“L’intelligenza artificiale sta trasformando non solo la cybersecurity, ma l’intero contesto IT aziendale – afferma Cesare Radaelli, Sr. Director Channel Account Italia & Malta di Fortinet – intervenendo allo Speciale di ChannelCity di questo mese. La velocità di elaborazione, la capacità di supportare utenti e processi e l’automazione delle attività stanno portando benefici in termini di produttività, ma contemporaneamente introducono rischi molto elevati”. Uno dei temi principali, secondo il manager, riguarda il rapporto di fiducia che gli utenti instaurano con l’AI: “Sempre più spesso vengono condivisi dati sensibili con piattaforme esterne senza avere piena consapevolezza di dove questi dati vengano elaborati o conservati. Il fenomeno della shadow AI sta crescendo rapidamente: strumenti adottati dagli utenti, fuori dal controllo aziendale, che possono esporre informazioni strategiche all’esterno del perimetro di sicurezza”. A questo, spiega, si aggiunge l’evoluzione verso l’Agentic AI: “Non si parla più soltanto di sistemi che rispondono a domande, ma di agenti in grado di eseguire azioni, interagire con API, prendere decisioni e trasmettere dati tra sistemi differenti. Se non esiste un controllo puntuale su ciò che questi agenti possono fare e sui contesti nei quali possono operare, il rischio è perdere completamente visibilità. E perdere visibilità significa non essere più in grado di garantire il corretto livello di sicurezza”, chiarisce Radaelli. Il problema, prosegue, è che la diffusione dell’intelligenza artificiale procede più rapidamente rispetto alla capacità delle aziende di adeguare i propri modelli di protezione. Anche gli attacchi cyber stanno evolvendo alla stessa velocità dell’AI, rendendo sempre più complessa sia la discovery delle minacce sia la capacità di reazione: “Per questo motivo diventa fondamentale adottare un approccio di Security by Design orientato all’AI. L’intelligenza artificiale deve essere gestita con una logica architetturale chiara: definire cosa può fare, come deve farlo e in quali contesti può operare”, sottolinea.
UN FRAMEWORK UNICO
Secondo Fortinet, l’evoluzione delle piattaforme di cybersecurity passa dalla capacità di integrare l’intelligenza artificiale all’interno di un framework unico di visibilità, controllo e risposta. Non basta utilizzare l’AI: è necessario governarla e monitorarla: “La proposta tecnologica di Fortinet si basa proprio su questo principio. L’evoluzione della piattaforma Fortinet attravera...
“L’intelligenza artificiale sta trasformando non solo la cybersecurity, ma l’intero contesto IT aziendale – afferma Cesare Radaelli, Sr. Director Channel Account Italia & Malta di Fortinet – intervenendo allo Speciale di ChannelCity di questo mese. La velocità di elaborazione, la capacità di supportare utenti e processi e l’automazione delle attività stanno portando benefici in termini di produttività, ma contemporaneamente introducono rischi molto elevati”. Uno dei temi principali, secondo il manager, riguarda il rapporto di fiducia che gli utenti instaurano con l’AI: “Sempre più spesso vengono condivisi dati sensibili con piattaforme esterne senza avere piena consapevolezza di dove questi dati vengano elaborati o conservati. Il fenomeno della shadow AI sta crescendo rapidamente: strumenti adottati dagli utenti, fuori dal controllo aziendale, che possono esporre informazioni strategiche all’esterno del perimetro di sicurezza”. A questo, spiega, si aggiunge l’evoluzione verso l’Agentic AI: “Non si parla più soltanto di sistemi che rispondono a domande, ma di agenti in grado di eseguire azioni, interagire con API, prendere decisioni e trasmettere dati tra sistemi differenti. Se non esiste un controllo puntuale su ciò che questi agenti possono fare e sui contesti nei quali possono operare, il rischio è perdere completamente visibilità. E perdere visibilità significa non essere più in grado di garantire il corretto livello di sicurezza”, chiarisce Radaelli. Il problema, prosegue, è che la diffusione dell’intelligenza artificiale procede più rapidamente rispetto alla capacità delle aziende di adeguare i propri modelli di protezione. Anche gli attacchi cyber stanno evolvendo alla stessa velocità dell’AI, rendendo sempre più complessa sia la discovery delle minacce sia la capacità di reazione: “Per questo motivo diventa fondamentale adottare un approccio di Security by Design orientato all’AI. L’intelligenza artificiale deve essere gestita con una logica architetturale chiara: definire cosa può fare, come deve farlo e in quali contesti può operare”, sottolinea.
UN FRAMEWORK UNICO
Secondo Fortinet, l’evoluzione delle piattaforme di cybersecurity passa dalla capacità di integrare l’intelligenza artificiale all’interno di un framework unico di visibilità, controllo e risposta. Non basta utilizzare l’AI: è necessario governarla e monitorarla: “La proposta tecnologica di Fortinet si basa proprio su questo principio. L’evoluzione della piattaforma Fortinet attravera...
“L’intelligenza artificiale sta trasformando non solo la cybersecurity, ma l’intero contesto IT aziendale – afferma Cesare Radaelli, Sr. Director Channel Account Italia & Malta di Fortinet – intervenendo allo Speciale di ChannelCity di questo mese. La velocità di elaborazione, la capacità di supportare utenti e processi e l’automazione delle attività stanno portando benefici in termini di pr