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Palo Alto Networks, integrazione e automazione per una cybersecurity a prova di futuro

Con una piattaforma integrata di enterprise security, cloud security e security operation, Palo Alto Networks si candida a interlocutore unico per tutte le problematiche di cybersecurity aziendale. Decisamente interessanti le opportunità di business per i suoi partner, che da oggi possono contare anche sul primo Next Generation Firewall con funzionalità di Machine Learning in grado di bloccare le minacce, salvaguardare i dispositivi IoT e suggerire policy di security in modo proattivo

Vendor
Nell'emergenza sanitaria causata dal COVID-19 le aziende hanno trovato un fortissimo acceleratore di digitalizzazione, che in primo piano ha portato soprattutto il tema della sicurezza: “un aspetto imprescindibile in questo tipo di progetti ma che oggi, purtroppo, rappresenta ancora un freno nella trasformazione digitale delle imprese” afferma Mauro Palmigiani, Country Manager Italia, Grecia e Malta di Palo Alto Networks, ricordando come il vendor californiano si proponga al mercato in qualità di partner di riferimento in ambito cybersecurity, facendo soprattutto della semplificazione il proprio cavallo di battaglia. Ma non solo. “Continuiamo a pensare che la semplicità sia la chiave per evolvere in un perimetro sempre più allargato, in cui le minacce cambiano forma e chiedono nuove strategie per poter essere contrastate. Anche per questo, oltre alla semplificazione, facciamo leva sull’integrazione, facendo convergere all’interno della nostra piattaforma tutti servizi di sicurezza di cui i clienti hanno bisogno. Continuiamo, poi, ad estendere l’uso degli analytics per aumentare la velocità di risposta alle minacce e contrastarle in modo del tutto automatico” aggiunge, soffermandosi sull’architettura alla base della digital platform proposta da Palo Alto Networks.

Tre le sue aree principali: Strata, la componente d’origine del vendor che abilita una secure enterprise per tutto quello che riguarda IoT, Sd-Wan e 5G; Prisma, per la protezione dell’ambiente cloud; e Cortex, che rappresenta la componente di protezione più evoluta (Detection & Response, Threat Intellgence, Endpoint Protection, Network Traffic Analysys e molto altro). “Tre aree che convergono nel più grande data lake oggi disponibile sul mercato, un aspetto che ci rende fortissimi sul piano dell’automazione” spiega Palmigiani, pronto a precisare come ogni acquisizione di Palo Alto Networks vada sempre a calarsi all’interno di questi tre pillar con una facilità d’integrazione estrema, grazie allo spirito d’apertura che da sempre fa parte del Dna aziendale. Tra le operazioni recentemente concluse, l’acquisizione di Twistlock, PureSec, Zingbox, Aporeto e CloudGenix.
mauro palmigiani palo alto jpegMauro Palmigiani, Country Manager Italia, Grecia e Malta di Palo Alto Networks
Opportunità di business moltiplicate per i partner di canale
Importanti i risultati raggiunti dalla strategia d’integrazione e semplificazione messa a punto da Palo Alto Networks, che nell’ultimo periodo ha registrato soprattutto una fortissima crescita in ambito enterprise. In particolare, nella fascia alta di mercato il vendor ha messo a segno un balzo in avanti del 15%, registrando un tasso ben al di sopra della media del suo stesso settore di riferimento, fermo al +6-7%. Complessivamente oggi sono 70.000 i clienti attivi a livello mondiale, con un incremento medio di 3.000 new name al mese.

