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Netskope, come adottare l’AI in sicurezza

Una piattaforma AI-based davvero efficace deve offrire tre cose: visibilità completa sull’ecosistema AI, intelligence di rischio contestualizzata e automazione delle attività operative; solo così le aziende possono adottare l’AI in sicurezza senza rallentare produttività e innovazione

Autore: Redazione ChannelCity - Tempo di lettura 2 minuti.

Nello scenario moderno, l’Intelligenza Artificiale non è più solo uno strumento di difesa, è diventata la variabile che ridisegna l’intera equazione del rischio. È il pensiero di Alessio Agnello, Manager Solutions Engineering Italy and Israel di Netskope, intervenuto nello Speciale di questo mese di ChannelCity. Tra le aziende monitorate da Netskope Threat Labs il numero di applicazioni AI in uso è quintuplicato in un anno, la base di utenti AI è triplicata, e oggi si gestiscono in media 37 agenti AI attivi con 223 violazioni delle policy sui dati AI al mese. Eppure, il 94% delle organizzazioni dichiara di avere lacune nella visibilità sull’attività AI, e solo il 6% ritiene di avere piena visibilità sulla propria pipeline. “Questo scarto tra velocità di adozione e capacità di controllo sarà il vero banco di prova della cyber resilience nei prossimi anni. Le aziende dovranno passare da un modello reattivo, che rincorre l’incidente, a un modello predittivo, capace di anticipare dove si concentra il rischio prima che diventi un problema. La resilienza non si misurerà più solo sulla capacità di bloccare un attacco, ma sulla velocità con cui si comprende cosa accade nel proprio ecosistema AI, quali strumenti si usano, chi li usa, quali dati toccano e su quanto rapidamente quella comprensione si trasforma in un’azione correttiva automatizzata”, afferma Agnello.

L’AI ENTRA NELLA SICUREZZA

Il valore dell’AI emerge quando è integrata in una piattaforma capace di correlare identità, dati, applicazioni e...

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Nello scenario moderno, l’Intelligenza Artificiale non è più solo uno strumento di difesa, è diventata la variabile che ridisegna l’intera equazione del rischio. È il pensiero di Alessio Agnello, Manager Solutions Engineering Italy and Israel di Netskope, intervenuto nello Speciale di questo mese di ChannelCity. Tra le aziende monitorate da Netskope Threat Labs il numero di applicazioni AI in uso è quintuplicato in un anno, la base di utenti AI è triplicata, e oggi si gestiscono in media 37 agenti AI attivi con 223 violazioni delle policy sui dati AI al mese. Eppure, il 94% delle organizzazioni dichiara di avere lacune nella visibilità sull’attività AI, e solo il 6% ritiene di avere piena visibilità sulla propria pipeline. “Questo scarto tra velocità di adozione e capacità di controllo sarà il vero banco di prova della cyber resilience nei prossimi anni. Le aziende dovranno passare da un modello reattivo, che rincorre l’incidente, a un modello predittivo, capace di anticipare dove si concentra il rischio prima che diventi un problema. La resilienza non si misurerà più solo sulla capacità di bloccare un attacco, ma sulla velocità con cui si comprende cosa accade nel proprio ecosistema AI, quali strumenti si usano, chi li usa, quali dati toccano e su quanto rapidamente quella comprensione si trasforma in un’azione correttiva automatizzata”, afferma Agnello. L’AI ENTRA NELLA SICUREZZA Il valore dell’AI emerge quando è integrata in una piattaforma capace di correlare identità, dati, applicazioni e...
Nello scenario moderno, l’Intelligenza Artificiale non è più solo uno strumento di difesa, è diventata la variabile che ridisegna l’intera equazione del rischio. È il pensiero di Alessio Agnello, Manager Solutions Engineering Italy and Israel di Netskope, intervenuto nello Speciale di questo mese di ChannelCity. Tra le aziende monitorate da Netskope Threat Labs il numero di applicazioni AI in uso è quintuplicato in un anno, la base di utenti AI è triplicata, e oggi si gestiscono in media 37 agenti AI attivi con 223 violazioni delle policy sui dati AI al mese. Eppure, il 94% delle organizzazioni dichiara di avere lacune nella visibilità sull’attività AI, e solo il 6% ritiene di avere piena visibilità sulla propria pipeline. “Questo scarto tra velocità di adozione e capacità di controllo sarà il vero banco di prova della cyber resilience nei prossimi anni. Le aziende dovranno passare da un modello reattivo, che rincorre l’incidente, a un modello predittivo, capace di anticipare dove si concentra il rischio prima che diventi un problema. La resilienza non si misurerà più solo sulla capacità di bloccare un attacco, ma sulla velocità con cui si comprende cosa accade nel proprio ecosistema AI, quali strumenti si usano, chi li usa, quali dati toccano e su quanto rapidamente quella comprensione si trasforma in un’azione correttiva automatizzata”, afferma Agnello. L’AI ENTRA NELLA SICUREZZA
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