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TrendAI Italia, l’ora della cybersecurity AI-driven

Oggi la sfida si sposta dalla difesa alla resilienza proattiva, con l’intelligenza artificiale che sta trasformando sicurezza, gestione del rischio e servizi gestiti: dall’XDR evoluto alla cyber risk quantification, fino al nuovo ruolo strategico di MSP e MSSP

Autore: Redazione ChannelCity - Tempo di lettura 2 minuti.

Analizzando lo scenario della cybersecurity nell’era dell’intelligenza artificiale, Thomas Giudici, Head of Channel di TrendAI Italia, sottolinea che “l’AI sta accelerando una trasformazione già in atto, ma il cambiamento non riguarda solo la velocità di rilevamento delle minacce”, evidenziando che “già oggi le aziende stanno affrontando un panorama di rischi radicalmente diverso: gli attaccanti sfruttano l’AI per sviluppare attacchi più sofisticati, estremamente personalizzati e difficili da individuare e contrastare con gli approcci tradizionali. Il phishing generativo, i deepfake e le campagne automatizzate stanno abbassando la soglia d’ingresso al crimine informatico, mettendo a rischio anche organizzazioni che in passato non erano considerate bersagli prioritari”. Sul fronte difensivo, prosegue Thomas Giudiuci, “il cambiamento più significativo consiste nel passaggio da un modello di sicurezza reattivo a uno proattivo. La cyber resilience non si costruisce più solo proteggendo il perimetro, ma anticipando le mosse degli avversari, comprimendo i tempi di risposta e garantendo la continuità operativa anche durante un attacco. L’AI consente di correlare grandi volumi di dati in tempo reale, riconoscere pattern e anomalie comportamentali e automatizzare la risposta agli incidenti in modi e tempi impensabili con le sole risorse umane. Le aziende che investiranno in questa direzione avranno un reale vantaggio competitivo. Dal nostro punto di osservazione, notiamo che il mercato ha già iniziato a riorientarsi e che sempre più realtà mettono in discussione approcci e strategie consolidate”.

LE TECNOLOGIE VINCENTI

In questo scenario, “le tecnologie che oggi mostrano i risultati più concreti sono quelle che combinano l’AI con una visibilità estesa sull’intera superficie d’attacco, sempre più frastagliata e dinamica”, fa notare Thomas Giudici, sottolineando che “gli strumenti di Extended Detection and Response (XDR) guidati dall’AI riescono a correlare eventi provenienti da endpoint, e-mail, cloud, identità e reti, riducendo drasticamente il numero di alert da gestire e migliorando la precisione nella definizione delle priorità di intervento. Questo si traduce in tempi di risposta più rapidi e in un minor impatto degli incidenti sull’operatività”. Più in dettaglio, racconta il manager, “una soluzione AI-based efficace deve possedere alcune caratteristiche chiave: un modello di threat intelligence aggiornato in tempo reale su scala globale, capacità di detection comportamentale che vadano oltre le signature tradizionali, e un’integrazione nativa tra i diversi layer di sicurezza per eliminare i silos informativi. TrendAI risponde a questa esigenza con Vision One, una piattaforma unificata che consolida...

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Analizzando lo scenario della cybersecurity nell’era dell’intelligenza artificiale, Thomas Giudici, Head of Channel di TrendAI Italia, sottolinea che “l’AI sta accelerando una trasformazione già in atto, ma il cambiamento non riguarda solo la velocità di rilevamento delle minacce”, evidenziando che “già oggi le aziende stanno affrontando un panorama di rischi radicalmente diverso: gli attaccanti sfruttano l’AI per sviluppare attacchi più sofisticati, estremamente personalizzati e difficili da individuare e contrastare con gli approcci tradizionali. Il phishing generativo, i deepfake e le campagne automatizzate stanno abbassando la soglia d’ingresso al crimine informatico, mettendo a rischio anche organizzazioni che in passato non erano considerate bersagli prioritari”. Sul fronte difensivo, prosegue Thomas Giudiuci, “il cambiamento più significativo consiste nel passaggio da un modello di sicurezza reattivo a uno proattivo. La cyber resilience non si costruisce più solo proteggendo il perimetro, ma anticipando le mosse degli avversari, comprimendo i tempi di risposta e garantendo la continuità operativa anche durante un attacco. L’AI consente di correlare grandi volumi di dati in tempo reale, riconoscere pattern e anomalie comportamentali e automatizzare la risposta agli incidenti in modi e tempi impensabili con le sole risorse umane. Le aziende che investiranno in questa direzione avranno un reale vantaggio competitivo. Dal nostro punto di osservazione, notiamo che il mercato ha già iniziato a riorientarsi e che sempre più realtà mettono in discussione approcci e strategie consolidate”. LE TECNOLOGIE VINCENTI In questo scenario, “le tecnologie che oggi mostrano i risultati più concreti sono quelle che combinano l’AI con una visibilità estesa sull’intera superficie d’attacco, sempre più frastagliata e dinamica”, fa notare Thomas Giudici, sottolineando che “gli strumenti di Extended Detection and Response (XDR) guidati dall’AI riescono a correlare eventi provenienti da endpoint, e-mail, cloud, identità e reti, riducendo drasticamente il numero di alert da gestire e migliorando la precisione nella definizione delle priorità di intervento. Questo si traduce in tempi di risposta più rapidi e in un minor impatto degli incidenti sull’operatività”. Più in dettaglio, racconta il manager, “una soluzione AI-based efficace deve possedere alcune caratteristiche chiave: un modello di threat intelligence aggiornato in tempo reale su scala globale, capacità di detection comportamentale che vadano oltre le signature tradizionali, e un’integrazione nativa tra i diversi layer di sicurezza per eliminare i silos informativi. TrendAI risponde a questa esigenza con Vision One, una piattaforma unificata che consolida...
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