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“Non è la solita hype”: MSI Italy punta forte sull’AI e coinvolge il canale

Il General Manager Roberto Saponieri racconta le priorità tra edge AI, gaming e consolidamento del mercato, con partner e distributori chiamati a investire e pianificare

Vendor

“MSI è sempre stata tra i pionieri: appena esce una tecnologia, per esempio una nuova generazione di processori, la inserisce nei piani di prodotto. E adesso abbiamo questo boom dell'edge AI per il mercato consumer: è il momento giusto per tornare a fare un evento in presenza per i nostri clienti, per parlare delle novità di prodotto e delle prospettive del mercato, e farli confrontare con le realtà che stanno guidando il mercato”.

Così Roberto Saponieri, General Manager di MSI Italy, ci spiega la decisione di organizzare il recente Channel Summit. L’evento (ne abbiamo parlato qui) ha visto tra gli altri gli interventi di Eric Charriot di NVIDIA, che ha parlato della piattaforma congiunta con MSI per utilizzare modelli e agenti AI in locale, di Kelven Wang della divisione server di MSI Corporate (presto i server MSI saranno disponibili anche in Italia), e di Simone Solidoro di Galene.ai, un sistema operativo italiano per gestire gli agenti AI on premise, oltre che dei diversi Product Manager di MSI Italia.

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Con Saponieri, a margine dell’evento, abbiamo parlato del percorso di MSI in Italia, delle priorità in questo momento, e della situazione del mercato.

Un evento per il canale dopo anni dedicati al retail

“Lavoro in MSI fin dall’apertura in Italia, siamo nati con l'open channel, perché abbiamo cominciato vendendo solo mainboard e VGA, poi gradualmente siamo arrivati al prodotto finito”, ci racconta Saponieri.

“Il boom è stato nel 2016, con il contratto con MediaWorld: siamo entrati nel retail di massa col prodotto gaming, sia monitor sia desktop, passando da brand di nicchia per operatori del settore a brand commodity. Poi si sono aggiunti Unieuro, Euronics, e Amazon che ha dato la spinta definitiva, specialmente sui monitor. Quindi per diversi anni la nostra priorità è stata il mercato retail, che è molto difficile da avviare e richiede pesanti investimenti di marketing”.

“L'ultimo nostro evento rivolto all’Open Channel risale al periodo della pandemia. Poi dal 2020 al 2023 praticamente non abbiamo fatto eventi, e dal 2023 al 2025 ci siamo focalizzati sugli eventi end user, tipo Games Week, per creare trazione per i rivenditori DIY, gli assemblatori di pc gaming, che restano una parte del nostro core business. D'altro canto siamo forti anche in nicchie come l'all-in-one e il mini pc, dove non ci scontriamo con i colossi del settore pc. Per esempio, abbiamo vinto una gara con Poste sul progetto Trasparenza con un prodotto all-in-one, e così siamo anche entrati nel mondo delle gare e della PA”.

L'offerta si amplia ancora: in Italia anche le wallbox

In tutto questo percorso, MSI Italia è arrivata oggi a 28 persone: “Una quindicina a Bergamo, circa 8 a Milano, poi abbiamo un ufficio a Napoli con tre persone, e altre due sono sempre ‘on the road’. Di questi 28, 20 sono nella divisione che guido direttamente, che comprende le tre business unit CND, GNP ed EVSE”.

Nel dettaglio, CND tratta desktop, monitor e tutto il mondo DIY, compresa la componentistica. GNP si occupa di schede grafiche, SSD, gaming gear, e tutto il mondo periferiche. EVSE è l’unità dedicata alle wallbox, i sistemi di ricarica delle vetture elettriche, aperta da poco: l’Italia è uno dei tre pilot in Europa in questo campo. “L'altra divisione si occupa dei notebook: noi dall’Italia seguiamo la parte di operation, ma la parte business è seguita direttamente dall’headquarter”.

Il boom dell’AI però, oltre a generare grandi entrate, spinge a ricalibrare il rapporto con il canale. “Per il pc EdgExpert per esempio abbiamo una domanda enorme, nonostante sia rivolto più a sviluppatori AI che a normali consumatori, e costi come 6 pc normali. Con questo meeting vogliamo far capire che siamo sul pezzo sul fenomeno AI, al contrario di tanti che ne parlano senza sapere come spiegarla ai loro rivenditori”.

In particolare, Saponieri sottolinea l’importanza della presenza di NVIDIA all’evento. “Il rapporto è molto forte, MSI con NVIDIA ha sviluppato diverse soluzioni, quindi abbiamo potuto coinvolgerli anche qui: Eric Charriot è il product leader del superchip GB10, e noi quest’anno in Europa siamo secondi solo alla Francia come sell out di questi prodotti. Eric è molto interessato a occasioni come questa per interagire direttamente con il canale, trasmettere dei messaggi, e farsi un’idea di prima mano della domanda, delle esigenze, degli interessi”.