“Cresciamo sulla parte core, ma anche nella next gen security, dove recentemente abbiamo chiuso alcune acquisizioni strategiche che abbiamo calato direttamente sul mercato, con un perfetto time to market rispetto alle esigenze espresse dai clienti” chiarisce il Country Manager. Una crescita diffusa di cui giova anche il canale, considerato che il go-to-market di Palo Alto Networks è 100% indiretto e l’addressable market del vendor è cresciuto da 19 a 72,6 miliardi di dollari grazie a una piattaforma integrata capace ormai di indirizzare non più solo esigenze di network security, ma anche di cloud protection e response proattive. “Con noi i partner hanno la possibilità di aumentare la propria profittabilità, scaricando a terra un’offerta che, tra l’altro, garantisce anche la possibilità di erogare nuove tipologie di servizi. Su questo fronte, in particolare, possiamo accompagnarli in percorsi fortemente trasformativi del modello di business, aiutandoli a evolvere in Managed Security Service Provider o fornitori di servizi di Managed Detection & Response” spiega Palmigiani, che sempre a supporto del business dei partner sottolinea il recente lancio di un programma commercial volto a sostenerne l’ingresso in settori verticali, grazie anche a un supporto costante di inside sales e inside system engineer interni a Palo Alto Networks.

Al di là dei vari programmi, il vero valore aggiunto del vendor risiede comunque nella sua piattaforma integrata capace di superare quella stratificazione di tecnologie ormai mal tollerata dalle aziende. “Le organizzazioni oggi preferiscono affidarsi a piattaforme uniche e a un solo vendor che dia garanzie in tutti gli ambiti toccati dalla security. Si tratta di un trend che ha ovviamente un forte impatto anche sulle scelte degli operatori di canale, sempre più orientati a consolidare il numero dei vendor con cui lavorare e su cui sviluppare competenze specifiche” chiarisce Palmigiani. D’altra parte, quello della sicurezza è un settore fortemente legato a skill e specializzazioni, il che porta a un’inevitabile selezione dei brand su cui investire.


Next Generation Firewall ML per una cybersecurity intelligente e proattiva
Sul fronte dell’offerta l’ultimo annuncio di Palo Alto Networks punta a ridefinire lo standard per la sicurezza di rete con il primo Next Generation Firewall al mondo con integrate funzionalità di Machine Learning volte a bloccare le minacce, salvaguardare i dispositivi IoT e suggerire policy di security in modo proattivo. “Oggi lo scenario della sicurezza è dominato da un’evoluzione costante degli attacchi, capaci ormai di un morphing automatico. Parallelamente hanno fatto ingresso nuovi dispositivi, mentre il perimetro da proteggere è andato progressivamente ampliandosi. La digitalizzazione sta penetrando l’economia e il business dipende sempre di più dai dati, che sono il vero target degli attaccanti. La delocalizzazione, accelerata dalla pandemia, ha aumentato il livello di rischio, moltiplicando il numero dei vettori usati per penetrare le reti. Sulla base di tutto questo, abbiamo deciso di far compiere un salto evolutivo alla nostra piattaforma, realizzando un firewall con un engine di ML: un sistema signature free e puramente dinamico, capace di intercettare il 95% degli zero day malware” spiega Umberto Pirovano, Manager System Engineering di Palo Alto Networks Italia.
umberto pirovano palo alto networksUmberto Pirovano, Manager System Engineering di Palo Alto Networks Italia
Quattro le macroaree su cui l’R&D del vendor ha lavorato per la messa a punto della soluzione, basata sulla versione 10.0 di PAN-OS. La prima macroarea ruota attorno alla difesa da malware e phishing attraverso l’utilizzo di modelli di Machine Learning in linea, in grado di prevenire anche attacchi sconosciuti. La seconda consente di eseguire aggiornamenti delle firme senza ritardi, riducendo i sistemi infetti del 99,5%. La terza si è focalizza sulla sicurezza integrata per l’IoT in modo da offrire una visibilità completa sui dispositivi, evidenziare anomalie e vulnerabilità, e suggerire politiche di sicurezza appropriate. Infine, la quarta ha sviluppato la possibilità di utilizzare il Machine Learning per analizzare grandi quantità di dati telemetrici e suggerire policy di security. Altre feature introdotte nel nuovo Next Generation Firewall, di cui è disponibile anche una modalità container, comprendono visibilità e troubleshooting avanzati, estensioni del clustering, identificazione automatica dei dispositivi, possibilità di mettere in quarantena i lavoratori remoti e capacità di remediation in caso di attacchi da macchine esterne.
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