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ClearSkies, la cyber resilience è la nuova priorità nell’era dell’AI autonoma

Minacce autonome, SOC guidati dall’intelligenza artificiale e nuovi modelli di servizio stanno trasformando il modo in cui aziende e partner affrontano la sicurezza digitale

Autore: Redazione ChannelCity - Tempo di lettura 2 minuti.

Nell’analizzare l’influenza dell’AI nella cybersecurity, Eleftherios Antoniades, Founder & CTO di Odyssey & ClearSkies, evidenzia che “il cambiamento più grande è semplice da descrivere, ma difficile da sopravvalutare: la minaccia stessa è diventata autonoma. Gli attori malevoli utilizzano ora l’AI per individuare vulnerabilità, scrivere autonomamente exploit e adattarsi in tempo reale. Si muovono alla velocità delle macchine. Una difesa progettata per i tempi uman, con analisti che gestiscono manualmente una coda di alert uno alla volta, non è più in grado di tenere il passo”. Non solo: per il board aziendale, prosegue Eleftherios Antoniades, “questo ridefinisce la domanda centrale. Non si tratta più di ‘come impedire agli attaccanti di entrare?’, ma di ‘quanto velocemente possiamo rilevare, contenere e ripristinare quando qualcosa riesce a passare?’. Questo passaggio, dalla difesa statica a una vera cyber resilience, è il cambiamento più significativo che i leader devono comprendere. Resilienza significa che il business continua a funzionare, resta conforme alle normative e mantiene la fiducia dei clienti anche sotto pressione”.

CAMBIAMENTI CONCRETI

Il cambiamento è altrettanto concreto per chi gestisce le operazioni di sicurezza: “il volume e la velocità degli attacchi hanno superato ciò che qualsiasi team può gestire manualmente. Il SOC del futuro farà affidamento sull’AI per classificare e investigare automaticamente i casi più comuni, in modo che le competenze umane, sempre più scarse, possano essere dedicate

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Nell’analizzare l’influenza dell’AI nella cybersecurity, Eleftherios Antoniades, Founder & CTO di Odyssey & ClearSkies, evidenzia che “il cambiamento più grande è semplice da descrivere, ma difficile da sopravvalutare: la minaccia stessa è diventata autonoma. Gli attori malevoli utilizzano ora l’AI per individuare vulnerabilità, scrivere autonomamente exploit e adattarsi in tempo reale. Si muovono alla velocità delle macchine. Una difesa progettata per i tempi uman, con analisti che gestiscono manualmente una coda di alert uno alla volta, non è più in grado di tenere il passo”. Non solo: per il board aziendale, prosegue Eleftherios Antoniades, “questo ridefinisce la domanda centrale. Non si tratta più di ‘come impedire agli attaccanti di entrare?’, ma di ‘quanto velocemente possiamo rilevare, contenere e ripristinare quando qualcosa riesce a passare?’. Questo passaggio, dalla difesa statica a una vera cyber resilience, è il cambiamento più significativo che i leader devono comprendere. Resilienza significa che il business continua a funzionare, resta conforme alle normative e mantiene la fiducia dei clienti anche sotto pressione”. CAMBIAMENTI CONCRETI Il cambiamento è altrettanto concreto per chi gestisce le operazioni di sicurezza: “il volume e la velocità degli attacchi hanno superato ciò che qualsiasi team può gestire manualmente. Il SOC del futuro farà affidamento sull’AI per classificare e investigare automaticamente i casi più comuni, in modo che le competenze umane, sempre più scarse, possano essere dedicate
Nell’analizzare l’influenza dell’AI nella cybersecurity, Eleftherios Antoniades, Founder & CTO di Odyssey & ClearSkies, evidenzia che “il cambiamento più grande è semplice da descrivere, ma difficile da sopravvalutare: la minaccia stessa è diventata autonoma. Gli attori malevoli utilizzano ora l’AI per individuare vulnerabilità, scrivere autonomamente exploit e adattarsi in tempo reale. Si muovono alla velocità delle macchine. Una difesa progettata per i tempi uman, con analisti che gestiscono manualmente una coda di alert uno alla volta, non è più in grado di tenere il passo”. Non solo: per il board aziendale, prosegue Eleftherios Antoniades, “questo ridefinisce la domanda centrale. Non si tratta più di ‘come impedire agli attaccanti di entrare?’, ma di ‘quanto velocemente possiamo rilevare, contenere e ripristinare quando qualcosa riesce a passare?’. Questo passaggio, dalla difesa statica a una vera cyber resilience, è il cambiamento più significativo che i leader devono comprendere. Resilienza significa che il business continua a funzionare, resta conforme alle normative e mantiene la fiducia dei clienti anche sotto pressione”. CAMBIAMENTI CONCRETI Il cambiamento è altrettanto concreto per chi gestisce le operazioni di sicurezza: “il volume e la velocità degli attacchi hanno superato ciò che qualsiasi team può gestire manualme
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