Trasmettere le criticità al canale è fondamentale

L’AI è ovviamente la massima priorità del momento per MSI Italia. “Penso che occorra investire subito in formazione, conoscenze, risorse umane e tempo, è un treno che va talmente forte che si rischia di perderlo. E non è la solita “hype” tecnologica: tra 5-10 anni saremo tutti aiutati da agenti AI, e l’aumento della produttività potrebbe finalmente far quadrare il work-life balance”.

A parte l’AI, un’altra priorità molto alta resta il gaming. “È un mercato che vive un momento di transizione difficile: c’è la crisi delle memorie, i prezzi sono alle stelle, i prodotti sono in shortage. Noi a livello locale dobbiamo impegnarci al massimo nel far capire ai clienti che questo trend non sparirà tra due mesi”.

Trasmettere le criticità al canale quindi è fondamentale, sottolinea Saponieri, ma questo vuol dire anche cercare soluzioni insieme. “Abbiamo sempre insistito negli anni nel chiedere delle programmazioni trimestrali, semestrali, annuali. Però il cliente italiano tipicamente risponde che non sa cosa farà domani, figuriamoci tra tre mesi. E invece adesso se vuoi sopravvivere lo devi sapere. Non solo: mi devi dire oggi cosa faremo per il black friday del 2027”.

I clienti più consapevoli hanno capito questa urgenza. “Ora anche il piccolo system integrator che fa 3000-5000 macchine all'anno comincia a darci dei forecast su cui possiamo programmare gli approvvigionamenti”.

Discorso a parte per i monitor, per ora non toccati da questa crisi. “Stiamo registrando un buon trend di domanda. In questo segmento siamo entrati per ultimi, ma siamo tra i primi a proporre prodotti QD OLED”. E infine c’è il mantenimento: “La ‘baracca’ va mandata avanti su tutti i fronti: non si vive di sola AI, né di solo computer gaming. E per noi ora il mercato è molto grande, perché a parte le CPU e le RAM, tutto il resto lo produciamo direttamente”.

"Il nostro lavoro è diventato anche di consulenza"

Infine abbiamo chiesto al General Manager di MSI Italia un punto di vista sul mercato italiano. “Un trend importante è che non si parla più di soluzioni entry level: ormai per il pricing si parte dalla fascia medio alta. Ma non è solo per una questione di pricing: c'è anche una crescente esigenza di performance, e MSI ha sempre puntato sulle performance. Per esempio siamo stati i primi a scommettere sul computer gaming nel 2012, e oggi nel mercato monitor in Italia più di un terzo del sell out di Amazon è nella fascia gaming: parliamo di centinaia di migliaia di unità”.

Un altro trend è il forte consolidamento in atto. “In Italia ci sono decine di migliaia di partite IVA che dicono di essere dei computer shop. Tra questi ci sono realtà la cui assistenza si limita a installare l'antivirus, vendono due macchine al mese e non fanno stock. Questi stanno iniziando a sparire, perché il loro cliente vuole spendere 300 euro per il pc, e appena il prezzo si alza, non c’è modo di trattenerlo”.

I reseller di oggi, sottolinea Saponieri, devono allacciare delle partnership con i vendor: “La partnership ti permette di assicurarti allocazione e un piano di rebate che dà accesso a prezzi più bassi del listino, di partecipare a eventi come questo, che aprono gli occhi su come proseguire il percorso. Questo è un punto molto importante: il nostro lavoro è diventato anche di consulenza”.

Il consolidamento in corso in tutto il settore IT

Il consolidamento poi non è in corso solo nel canale. “È un momento difficile per l'IT in generale. I brand piccoli stanno facendo fatica, qualcuno recentemente ha chiuso gli uffici in Italia. Ma il consolidamento arriverà anche nella distribuzione, che adesso come non mai deve essere il fulcro. Per esempio il GB10 di Nvidia costa al reseller 6-7 mila euro: già per un ordine da 200-300 pezzi, che è poco rispetto all’ordine medio di chip, il capitale da investire è notevole. Quindi il distributore deve tornare a fare il distributore, cioè avere la pazienza di crearsi degli stock, di investire. Fortunatamente abbiamo un gruppo di distributori che ci sta seguendo. È estremamente importante che tutta la supply chain sia allineata, e infatti questo evento lo ripeteremo anche in ottica di distribuzione: toccheremo argomenti simili ma con una proposizione ad hoc”.

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