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Allianz Trade Country Risk Atlas 2026: i numeri della terza edizione

Allianz Trade effettua l’upgrade del ‘risk rating’ di 36 Paesi, a fronte di soli 14 downgrade. Il country risk globale è migliorato nel 2025, con quasi il doppio dei Paesi oggetto di upgrade rispetto a quelli declassati. Alcune economie chiave sono state oggetto di downgrade, indicando rischi persistenti e significativi per le aziende nel medio termine. L’Italia ha beneficiato di un upgrade a fine 2025 pur avendo prospettive di crescita economica moderate 

Mercato

Allianz Trade pubblica la terza edizione del Country Risk Atlas, pubblicazione di riferimento che analizza outlook economico, rischi e opportunità in 83 Paesi, rappresentativi di circa il 94% del PIL globale. Il report si basa su un modello proprietario di rating del rischio, aggiornato trimestralmente con gli sviluppi macroeconomici più recenti e con i dati proprietari di Allianz Trade.

“I nostri rating forniscono un’analisi completa e indicazioni sull’ambiente economico, politico e di business, nonché sui fattori di sostenibilità che influenzano le dinamiche dei rischi di mancato pagamento per le imprese a livello macroeconomico. Ogni rating combina 17 indicatori di breve termine e 18 di medio termine e può rappresentare per i decision-maker uno strumento per orientarsi in un contesto geopolitico complesso, aiutando a gestire la volatilità, proteggere i flussi di cassa e trasformare la valutazione dei rischi in un vantaggio competitivo”, spiega Luca Moneta, Senior Economist for Emerging Markets di Allianz Trade.

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Italia 2026: migliora la resilienza, persistono le sfide strutturali

L’Italia inizia il 2026 con una crescita moderata (Pil +0,8% nel 2026 e +1,0% nel 2027), inflazione in calo intorno all’1,5% e un deficit vicino al 3% del Pil. Il debito pubblico resta elevato (circa 135% del Pil) ma è in fase di stabilizzazione. Persistono rischi legati a bassa produttività e dipendenza energetica; tuttavia, il calo degli spread sovrani e il miglioramento della disciplina fiscale suggeriscono che la fragilità dell’Italia sia oggi più contenuta rispetto al passato.

Rispetto le attese, il country risk globale è migliorato nel 2025

Nonostante un anno caratterizzato da forti tensioni commerciali e molteplici livelli di rischio (politico, geopolitico e fiscale), Allianz Trade rileva che il country risk globale è migliorato nel 2025, con 35 country risk rating oggetto di upgrade a fronte di soli 14 downgrade. Questa dinamica evidenzia i meccanismi di adattamento fiscale, monetario e commerciale che tendono a emergere in contesti di elevata incertezza. Le 36 economie con rating migliorato includono Argentina, Ecuador, Italia, Spagna, Turchia, Ungheria e Vietnam.

“Nel 2025, gli upgrade sono stati guidati principalmente da fondamentali macroeconomici più solidi, supportati da politiche fiscali e monetarie più accomodanti. In diversi mercati emergenti, le migliori condizioni di approvvigionamento finanziario, apprezzamento delle valute locali e prezzi delle materie prime più elevati hanno consentito di allentare le restrizioni sui trasferimenti e sulla convertibilità, una dimensione chiave del rischio politico. Tra le economie ad alto reddito, maggiore stabilità politica, disinflazione e trade performance più solida hanno rafforzato la resilienza in Europa (in particolare in Germania, Grecia, Italia e Spagna) e nella regione Asia-Pacifico (inclusi Corea del Sud e Vietnam)”, afferma Ana Boata, Head of Economic Research di Allianz Trade.

Miglioramenti diffusi mascherano rischi persistenti nel medio termine per le imprese

Sebbene il numero di downgrade possa apparire contenuto, è importante sottolineare che è quasi triplicato rispetto al 2024 (da 5 a 14). Inoltre, tra le economie interessate figurano Belgio, Francia e Stati Uniti, evidenziando difficoltà persistenti nel medio termine per le aziende anche in Paesi ritenuti a minor rischio.

“La resilienza si amplia, ma cluster di rischio persistono in economie rilevanti. Lo scorso anno abbiamo osservato un deterioramento dell’ambiente macroeconomico di medio termine in 7 mercati, rispetto a 18 che hanno registrato un miglioramento. Tuttavia, tra i Paesi in deterioramento figurano Belgio, Brasile, Francia e Stati Uniti, che insieme rappresentano circa un terzo del Pil globale, ovvero dieci volte il peso delle economie che hanno visto un miglioramento. L’economia globale attraversa uno dei periodi più turbolenti degli ultimi decenni, con una convergenza di shock e trasformazioni strutturali quali AI, demografia, climate change, commercio e regolamentazione. L’incertezza rimane elevata e le imprese devono adottare un approccio selettivo, country-by-country, per espandere il business salvaguardando le proprie risorse. Ciò sottolinea la necessità di un risk management granulare e forward-looking che vada oltre il rating principale. Il monitoraggio continuo delle condizioni di trasferimento e convertibilità, delle traiettorie fiscali e delle esposizioni commerciali sarà essenziale per anticipare i punti di rottura”, conclude Aylin Somersan Coqui, CEO di Allianz Trade (in foto di apertura).

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