gestita. Con il nostro MDR AI-driven, incluso il modello Open MDR, permettiamo di estendere le capacità di monitoraggio e risposta...
L’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il panorama della cybersecurity: “Oggi vediamo gli attaccanti utilizzare l’AI per rendere gli attacchi più credibili, veloci e scalabili: phishing sempre più sofisticati, campagne automatizzate e persino l’uso di deepfake per ingegneria sociale avanzata. Questo significa che il ciclo di vita di un attacco si accorcia e la superficie di rischio aumenta – esordisce Ivan De Tomasi, Country Manager Italy & Malta di WatchGuard Technologies. La vera differenza, però, non sta semplicemente nell’ avere l’AI, ma in come la si integra nei processi di sicurezza. L’AI diventa davvero efficace quando supporta le attività di detection e response, aiutando i team a individuare prima le anomalie, ridurre i falsi positivi e intervenire più rapidamente”. In un contesto in cui molte organizzazioni soffrono la carenza di competenze specialistiche e devono allo stesso tempo rispondere a una pressione normativa crescente, l’AI rappresenta soprattutto un moltiplicatore di competenze: “Permette di automatizzare attività ripetitive, accelerare le remediation e ottimizzare il tempo degli analisti, consentendo alle aziende e ai partner di sicurezza di gestire ambienti sempre più complessi senza aumentare proporzionalmente le risorse”, prosegue il Country Manager.
UN CAMMINO EVOLUTIVO
Negli ultimi anni il vendor ha evoluto la propria proposta profondamente: da un insieme di soluzioni puntuali a una piattaforma di cybersecurity integrata e sempre più AI-driven: “L’obiettivo è aiutare i partner e le aziende a gestire la sicurezza in modo più efficace, riducendo la complessità operativa”, chiarisce De Tomasi. Un elemento chiave è l’evoluzione dei servizi di rilevamento e risposta gestita. Con il nostro MDR AI-driven, incluso il modello Open MDR, permettiamo di estendere le capacità di monitoraggio e risposta...
L’intelligenza artificiale sta cambiando profondamente il panorama della cybersecurity: “Oggi vediamo gli attaccanti utilizzare l’AI per rendere gli attacchi più credibili, veloci e scalabili: phishing sempre più sofisticati, campagne automatizzate e persino l’uso di deepfake per ingegneria sociale avanzata. Questo significa che il ciclo di vita di un attacco si accorcia e la superficie di rischio aumenta – esordisce Ivan De Tomasi, Country Manager Italy & Malta di WatchGuard Technologies. La vera differenza, però, non sta semplicemente nell’ avere l’AI, ma in come la si integra nei processi di sicurezza. L’AI diventa davvero efficace quando supporta le attività di detection e response, aiutando i team a individuare prima le anomalie, ridurre i falsi positivi e intervenire più rapidamente”. In un contesto in cui molte organizzazioni soffrono la carenza di competenze specialistiche e devono allo stesso tempo rispondere a una pressione normativa crescente, l’AI rappresenta soprattutto un moltiplicatore di competenze: “Permette di auto