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Vendite IT via Canale: continua l’aumento delle RAM e rallenta il retail

Secondo Context i prezzi delle memorie sono saliti del 600% in un anno, i server vanno a gonfie vele e tiene il mercato business, mentre la domanda dei consumatori cede in tutta Europa, con l'Italia che limita i danni. I consigli ai retailer

Mercato Tecnologie & Trend

Continua in Europa il trend di aumento dei prezzi delle RAM e dell’hardware correlato, e cala la domanda retail di tecnologie digitali, in modo più netto nei paesi nordici e più contenuto per Italia e Spagna. Sono i principali trend delle vendite di prodotti IT attraverso la distribuzione nello scorso mese di giugno, secondo la società di ricerca Context, che ha riassunto in due post sul suo sito i contenuti delle puntate di giugno del suo webinar settimanale Weekly IT Industry Forum.

Gli aumenti delle RAM, spiega Context, hanno tenuto banco per tutto giugno. Già all’inizio del mese i ricavi dalle vendite di memorie risultavano in aumento di quasi il 200% su base annua, anche se i volumi mostravano segni di rallentamento della crescita. Il trend si è poi ulteriormente accentuato a fine mese, con prezzi di fatturazione delle RAM attraverso la distribuzione in incremento del 600% su base annua e del 180% rispetto al trimestre precedente (Q1).

Gli SSD stanno seguendo lo stesso copione, con un aumento di oltre il 200% su base annua, e nessun segno di rallentamento del trend. L'analisi Context PriceWatch del 24 giugno ha mostrato prezzi degli SSD in costante salita da ottobre 2025, con il Regno Unito ben al di sopra degli altri mercati e ancora in crescita, mentre Germania e Francia mostrano i primi segnali di stabilizzazione. I notebook stanno ripetendo lo stesso schema con un ritardo di 2-3 mesi.

Venendo ai numeri del mercato server, Dell ha registrato 24,7 miliardi di dollari in un solo trimestre, in aumento del 181% su base annua, sottolinea Context, con anche Lenovo e HPE che segnalano profitti record per le loro divisioni server. Gli ordini arretrati (backorder) raccontano la stessa storia: solo Dell ha una pipeline sui server da 51,3 miliardi di dollari.

La puntata sullo storage ha mostrato che gli hard disk non vengono sostituiti dalla memoria flash nella fascia ad alta capacità, non per nostalgia, ma perché investire tutto su prodotti flash su larga scala non ha senso economicamente. Il consiglio di Context agli operatori di canale è spingere sui drive a maggiore capacità, e non lasciare che i clienti paghino troppo per memoria flash di cui non hanno bisogno.

L’altro trend come anticipato è la debolezza del mercato retail. I canali business hanno tenuto bene per tutto l'anno, ma per quanto riguarda i consumatori i dati di vendita al dettaglio di maggio vedono per l’intera Europa ricavi in calo di quasi il 9% su base annua e unità vendute in calo del 17%. Un netto peggioramento rispetto a un maggio 2025 che già non era stato trionfale.

Il clima di cautela evidenziato nei mesi scorsi, commenta Context, si è quindi consolidato in qualcosa di più strutturale. La società di ricerca sottolinea che gli indici di fiducia delle famiglie si sono abbassati in tutti i principali cinque paesi europei - Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Spagna - e fotografano un continente in cui l'alto costo della vita è ormai un dato di fatto, e la spesa si è ristretta di conseguenza, compresi gli acquisti di prodotti IT.

Se però tutti i principali mercati europei mostrano contrazioni della spesa IT retail su base annua, ciò che varia è la gravità del calo.

La Francia mostra il quadro peggiore. I ricavi del retail IT sono scesi del 10,3%, la flessione più marcata tra i cinque paesi. Molto simile l’andamento nel Regno Unito, in calo del 9,1%. La scarsa affluenza nei negozi ha sicuramente inciso, ma anche l'ondata di caldo estremo a fine mese, perché ha spostato la spesa dei consumatori dai prodotti IT verso articoli da esterno e per il raffrescamento delle case.

La Germania si è posizionata a metà strada, in calo del 6,1%. L’indice tedesco della fiducia dei consumatori ha registrato il suo calo più netto da gennaio 2024, per le preoccupazioni geopolitiche legate al conflitto con l'Iran. Quando la fiducia dei consumatori subisce un colpo del genere, sottolinea Context, la spesa in tecnologie digitali raramente ne esce indenne.

Spagna e Italia se la sono cavata relativamente meglio, anche se "meglio" qui significa comunque un dato negativo. I ricavi tech retail della Spagna sono scesi del 4,3%, seguendo da vicino un indice di fiducia (ICC) bloccato ben al di sotto dei livelli di 12 mesi fa. L'Italia ha registrato la contrazione più lieve del gruppo, pari al 2,2%.

Mettendo in fila i cinque paesi, emerge un divario tra Nord e Sud: Francia e Regno Unito che subiscono il colpo più duro, la Germania a metà strada, Spagna e Italia pure in contrazione, ma più lieve. Tuttavia il messaggio generale è che tutti i principali mercati tech retail dell'Europa occidentale si stanno contraendo.

Per i retailer che operano su questi mercati, sottolinea Context, tale uniformità conta più della variazione. Un andamento del genere significa competere più duramente per un budget di spesa più piccolo, e le offerte generiche non basteranno. Promozioni localizzate e offerte di valore realmente mirate, conclude Context, sono ciò che serve per mantenere le posizioni, fino a quando i consumatori manterranno un controllo così stringente sulla loro spesa digitale.

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